INCIUCIO: DAL PATTO DEL NAZZARENO AL PATTO DELLA CONSULTA

inciucio renzi grillodi Guido Morano

Così dopo il tanto citato “patto del nazareno”, passeremo al “patto della consulta”? Sul sorprendente voto di ieri che elegge finalmente i tre giudici mancanti alla corte costituzionale, molti oggi sui giornali si interrogano, a vario titolo e in diverse direzioni.

Certo la mossa di Renzi spiazza molti, in primis Brunetta e Berlusconi, sempre più debole e costretto a una deriva paraleghista che lo allontana da quei ceti moderati che hanno sostenuto la sua ascesa e che costituiscono il bottino di conquista del progetto politico, il partito della nazione, attribuito a Renzi.

Questa operazione lampo, in un ambito di obiettiva difficoltà per il Governo sotto attacco sulla vicenda banche e Boschi, è indubbiamente un bel successo e smentisce chi per mesi ha attaccato Renzi e il PD descrivendoli come oggettivi alleati/succubi di Berlusconi.

Oggi Forza Italia risulta fortemente indebolito sia nel numero di parlamentari, sia dal punto di vista politico: un partito in balia delle isterie di Brunetta e al seguito delle mosse di Salvini.

Chi ipotizzava un PD rianimatore del berlusconismo, credo debba ricredersi una volta per tutte. Oggi Berlusconi è molto più debole del dopo pareggio con Bersani alle ultime elezioni.

Sul versante M5S, l’accordo di ieri apre nuovi scenari.

È un successo per la strategia del grillismo aver costretto Renzi e il PD all’accordo o è un scivolamento verso “l’inciucio”, come descritto dalla sinistra radicale e dai quotidiani “Libero” e “Il Giornale”?

È una dimostrazione, come oggi ricorda Serra su Repubblica, che l’accordo Bersani-Grillo era possibile e avrebbe aperto una nuova stagione politica?

Presto per dirlo, soprattutto in vista delle prossime scadenze elettorali in tanti importanti comuni dove lo scontro PD Cinque Stelle, in particolare a Roma, sarà duro.

Certo è la dimostrazione che uscire dalle trincee, smettere per una volta i toni del dileggio e dell’insulto, passare dalla sterile critica a oltranza e a prescindere a una scelta condivisa e convincente, fa bene alla politica e può far bene soprattutto alla possibilità di gestire al meglio la cosa pubblica al centro come alla periferia.

Chissà se qualcuno coglierà il messaggio.

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Pubblicato il 17 dicembre 2015 su POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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