Archivio mensile:maggio 2015

Centenario Prima Guerra Mondiale: il 24 maggio minuto di silenzio in tutta Italia per i caduti della Grande Guerra

È corale e compita la commemorazione che il Governo ha riservato al 24 maggio, data che 100 anni fa segnò l’ingresso dell’Italia nella Prima guerra mondiale e che le costò il sacrificio di 650 mila caduti militari e circa 600 mila vittime civili. Un minuto di raccoglimento verrà osservato alle ore 15 dalle istituzioni, dalla società civile e dal mondo dello sport.

  

9 MAGGIO: RICORRE L’ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI ALDO MORO E PEPPINO IMPASTATO

11114179_10206682117077813_4484656617733480452_n

Oggi ricorre l’anniversario dell’uccisione di Aldo Moro e di Peppino Impastato. Due uomini molto diversi, che avevano in comune il desiderio di giustizia e di pulizia. Le storie di Moro e Impastato sono perfette per raccontare cosa debba e cosa non debba essere il compromesso in politica. Moro ha legato la sua vicenda politica all’intuizione del compromesso storico: il tentativo di portare al governo di questo paese insieme i cattolici popolari e i comunisti, unendo quanto di più valido e prezioso esisteva in quelle due esperienze all’apparenza tanto distanti. Impastato è il simbolo di chi non vuole scendere a compromessi, in una società mafiosa che si regge interamente sul compromesso.
La parola è la stessa: compromesso. Ma il significato è completamente diverso.
Il compromesso che Moro e Berlinguer perseguivano era il compromesso sulle politiche: il principio per cui se vogliamo costruire, se vogliamo riformare, dobbiamo essere capaci di trovare punti di incontro che ci consentano di fare passi avanti nella direzione giusta. Non si può fare politica altrimenti, anzi il senso stesso della politica è in questa capacità di sedersi attorno a un tavolo e trovare soluzioni condivise a problemi comuni.
Il compromesso che Impastato combatteva invece era il compromesso sulla moralità e sulla legalità: l’idea per cui le regole non sono quelle della legge e del bene comune, ma quelle dell’accordicchio sottobanco, dei rapporti di forza e di convenienza, dello scambio di favori, della paura reciproca tra forti e del sopruso verso i deboli. Un compromesso che ha come tragico risultato il prevalere degli interessi di pochi sugli interessi di tutti, della cosa nostra sulla cosa pubblica. [ dalla pagina Facebook di Emanuele ilProferssor Contu… ]