I COMMENTI ANONIMI NEI BLOG SONO INACCETTABILI?

commenti anonimi

[ di David Arboit, Stefano Parmesani ]

Alcuni frequentatori di questo blog hanno posto il problema dell’anonimato nei commenti.

La tesi è che i commenti anonimi in generale sono polemici, creano confusione, e mediamente non aiutano il confronto delle opinioni. In questa osservazione c’è sicuramente del vero.

Aggiungono poi che anche scontri piuttosto aspri (vedere i numerosi duelli Arboit-Dalseno) non implicano necessariamente l’anonimato, si possono fare a viso aperto e mettendoci la faccia. 

Siamo d’accordo, il metterci la faccia è nel nostro stile, è per questo che ci siamo candidati, e per noi non è nemmeno uno sforzo perché il combattimento intellettuale a viso aperto, chi ci conosce lo sa (a volte anche tra noi due), ci appassiona. Ma non per tutti è così, non tutti hanno un temperamento da cavaliere medievale vocato alla battaglia in nome di un ideale di uomo e di società.

1) L’anonimato è contemplato anche dalla Costituzione che prevede il voto segreto. Si potrebbe anche chiedere di abolire il voto segreto dicendo che un cittadino che non ha il coraggio di mettere la propria faccia a sostegno di una opinione politica democratica non merita la democrazia, non merita di votare. In realtà sappiamo tutti quanto la pressione sociale sia sociologicamente e psicologicamente forte e quindi l’espressione di punti di vista non ortodossi, divergenti dalla opinione e dai sentimenti comuni, fuori dal coro sia psicologicamente faticosa. È per questo che in varie circostanze istituzionali previste dal nostro ordinamento costituzionale è previsto il voto segreto, una maniera per fare in modo che prevalga la libertà di seguire quello che veramente detta la coscienza e non la paura e/o il conformismo.

2) Il mettere il proprio nome e cognome, può essere psicologicamente un ostacolo anche per molte altre ragioni, semplicemente per timidezza o per paura di essere segnalato come aderente al partito, come uno che fa parte di.., per timore di essere in qualche modo tracciato, segnalato, schedato, anche da chi gestisce il blog ecc.

3) I giornali nazionali più importanti nei loro blog, per le ragioni di cui sopra consentono l’anonimato. Alcuni hanno dei meccanismi di registrazione complessa ma che possono essere facilmente aggirati. I commenti vengono moderati e i toni della polemica pur essendo a volte al limite dell’insulto, vengono comunque liberati perché si pensa che sia giusto fare prevalere la libertà di opinione.

5) Un po’ di pepe, un po’ di passione, serve ad animare la discussione mettendo accanto ai prodotti della fredda ragione anche un po’ di sentimento. Aiuta la comunicazione, la libera da prudenze eccessive che ingesserebbero la discussione in questioni di opportunità. Insomma la passione fa bene alla discussione già nella vita reale, a volte libera la potenza della verità, e fa bene anche nella realtà virtuale, fa bene al blog e l’anonimato la favorisce. Sta a noi moderatori essere capaci di governare la situazione in modo che non degeneri.

6) Tecnicamente è di fatto impossibile stabilire se un commento firmato con nome e cognome è veramente di persona che ci mette la faccia o di anonimo, a meno di non avere metodi di indagine di cui solo la magistratura può disporre, e ha il diritto disporre. Io cittadino potrei intervenire con nome e cognome inventati, con un IP triangolato da quei siti con IP dinamico che cambia in continuazione e per questa ragione non diventerei in apparenza anonimo ma sarei anonimo di fatto. Dopo di che per verificare l’anonimato di Mario Rossi il gestore del blog per ogni commento dovrebbe fare una ricerca anagrafica disponendo degli elenchi dell’anagrafe. E poi una ricerca tecnicamente un pò più difficile sull’IP per riuscire a individuare quanto è plausibile il numero di IP.

Quindi…

Il buon senso e la voglia di continuare a discutere ci consigliano di mantenere i commenti anonimi, e poiché siamo i gestori del blog, cancelleremo secondo il nostro insindacabile giudizio i commenti ritenuti veramente lesivi o anche semplicemente inopportuni.

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Pubblicato il 24 settembre 2014, in EDITORIALI con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 11 commenti.

  1. Dal momento che, sovente, ci troviamo su posizioni contrapposte, è con piacere che vi esprimo il mio più ampio accordo e rinnovo il ringraziamento per l’impegno a moderare con rapidità i commenti, cosa che, sono certo ve ne sarete accorti, giova alla discussione e alla fruizione del blog.

  2. “Perchè hanno educatori come lei che pur di assecondare il potere chiudono gli occhi e in questo modo Italia è stata distrutta!!
    Avete mal gestito: l’Italia non ha bisogno delle persone come voi proni ai voleri del potere, ignavi e incompetenti.”
    Questo è un brano di un commento, firmato Napoleone, apparso sul blog Città Ideale e riferito ad un cittadino citato con nome e cognome, il gestore del blog ha ritenuto di pubblicarlo dicendo di aver sostituito con propri corsivi alcune parole ( ingiuriose?), per il resto sembrava facesse le fusa di piacere.
    Forse la miglior risposta è quella di:
    “Andrea D. | 23 settembre 2014 alle 08:13
    Verità? Celato dietro l’anonimato? C’è proprio da crederci ”
    Pubblicata su questo blog.

    Saluti.
    Paolo Caimi

    • Esistono fondamentalmente due tipi di lettori, quelli che fanno il tifo a prescindere e quelli che vogliono capire. I primi non cambieranno idea, indipendentemente da quel che viene scritto, i secondi sono perfettamente in grado di cogliere la differenza tra i commenti insensati e quelli che hanno un senso, anonimi o meno.

      Se ti scandalizzi per quel commento, che non è certo “carino” ma non è uno dei peggiori, evidentemente frequenti i blog molto meno spesso di quanto racconti. Non è chiaro, poi, sulla base di cosa, se non una tua personalissima e opinabilissima impressione, tu esprima certi giudizi (forse eri tu a fare le fusa di piacere e hai semplicemente traslato sugli altri questa tua emozione).

  3. Quindi un cambio di posizione da: anonimo=no verità, a: cogliere la differenza, può essere vero. Ma, come sempre c’è un ma, nel nostro caso il problema in assoluto non è l’anonimo, ma il “padrone” del blog che fa il tifo per alcuni anonimi, quelli nel coro, e stronca gli altri, quelli fuori dal coro, il suo coro. Anche se qualche volta è un coro che non arriva ai 4+4 di Nora Orlandi ( sono davvero vecchio).
    Ribadito che siamo all’alba di internet, concordo con quanto scritto nell’articolo, con due sole considerazioni:
    – se qualcuno di questi anonimi si presentasse ad elezioni, farebbe molta fatica ad ottenere la mia fiducia,
    – sarebbe bello creare un’area anonimi, tutti commenti anonimi, qualsiasi sia il soggetto finiscono in un unico calderone ( sì lo so è un’idea balzana, ma davvero trovo poco civile in un confronto civile che qualcuno non abbia il coraggio delle proprie idee, e creda di essere una Lamborghini d’annata)
    Per quanto riguarda le fusa, sì Andrea D. è contrariato, basta buttare un piccolo amo e…
    Saluti.
    Paolo Caimi

    • Temo che la scoperta dell’acqua calda non sia una grande scoperta! Il padrone del blog agisce in base alla propria sensibilità: ma dai? Credimi, non ti daranno il Nobel o il Pulitzer per questa incredibile scoperta. Riprendo la farse conclusiva dell’articolo:

      cancelleremo secondo il nostro insindacabile giudizio i commenti ritenuti veramente lesivi o anche semplicemente inopportuni.

      C’è sempre e comunque un padrone che agisce in base al proprio “insindacabile” giudizio e non può che essere così: siamo umani. Il resto sono tue opinabili opinioni.

      Continui a far confusione tra chi scrive, chi legge e chi vota: se dovessimo contare il numero di commentatori, anonimi e non, di questo sito, il PD a Buccinasco non dovrebbe esistere, non ti pare? Quanti commentatori avevate sul blog di SB? Qualche centinaio o qualche unità? La verità è che se fosse tutto così insignificante come ti ostini a cercare di far credere, non avrebbe senso il tuo affannarti nel tentativo di sminuire, non credi?

      PS: Anonimo= no verità è un’altra delle tue personalissime conclusioni basata su generalizzazioni senza fondamento.
      Non ci hai spiegato sulla base di cosa si basasse il tuo giudizio: fai uno sforzo, dai!

  4. “Andrea D. | 23 settembre 2014 alle 08:13
    Verità? Celato dietro l’anonimato? C’è proprio da crederci ” non l’ho scritto io, se vuole può farci l’esegesi.
    Sulle fusa è vero mi sono dimenticato di scrivere ” battuta” su CI avevo promesso di farlo sempre e pare sia davvero utile, c’è chi si prende enormemente sul serio.
    Giuro non mi affanno, sono i dati di fatto ad affannarsi.
    Ultima cosa, discutibile è censurare, ma ci sta, altro è pubblicare e certificare che un anonimo è di vaglia e l’altro inattendibile. Tutto qui.
    Sui voti credo di aver capito, ma evidentemente non sono stato chiaro, riprovo: non nutro fiducia per chi in un confronto civile non ritiene opportuno firmare le proprie opinioni, ritengo sarà un candidato privo di credibilità, è più chiaro? Altrimenti fa niente, non è un problema.
    Saluti.
    Paolo Caimi

    • Appunto, una risposta a un commento specifico che tu hai, indebitamente, generalizzato con una forzatura. Se non cogli la differenza, sostanziale, ci posso fare poco.

      Purtroppo se non cogli la differenza tra anonimo e alias (o pseudonimo che dir si voglia) non puoi capire. La differenza, però, c’è ed è evidente, ma forse non sai come funzionano i commenti sul blog e non puoi coglierla: chi commenta è identificato da un nickname, che volendo può coincidere con il proprio nome e cognome, da un indirizzo di posta elettronica e da un ip. Io potrei cambiare il mio nome in pippo, pluto e topolino, ma il gestore del blog lo ricollegherebbe comunque a me. Diverso il caso di un nome di fantasia, legato a una email fasulla e con un ip mascherato. In quel caso il gestore del blog non potrebbe avere la più pallida idea di chi si celi dietro quel nome. Addirittura in certi casi può perfino essere richiesto di effettuare l’accesso, rendendo certa l’identificazione dell’utente. quindi, in un caso avremo un vero e proprio anonimo, sconosciuto e non rintracciabile,nel l’altro avremo solo un pseudonimo di un utente noto e conosciuto. Adesso la cogli la differenza?

  5. Ciumbia!!! Una lezione gratis. Credo di aver colto la differenza, chi dice qualcosa con cui non sono d’accordo è un anonimo o alias, nel caso “professore”, inattendibile. Se invece è d’accordo con me, tipo”napoleone” o le ” lamborghini”, allora è attendibile e porta informazioni a cui tutti devono credere. Al di la del filosofeggiare direi che questo è il succo, liberale e liberista.
    Saluti.
    Paolo Caimi

  6. Nessun problema, sono io duro di comprendonio, cosa del resto già certificata su CI e in scambi mail. Devo dire che vista l’infilata di risultati delle vostre iniziative, sono in numerosa compagnia, ovviamente non qualificata come i vostri quattro che sono il meglio del bigoncio.
    Saluti.
    Paolo Caimi

  7. Io ho un personalissimo sogno “democratico”,
    importante come la purezza e l’eleganza delle Teorie:
    che l’insieme complessivo sia più forte del suo elemento più debole !

    Gli anonimi sono pertanto un’ipotesi sbagliata !

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