RINNOVO DELLA CONVENZIONE DELLA SCUOLA MATERNA BIANCHI: QUI CASCA L’ASINO

Guido Morano

Guido Morano

di Guido Morano

Dove, quando e come il segretario del PD locale, ovvero, il sottoscritto Guido Morano, ha mai scritto, detto e pensato quello che i fantasmi mentali e ideologici del blog “città sedicente ideale” mi mettono in bocca? Se questa non è calunnia è quantomeno un’infamia, o forse molto più semplicemente e banalmente soltanto un non saper leggere e/o un non voler capire.

Anzi leggendo l’articolo a me dedicato trovo esattamente conferma di quanto allora ho scritto che però nulla ha a che fare con l’interpretazione falsa e tendenziosa che si dà del mio pensiero.

L’interpretazione che vien data è la seguente «Dice [il suddetto bolscevico impenitente, statalista, stalinista, cioè io]: finalmente abbiamo ridotto gli iscritti ad una struttura che corrompe i giovani e  coltiva futuri reazionari e moderati, firmata dall’attuale rappresentante del circolo PD.»

Chiunque abbia un pizzico di buon senso e un minimo di competenza linguistica italiana può rileggere quello che scrissi allora e rendersi conto che l’interpretazione è in primo luogo proprio falsa e poi strumentale e tendenziosa. Basta leggere (clicca qui).

Importante è anche il contesto a cui faceva allora riferimento quel mio articolo. I fatti sono i seguenti. C’era stato il giorno precedente un Consiglio comunale durante il quale era stata approvata la nuova convenzione frutto di un lungo dialogo e lavoro condiviso tra le parti. Lavoro che si era concluso con reciproca soddisfazione anche a fronte del fatto che Buccinasco con la nuova convenzione approvata si collocava al primo posto tra i Comuni della Lombardia (regione tutt’altro che bolscevica) per peso del contributo economico ai frequentanti una scuola paritaria. Durante il Consiglio un gruppetto sparuto di genitori e supporter aveva inscenato una breve gazzarra perché ritenevano che l’accordo non fosse soddisfacente e pretendevano di mantenere lo status quo.

Che dire allora dell’interpretazione falsa e tendenziosa che si dà della mie parole? È facile collocarla nel suo vero ambito. La deduzione, la conclusione è logica: ancora una volta la Materna Bianchi viene tirata dentro (loro malgrado e sono certissimo anche con loro grande disappunto) a chiacchiere pelosissime e tutt’altro che disinteressate da campagna elettorale. Oggi potrei scrivere come allora una verità che si evita sempre di mettere in piazza: «È per questo che le giunte che si sono succedute in tanti anni non hanno messo mano a una convenzione palesemente scaduta e da rifare. La paura di perdere voti ha sicuramente condizionato le scelte delle giunte di centrodestra e in parte, fino a ieri, anche quelle di centrosinistra».

Oggi la Giunta Maiorano sta lavorando per rinnovare la convenzione avendo ben in mente che la Materna Don Stefano Bianchi è un “bene comune”. Mi è stato riferito che durante i colloqui tra Sindaco e dirigenti della materna c’è chi ha detto più o meno così: “La Materna Bianchi non è che serve all’Amministrazione comunale, non è solo utile all’ente locale, è molto di più, è una bella opportunità per Buccinasco, è un servizio di qualità che viene dato ai cittadini”. Sul senso di questa affermazione concordo pienamente. Ma occorre chiarire che il bene comune, per essere veramente comune e condiviso e condivisibile, deve necessariamente essere determinato tenendo conto della totalità dei fattori. Il bene per essere veramente comune deve tenere dentro, abbracciare, tenere conto di tutto e di tutti. Se non è cosi è bene per uno, per pochi, e magari anche per molti ma non è bene comune.

Anche la storia della Materna Bianchi è raccontata male, una narrazione che volendo essere captatio benevolentiae (sono IO lo scudo crociato difensore della scuola paritaria dall’assalto dei bolscevichi) non brilla di certo per oggettività. Che ci fosse il dovere amministrativo di rivisitare criticamente la convenzione approvata con atto di giunta nel settembre 1983 era cosa nota a tutti, ancor prima dell’avvento della giunta Carbonera. Che ci fossero non delle semplici e banali distonie non era frutto dell’inventiva di qualche mangia preti. Non solo mancava una data di termine della convenzione, (colossale svarione giuridico sensato solo se lo si interpreta come strumentalizzazione politica), ma le uscite dal bilancio comunale erano pagamenti sostanzialmente a piè di lista. Stato e Regione diminuivano i propri contributi? Bene: la differenza ce la metteva il Comune. C’erano bambini non residenti? Nessun problema: ci pensava la generosità dei cittadini di Buccinasco!

Fino a quando la situazione delle finanze comunali era del tipo vacche grasse: transeat.

Ma poi anno dopo anno la pressione fiscale locale è aumentata tra l’indifferenza dei più facendo del cittadino di Buccinasco una sorta di cornuto e bastonato costretto come era a sottostare prima alla fiscalità generale per un servizio scolastico definito non obbligatorio che a tutt’oggi lo Stato non riesce a garantire se non parzialmente, e poi anche alla fiscalità locale a garanzia di un servizio che comunque era doveroso tutelare.

La musica è da tanto che è cambiata. E questo aveva presente Francesca Iacontini, Commissario Prefettizio per oltre un anno e mezzo, che, nel bel mezzo dell’anno scolastico, nel febbraio 2012 ha deciso di recedere dalla convenzione siglata nel 1983 provocando il successivo ricorso straordinario della cooperativa di gestione al Consiglio di Stato.

Si deve poi all’Amministrazione Maiorano la ripresa del confronto e la sottoscrizione della nuova convenzione. Se si fosse dovuto applicare il principio voluto dall’ex Commissario prefettizio la Materna sarebbe chiusa da qualche anno. Invece alla scuola è stata garantita la sua piena funzionalità.

Nel PD di Buccinasco convivono diverse culture e sensibilità; c’è perfino chi ha fatto una lunga esperienza (a suo dire positiva) in CL. Alcuni di noi potrebbero non condividere l’impostazione educativa della scuola materna parrocchiale, ma mai ci siamo sognati di mancare di rispetto e di considerazione nell’ambito sia del pluralismo culturale che contraddistingue la nostra scuola, sia nel rispetto del concetto di sussidiarietà che oltre ad essere previsto dalla Costituzione italiana, è il frutto di una legge che porta il nome Berlinguer. Altro che statalismo!

Siamo interessati al corretto funzionamento dei tre plessi delle materne statali. Siamo anche interessati a soddisfare la domanda di materna paritaria presente nella nostra città. Siamo anche interessati a valutare le dinamiche dello sviluppo demografico al fine di pervenire a quel risultato di sintesi e di equilibrio che ci deriva dal dovere di amministrare correttamente il denaro che è di tutti.

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Pubblicato il 2 dicembre 2015 su AMMINISTRAZIONE COMUNE, POLITICA LOCALE, SCUOLA. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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