RIFORME COSTITUZIONALI: DOPO QUARANT’ANNI LA VOLTA BUONA

OrologioCamera

Le votazioni sulla seconda lettura della riforma costituzionale sono terminate intorno alle tre del mattino.

[ di Francesco Prina, Deputato PD ]

Innanzitutto la prima parte della Costituzione – quella sui principi fondamentali della Repubblica – rimane intatta e nessuno dell’attuale maggioranza ha intenzione di cambiarla. Delle altre parti, quelle che riguardano l’ordinamento ed il funzionamento dello Stato, si è iniziato a registrarne i limiti ed ipotizzarne il cambiamento già dagli anni ‘70 quando io frequentavo le scuole medie.

Dopo un lungo dibattito – che se non vado errato è iniziato dalla commissione Bozzi ed è continuata per più di quarant’anni, con aggiustamenti parziali in corso d’opera – è arrivata ai giorni nostri. Numerosi sono stati i tentativi dicommissioni parlamentari, commissioni bicamerali, lavori di esperti costituzionalisti, altrettanto numerosi i convegni, gli approfondimenti, gliarticoli di riviste e di giornali, le critiche e i dibattiti accademici e dei partiti,oggi, con questa nuova proposta, finalmente, siamo arrivati alla prima lettura alla Camera dei Deputati, dopo quella già avvenuta al Senato. Successivamente, dopo i tre mesi previsti dall’articolo 138 della Costituzione,ritornerà per una seconda lettura alle Camere per l’approvazione definitiva.

Nel frattempo sarà visionata dal Capo dello Stato e da lui promulgata o rimandata alle Camere se non è d’accordo sulla sua validità. Dopo tutto ciò, comunque ci sarà un referendum confermativo – che non ha bisogno di quorum – da parte del popolo Italiano.

Ditemi voi se questo vaglio democratico, dal punto di vista del metodo (dopo un dibattito durato per un lungo periodo) è tale o non lo è, e se ciò non basta cosa bisogna ancora fare per rispettare la democrazia in questo Paese?

Ora per dare un giudizio di merito, riportiamo sinteticamente i contenuti della riforma che ci apprestiamo ad approvare alla Camera:

SENATO:

  • Composto da 100 membri, senza indennità, 95 membri saranno rappresentativi delle istituzioni territoriali e 5 di nomina presidenziale;
  • Membri scelti fra i consiglieri regionali e delle Province di Trento e Bolzano;
  • Ogni Regione elegge un senatore tra i sindaci del suo territorio;
  • Ogni Regione avrà almeno due senatori;

 

FINE DEL BICAMERALISMO PERFETTO:

  • La funzione legislativa, salvo alcune materie, diventa prerogativa della sola Camera dei Deputati;
  • Sulla legge di bilancio l’ultima parola spetta alla Camera;
  • Il Senato parteciperà alla formazione degli atti dell’Unione Europea;

 

REFERENDUM:

  • Introdotti referendum propositivi e d’indirizzo;
  • Il quorum per la validità fissato al 50% più uno degli elettori;
  • A 800 mila firme il quorum scende al 50% più uno dei votanti delle ultime elezioni politiche;
  • 000 le firme necessarie per presentare una legge di iniziativa popolare che il Parlamento dovrà esaminare in tempi certi;

 

ABOLIZIONE DELLE PROVINCE:

  • Le Province scompaiono dalla Costituzione;
  • Commissariamento di Regioni ed enti locali in caso di grave dissesto finanziario;

 

TAGLI E RISPARMI, SOPPRESSIONE DEL  C.N.E.L.:

  • Tetto agli stipendi di Presidente e consiglieri regionali che non dovranno mai superare quello del sindaco della città capoluogo;
  • Abolizione di “rimborsi e trasferimenti monetari” pubblici ai gruppi politici;

 

A questo punto ditemi, in coscienza, se questa riforma deve essere approvata o no!

Io sono convinto che dobbiamo approvarla il più presto possibile per il bene del Paese, per il buon funzionamento dello Stato e l’efficienza delle Istituzioni Democratiche Italiane.

Coloro che si oppongono e vogliono ritardare questo cambiamento, o sono i soliti conservatori, oppure gli sfascia carrozze del tanto peggio tanto meglio.

Quanto è avvenuto in aula in questi giorni da parte della irresponsabile e arrogante opposizione del movimento di 5 Stelle, mi porta a dire che uno dei limiti di questo movimento è quello di confondere quello che è assemblearismo con quello che è il parlamentarismo. Inoltre, i diritti sono ditutti, di maggioranza ed opposizione. La maggioranza in democrazia deve rispettare ed ascoltare le idee e i suggerimenti della minoranza, ma nel tempo stesso, la minoranza non può impedire alla maggioranza di legiferare.

Francesco Prina

Deputato Partito Democratico XVIII Legislatura / Membro della XIII Commissione Agricoltura

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Pubblicato il 15 febbraio 2015, in POLITICA NAZIONALE con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Interessante punto di vista, direi tipico PD! Lo stesso che porta a bollare i parlamentari che passano da sinistra a destra come traditori, a definire il tutto come mercato delle vacche, mentre quando, come di recente (o in passato), passano da destra a sinistra si parla di scelta responsabile, di libertà di coscienza.
    Prima di chiedersi e chiedere se chi si oppone alla santa riforma sia un conservatore o semplicemente uno sfascia carrozze del tat peggio tanto meglio, ci spieghi, l’illustre deputato o la redazione, se il PD, che nel 2006 si oppose, prima in aula e poi invitando a votare no al referendum confermativo, alla riforma costituzionale voluta dal centro-destra (che già superava il bicameralismo perfetto e riduceva il numero di parlamentari), appartiene alla prima o alla seconda categoria! Tertium non datur, lo dice il deputato PD, non io!

    PS Nella riforma costituzionale del 2005, per inciso, vi era, tra le altre (insieme alla norma anti-ribaltone che avrebbe impedito a Renzi di andare al Governo senza un voto popolare con una maggioranza diversa da quella voluta dagli elettori), una norma che impediva i salti della quaglia da uno schieramento all’altro! Per me, conservatore, sarebbe stata una legge giusta (come le altre): io ti voto in uno schieramento per portare avanti un determinato programma! Se cambi idea te ne torni a casa e chiedi, di nuovo, il voto ai tuoi elettori! Non usi il mio voto per fare i tuoi porci comodi, che siano tradimenti o scelte responsabili di sorta!

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