BORSE DI STUDIO A BUCCINASCO: MERITO E/O REDDITO

di David Arboit

Sono stato sollecitato da alcuni genitori a proposito del bando borse di studio pubblicato alcune settimane fa. In estrema sintesi questi genitori mi dicono: mio figlio è molto bravo a scuola, potrebbe essere premiato con una borsa, ma lo sbarramento introducendo il criterio dell’ISEE impedisce che il ragazzo abbia questo riconoscimento. Ripropongo qui di seguito quanto ho scritto a Elisa per cercare di chiarire le motivazioni che ci hanno indotto a non utilizzare solo e soltanto un criterio di merito.

 

Cara Elisa

È vero, come tu scrivi, che il comune di Buccinasco fa molto per i meno abbienti, fa il possibile e forse anche qualcosa di più, ma sta di fatto che rispetto alla domanda di aiuto, vista la crisi economica, l’offerta di aiuto che noi riusciamo a dare è ancora piuttosto bassa. Sottolineo questo aspetto perché chi governa una città risponde della gestione del denaro dei cittadini e ci può essere anche chi contesta la scelta di impiegare soldi del contribuente per premiare chi studia di più.

Nel nostro bando il criterio del merito è di gran lunga prevalente, ma era necessario inserire anche un criterio economico-sociale per evitare che il denaro pubblico fosse erogato a famiglie benestanti o molto benestanti. Lo dice tra l’altro l’espressione stessa “borsa di studio” che significa quantità di denaro che premia chi studia, ma per garantire un sostegno economico a chi vuole continuare a studiare.

Come lei certamente sa le borse di studio (per studiare) vengono date per offrire ai capaci e meritevoli, che hanno difficoltà economiche, la possibilità di continuare a studiare.

Per dare un riconoscimento esclusivo al merito avremmo dovuto bandire un “Premio per lo studio” e non una “Borsa di studio”.

Credo che viste le circostanze sociali che viviamo e le difficoltà finanziarie in cui si dibattono i Comuni la forma “premio” non sia consentita proprio perché, a mio giudizio, risulterebbe essere un utilizzo non corretto di denaro pubblico, date le circostanze economiche generali. Penso che la forma premio sia più adatta a un ente privato, che dispone di denaro proprio erogato dai soci, cosa che a Buccinasco accade per esempio con i premi dati dal Rotary.

Affinché il criterio economico sociale non fosse eccessivamente penalizzante sul merito abbiamo discusso con il responsabile finanziario del Comune per definire uno sbarramento ISEE che non escludesse quella che in soldoni può essere definita la middle class.

In conclusione credo quindi che la nostra scelta sia fondata su un giusto equilibrio fra lo scrupolo sociale nell’impiego di denaro pubblico e il desiderio di premiare e incentivare chi studia.

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Pubblicato il 15 dicembre 2015 su AMMINISTRAZIONE COMUNE, BILANCIO, SCUOLA, Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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