LE DIFFICOLTA’ DEL TESSERAMENTO? IL TESSERAMENTO

TESSERAMENTO-PD-2014[di Guido Morano]
Non è mai stato facile “fare tesseramento”, non lo è stato per una qualsiasi associazione , figurarsi per un partito o un sindacato. Non lo era ai mitici tempi d’oro della politica quando ad ogni rinnovo, nel PCI come nella CGIL, i più volonterosi si sguinzagliavano casa per casa per rinnovare le vecchie tessere e per cercare di farne di nuove. Il sindacato oggi si salva, relativamente, sfruttando il prelievo automatico in busta paga o nella pensione, bypassando così un impegno che sui posti di lavoro sarebbe oggi comunque difficile.
E allora di fronte a queste crescenti difficoltà ,oggi oggetto di polemiche e di strumentalizzazioni inutili, che fare ? Ribadire la necessità della politica e che solo la partecipazione e la discussione “dentro” i partiti puo’ assicurare la buona politica, oggi evidentemente non basta. Tutti con varie sfumature ribadiscono che una democrazia senza partiti non è vera democrazia, ma le ricette per fermare una deriva che sembra inarrestabile, basta vedere la serie storica delle iscrizioni al PD piuttosto che al sindacato, mi sembra che latitino. Si denuncia da alcune parti come causa del fenomeno, la deriva a destra avviata a ritmo battente da Renzi e si reclama “finalmente” una politica di sinistra. Se fosse questo il problema , cioè la linea , dovremmo avere un parallelo e forte incremento della partecipazione e delle adesioni verso SEL piuttosto che verso i residui di Rifondazione, ma non mi risulta che ciò stia avvenendo. Sondaggi e presenza sul territorio non segnalano questo e se la minoranza di “sinistra” del PD è tanto titubante è perché sa benissimo che una uscita a sinistra difficilmente potrebbe avere , con o senza SEL, un forte riscontro di consenso elettorale. Si reclama più democrazia nelle scelte politiche: oggi le decisioni del vertice del partito non sono condivise che a livello della direzione e della segreteria e anche se Renzi e Cuperlo si sono presentati alle primarie con programmi dettagliati, sarebbe interessante sapere quanti li hanno letti e quanti se li ricordano. Ma è possibile . è praticabile una “democrazia della base”: cosa sarebbe successo nei circoli, negli organismi provinciali o regionali se le decisioni sull’art. 18 fossero state, come molti anche legittimamente reclamano, portate alla discussine degli iscritti? Facile immaginare tempi secolari, risse furibonde e nessuna decisione chiara. Insomma sarà anche vero che la “deriva leaderistica e decisionista” che persegue Renzi è uno sfregio alla democrazia, ma è anche vero che i cittadini reclamano dalla politica scelte e tempi rapidi, che gli eterni patteggiamenti, le eterne concertazioni, diciamo l’eccesso di democrazia formale , hanno stancato e hanno, insieme alla corruzione, contribuito a quel degrado della credibilità della politica che rimane la causa principale, della “difficoltà del tesseramento”, dello svuotamento dei partiti, anche del PD. Dobbiamo quindi “rassegnarci” al renzismo, affidarci alle doti mediatiche e energizzanti del nostro segretario per vedere le code di elettori non solo ai gazebo delle primarie, ma anche davanti ai circoli, dove ci sono ancora, a chiedere la tessera? Ovviamente no, ma personalmente non vedo ricette salvifiche a questo andamento, che riguarda tutte le democrazie europee che hanno fondato le loro democrazie sul sistema dei partiti. Rimangono per noi che ancora frequentiamo la politica, con passione e sincerità come a Buccinasco, ma temo che non sia così ovunque, le pratiche del “vecchio militante” che fu: discutere con gli scritti, decidere democraticamente con loro , far conoscere ai cittadini le proposte che nascono da questo confronto di idee, dare con le primarie quelle possibilità di scelta su uomini e idee che sono ormai entrate nella consuetudine dei nostri elettori. Insomma la fatica del tesseramento, è il tesseramento. In attesa che le nuove generazioni, i nuovi luoghi di incontro mediatico, speriamo presto depurate da rabbie e rancori, consegnino alla democrazia nuove forme di partecipazione e di confronto.

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Pubblicato il 10 ottobre 2014, in BUCCINASCO, POLITICA LOCALE, POLITICA NAZIONALE con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 10 commenti.

  1. Gentile Coordinatore Morano
    in un quadro politico con due poli contrapposti, nel momento in cui il PD guidato dal Segretario Matteo Renzi mette in pratica quanto progettato in passato da Berlusconi, ma che lo stesso Berlusconi non era riuscito a mettere in pratica, per i “membri fondatori” del PD che volessero tenere fede agli ideali per i quali è nato il PD, non sarebbe preferibile correre ad iscriversi in massa a Forza Italia?

    Almeno Berlusconi certe cose non le aveva fatte, mentre Renzi, invece, a forza di chiusura ad ogni dialogo e ricorso continuo alla Fiducia, potrebbe arrivare a farle.

    Più in generale.

    Quale rapporto c’è tra la politica quotidiana di Renzi ed il programma elettorale sostenuto dal PD alle ultime elezioni? Mi sembra praticamente nessuno.
    A me sembra che i Parlamentari PD stiano sfruttando il premio di maggioranza conquistato grazie a Bersani ed alla alleanza con SEL per fare il contrario di quanto promesso, lavorando fianco a fianco con il NCD e col forte supporto programmatico e di indirzzo di FI.
    Berlusconi, Verdini e FI indicano la direzione, Renzi ed il PD corrono ad adeguarsi, spesso persino eccedendo, a causa della vanitosità del Segretario PD e di alcuni suoi ministri.

    Con questa logica, come è possibile avere fiducia nel PD?
    Gli stravolgimenti alla Costituzione, allo Statuto dei lavoratori, alla Giustizia, Berlusconi li ha solo in parte messi in pratica. Il Segretario PD Matteo Renzi vorrebbe attuarli in modo integrale.
    .
    Credo che Lei debba convenire con me, che per attuare il “vecchio” Programma PD, il PD sarebbe proprio l’ultimo partito al quale iscriversi!

    L’unica speranza, a mio parere, è che si possa superare lo schema con due soli poli contrapposti, e che si possa presto eleggere, con le attuali norme, un Parlamento dove molti più italiani si possano sentire rappresentati.
    Con un forte ridimensionamento del PD, che certi scenari lasciano sperare

    Grazie e buona giornata
    Franco

  2. Franco dice: c’è un problema culturale, ideale e programmatico e anche, se vogliamo, di coerenza, a monte del “problema tesseramento”.
    Guido dice c’è sempre stato un problema di tesseramento in quanto impegno politico, e le notizie giudiziarie e di altro genere sui partiti che abbiamo saputo da qualche decennio a questa parte non aiutano, hanno ammosciato un po’ tutti.
    Sono due aspetti compresenti del problema. Giuste tutte e due le cose.
    Sacrosanta osservazione di Franco: ci siamo presentati con una coalizione e un programma con SEL, stiamo governando in una coalizione con NCD e un programma che è quello di Sacconi e Alfano.
    Il fatto è, io credo, che in campagna elettorale abbiamo assecondato Monti invece di dare voce alla rabbia che monti aveva generato con le sue scelte di governo. Certo è che quel 25% Bersani fa bene a rivendicarlo perché a quel programma ci credeva.
    Ma ora siamo qui. Sembrano passati 100 anni. Grillo arranca in affanno e senza alcun orizzonte politico reale. Berlusconi è allo sbando. I sondaggi continuano a dare al PD il 40%. Ammesso e non concesso che siano veri, Renzi fin qui ha ragione. Punto e basta.
    I Sindacati minacciano sfracelli, minacciano lo sciopero generale. Vedremo quanti andranno in piazza. Tre milioni come con Cofferrati? Sarà un problema per Renzi. Se saranno 300.000 fine della discussione. Smettetela di rompere le scatole?
    In politica chi ha delle idee geniali, ma non è capace di convincere nessuno deve cambiare mestiere. Renzi a vinto in modo schiacciante il Congresso e ha ad oggi un consenso schiacciante. Che altre idee diverse dalle sue non abbiano consenso non è un problema di Renzi, ma un problema di chi le sostiene.
    Ho sicuramente ragione ma non convinco nessuno? O la politica non è il mio mestiere, oppure mi ingegno per fare in modo di essere convincente.

  3. Stefano Parmesani

    Franco, quando dai del Lei a Guido mi fai impazzire.

    • Stefano
      A mio parere se il Portavoce del PD di Buccinasco non si limitasse a scrivere articoli, ma intervenisse anche nel dibattito, chiarendo (giustificando) le sue posizioni, sarebbe meglio…
      Ho l’impressione che invece deleghi David o te a ribattere alle obiezioni.
      A meno che non lo faccia magari con lo pseudonimo di “professore” col quale sonno stati firmati alcuni commenti.

      Visto il ruolo del Prof Morano per ora preferisco quindi rivolgermi a Lui con il più appropriato Lei….
      Franco

      P.S. 1: A proposito, da quel che ho capito l’assessore responsabile (nei limiti dei poteri degli Assessori.e della divisione delle responsabilità con i tecnici..) per l’appalto e la gestione della manutenzione del verde è stato premiato con un aumento delle deleghe. Che ne pensi?
      Mi sembra un segnale molto, molto forte!

      P.S. 2: Da Amministratore, ritieni che la pista ciclabile per Gudo potrà essere inaugurata prima del Presepe Vivente di Natale?

  4. In Italia, purtroppo, le riforme sono fatte a spizzichi e bocconi, senza un progetto serio e di ampio respiro e i risultati sono, oggi, tragici!

    Alle passate elezioni il PD ha preso circa il 25% dei voti che, in teoria, avrebbero dovuto rappresentare circa 158 deputati. Grazie al meccanismo elettorale, le coalizioni e i premi di maggioranza, invece, ne hanno ottenuti 297! Oggi, quindi, il PD governa grazie a un premio di maggioranza del tutto inappropriato, visto che non sta portando avanti il programma per il quale ha ottenuto quel premio.

    Non parliamo, poi, dell’elezione del Presidente della repubblica che rimane, ad oggi, vincolata a delle maggioranze pensate per un Parlamento eletto col sistema proporzionale e senza premi di maggioranza.

    Non meravigliamoci se i cittadini non si sentono più rappresentati da queste Istituzioni!

  5. Mi scuso col Sig. Gatti ma non amo frequentare i blog, anche quello del mio partito e, sarà l’età, preferisco discutere e ragionare con le persone “de visu”. Lo trovo ancora il miglior modo per riconoscersi, rispettarsi e soprattutto per trovare a tanto ragionare una sintesi, cosa che mi sembra manchi totalmente sui blog. Ma d’altra parte non è per questo credo che sono nati. Nel merito capisco che ritenendo il Pd di Renzi al servizio di Berlusconi o comunque avviato verso una progressiva deriva verso destra, sia difficile per te pensare di prendere la tessera. ma d’altra parte dopo tanti anni che la cerco e la cerchiamo, vorrei oggi capire dove dimora e che proposte, non sogni , ha oggi “la sinistra”. Sinceramente Vendola non mi sembra che possa ritenersi di sinistra, o perlomeno nel solco della storia della sinistra italiana. Io nel mio piccolo cerco di contribuire affinchè questo solco non vada perduto e penso che nel PD, anche questo di Renzi, si possa ancora fare.

  6. Citazione:
    C’è un giochino, da parte del renzismo più talebano (posto che ve ne sia di moderato, al momento non risulta ma non si sa mai) a dare patenti di bertinottismo e di sinistra residuale e passatista a tutti coloro che hanno qualcosa (qualsiasi essa sia) da ridire sulle magnifiche sorti e progressive.”

    Ecco, secondo me questa citazione da un parlamentare che è ancora nel PD, evidenzia il punto che mi ha più deluso della deriva del PD.
    Da partito plurale è diventato il partito dove uno solo comanda, e gli altri ubbidiscono.
    A che serve tesserarsi ad un partito, quando si è praticamente certi di non avere nessuna influenza sulla strategia del partito?

    Quindi, a meno che il Portavoce del PD di Buccinasco non sia entusiasta delle alleanze e dei programmi del PD di Renzi, per quale motivo si iscrive al PD e chiede ad altri di iscriversi?
    Temo che l’iscrizione al PD oggi voglia dire solo “accetto di ubbidire alle direttive date dal capo, senza porre e pormi alcun dubbio”
    Come in una struttura militare, il capo ordina, gli ufficiali mettono in pratica la strategia dando gli ordini alle truppe.

    Magari con la complicazione che non sempre è possibile capire quale sia la strategia di Renzi.

    Quali alleanze preferisce il PD? SEL è diversa da NCD, o sono due alleati interscambiabili?
    Quali riforme del lavoro? L’Articolo 18 è utile oppure lo statuto dei Lavoratori prevedeva una sciocchezza?
    Quale atteggiamento verso i poteri forti? Concordi con la “riforma” delle concessioni autostradali?
    Quale rispetto degli elettori e dei programmi presentati prima delle elezioni? E’ lecito ottenere il premio di maggioranza con una coalizione, e poi usare quei Parlamentari per perseguire obiettivi completamente diversi?
    Quale atteggiamento sull’ambiente? Che ne pensi della libertà di trivellazione prevista dallo sblocca Italia?
    Quale rispetto della volontà degli elettori? Sei d’accordo sulla nuova gestione delle province, con maggiori costi ma nessuna possibilità di verifica popolare?
    Tasse. Ti piace l’aumento ulteriore dell’IVA prevista dalla prossima finanziaria? E’ questo il progetto di tassazione progressiva perseguito dal PD?
    E cosa pensi della esenzione dalla contribuzione previdenziale prevista dalla delega sul lavoro per i neo assunti? Credi che le pensioni attuali, calcolate con metodo retributivo possano continuare ad essere sostenibili, o occorrerebbe invece dare un taglio ai privilegi che ci stanno dissanguando?

    Se la “sinistra” è Renzi, e secondo il Portavoce del PD nulla è possibile di diverso, perché non completare il giro dello schieramento, e votare per Fratelli d’Italia o per Forza Italia? Su molte questioni sono molto più a sinistra del PD di Renzi!

    Meglio prenderne nota, e votare conseguentemente (quando ce lo permetteranno)
    Franco

  7. Che l’Italia , con l’europa , sia avviata verso una strada di erosione delle conquiste che hanno progressivamente allargato i benefici dello stato sociale è fuori di dubbio: mio figlio, se mai avrà un lavoro, difficilmente avrà una pensione che gli consentirà di vivere degnamente. E sono anche d’accordo che difficilmente questo governo e questo Renzi potranno fermare questa deriva. la classe operaia, come si diceva, è ben lontana dall’essere all’attacco e la poltiglia sociale creata dalla globalizzazione, rende difficile la costruzione di un blocco sociale e politico in grado di contrastare efficacemente questa prospettiva.In attesa di veder realizzata questa difficile congiuntura, è una vita che aspettiamo, dobbiamo “accontentarci” di veder realizzata almeno la possibilità di rendere la ritirata meno catastrofica, vedi Grecia, con l’obiettivo di frantumare o indebolire quella rete di privilegi/corporazioni grandi e piccole che hanno ridotto l’Italiaa a quello che è. E del resto. bata fare un viaggio, non dico in Germania, sufficinte Madrid, per vedere quanto l’Italia sia ancora “diversa” e lontana dall’Europa. Provate a sbarcare a Termini Imerese se andate nella peraltro splendida Sicilia e misurerete questa distanza.

    • Il problema è che non si tratta di conquiste, ma di veri e propri privilegi (pensione retributiva con 20 anni di versamenti o anche meno, riscatti, contributi figurativi etc. etc.) che nessuno ha voluto smantellare e che pesano come un macigno sulle generazioni future! I diritti, per essere duraturi, devono essere sostenibili: le scelte clientelari (veri e propri regali e favori) fatte per accaparrarsi il consenso hanno prodotto il disastro nel quale ci troviamo!
      La globalizzazione crea, tra le altre cose tra cui anche opportunità, un nuovo punto di equilibrio tra chi, il mondo industrializzato, aveva molto (moltissimo) e il Sud del mondo che aveva poco, pochissimo! E’ il concetto di redistribuzione che dovrebbe essere tanto caro a Morano, ma che, guarda caso, funziona egregiamente solo quando mi trovo dalla parte di chi deve ricevere (a scapito di altri che devono ridistribuire) e non quando mi trovo nella scomoda parte di chi deve rinunciare e dare in favore della redistribuzione!

  8. http://archiviostorico.corriere.it/2001/agosto/30/Bossi_alla_globalizzazione_difendiamo_nostre_co_0_0108304804.shtml

    …..”e la poltiglia sociale creata dalla globalizzazione……” ma bravo Guido Morano….leggi sopra cosa diceva qualcuno a proposito di globalizzazione……!!!
    E la “sinistra” cosa diceva?

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