LA RELAZIONE SU MAFIA CAPITALE: IL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI

di David Arboit

L’evidenza, la quantità e la sistematicità delle anomalie riscontrate dalle inchieste sul Comune di Roma obbliga a dubitare seriamente delle efficacia e delle efficienza del sistema dei controlli interni degli enti locali. «I controlli, nel complesso, sono apparsi insufficienti a garantire un’efficace prevenzione delle patologie degli affidamenti e sanzionare adeguatamente alcune irregolarità macroscopiche».

Nel caso romano la Relazione rileva che l’Ufficio contratti del Comune si occupa solo delle procedure di evidenza pubblica, mentre il Piano dei controlli del Comune di Roma prevede di sottoporre a “controllo successivo” solo «un campione costituito da tutte le determine dirigenziali che abbiano un impegno di spesa pari o superiore ai 200.000 euro». È sufficiente quindi prevedere determinazioni con affidamenti mai superiori ai 199.999 euro. Questi vincoli di soglia non sono tuttavia un problema perché la Commissione d’indagine dell’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) nella sua relazione sul Comune di Roma ha rilevato una «sistematica violazione dei limiti di importo fissati per le procedure in economia e gli affidamenti diretti».

«Emblematica della scarsa efficacia del ruolo preventivo del Segretariato generale» è una vicenda particolare: quando una ispezione del Ministero dell’Economia ha comunicato le gravi patologie riscontrate negli appalti del settore servizi sociali «il Segretariato non ha approntato alcuna risposta organizzativa né sollecitato l’eventuale adozione di interventi in autotutela», scelte molto probabilmente evitate perché avrebbero potuto intralciare o bloccare il cammino di alcuni appalti.

Il sodalizio criminale di Carminati, peraltro, si dimostra capace di “colonizzare” lo stesso sistema dei controlli. «Gli ambienti politici vicini al sodalizio [in questo caso Mirko Coratti secondo una intercettazione che riporta una telefonata di Salvatore Buzzi] hanno, infatti inserito, nel Segretariato generale [un sodale] quale direttore della Direzione integrità, trasparenza e semplificazione dell’azione amministrativa» ufficio che ha il compito di «garantire l’integrità dell’azione amministrativa e prevenire fenomeni di illegalità e corruzione».

Che il sistema dei controlli fosse gravemente inefficiente lo rilevano anche le prime conclusioni della indagine dell’ANAC sul Comune di Roma quando sottolineano che «da parte della struttura amministrativa di Roma capitale [si evidenzia] un comportamento disinvolto ed a volte spregiudicato nell’interpretazione ed elusione delle norme» per cui si è autorizzati a pensare che il ricorso a «procedure non ad evidenza pubblica rappresenti un escamotage di origine programmatica che ha orientato, in modo sempre più rilevante, l’attività contrattuale degli uffici verso percorsi per loro natura semplificati, con tutte le potenziali distorsioni la cui adozione comporta.» E se le procedure semplificate sono uno stile amministrativo programmato e consolidato nel tempo è allora ancora più grave che il sistema dei controlli abbia completamente fallito i suoi obiettivi perché aveva di fronte una prassi illegittima consolidata e abituale.

Se questo è il quadro della qualità amministrativa del comune di Roma ci si domanda come mai l’amministrazione Marino non sia intervenuta con estrema decisione affondando pesantemente il bisturi in una struttura ampiamente inquinata dalle metastasi di Mafia capitale. Paura? Indecisione? Eccesso di prudenza? Ignoranza? Tatticismo politico? Solo il diretto interessato potrebbe rispondere se solo volesse mettere a nudo limiti ed errori personali e altrui. Sta di fatto che «lascia perplessi che il nuovo Sindaco – leggiamo nella Relazione – insediatosi sotto l’insegna programmatica di una proclamata discontinuità rispetto al passato anche, se non soprattutto, nel funzionamento della “macchina amministrativa”, abbia garantito una continuità d’azione proprio a colui che aveva rappresentato il vertice della struttura capitolina per tutta l’era Alemanno». Marino ha prima confermato in via provvisoria le funzioni di Direttore Generale del Segretario nominato dal Sindaco Alemanno (13/06/2013) e subito dopo lo ha confermato (16/07/2013).

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Pubblicato il 2 gennaio 2016 su LEGALITA', POLITICA LOCALE, POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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