I LAVORATORI CHE LA SINISTRA VORREBBE RAPPRESENTARE

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[di Guido MORANO]

Si è aperto nel nostro partito e in generale tra le forze interessate a cambiare in meglio il Paese, il dibattito sulle norme che tutelano e facilitano l’ingresso e la permanenza sul lavoro. Era inevitabile (?) che alla fine si approdasse sull’art. 18, destinato, ma perché e con quale fondamento non è chiaro, il punto dirimente di ogni dibattito sul tema. Personalmente non sono convinto che i problemi del lavoro, nel loro complesso, siano risolvibili , mantenendo o eliminando l’art 18.

Lo abbiamo visto in questi anni: decine di fabbriche chiuse, migliaia, anzi milioni di licenziati e di disoccupati creati in questi anni e parallela crescita di forme di preacarietà che costringono in particolare i giovani a rapporti di lavoro al limite dello schiavismo. Contemporaneamente strati di lavoratori, in particolare nel pubblico impiego o in imprese a controllo statale, continuano a godere di diritti che forse oggi è ora di chiamare privilegi, che in un paese al limite del collasso , non sono più accettabili.

Trovo incredibile che il sindacato, in particolare la CGIL, continui nella difesa di settori di lavoratori indifendibili, quando ci sono milioni di giovani fuori da ogni diritto e dignità. Trovo anche troppo vaga la promessa di Renzi, daremo i diritti a chi non li ha, se non si passerà a norme legislative più stringenti verso il dilagare di forme mascherate di assunzione, dalle parite iva, ai contratti a progetto o ai tanti similari sorti in questi anni.

Insomma non sarebbe ora meglio che dentro al PD, tra Governo e sindacato, messe da parti , difficile lo capisco, tutti i rancori, i giochi di potere, la voglia di rivalsa dei ben noti verso Renzi, aprire un confronto serio, non per slogan, o di qua o di là, nel merito ??

Non si capisce che sarebbe irresponsabile deludere il vasto credito di fiducia che quasi il 50% degli italiani ha aperto verso il Partito Democratico e Matteo Renzi, credito che non si può bruciare senza correre il rischio di affondare l’Italia al peggio, o a ridurre la sinistra a un ruolo marginale, alla Vendola tanto per capirsi, alla Bertinotti per i più anziani! al  “meglio”.

C’è in giro, da parte di molti temo, un po’ di nostalgia dell’era Berlusconiana, per certi versi rassicurante, era facile mobilitare, protestare, darsi un’aria di sinistra dura e pura… non importava se poi tutto questo si traduceva spesso in sconfitte con danno proprio per la sinistra e per i cittadini e i lavoratori che la sinistra vorrebbe rappresentare.

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Pubblicato il 21 settembre 2014, in POLITICA NAZIONALE con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Leggo che oggi a Ferrara sono volate le uova in direzione del palco con Renzi sopra….!!

    Ditegli che il popolo ha fame e che dell’articolo 18 non frega nulla a nessuno ( non c’è il lavoro….e chi vuole licenziare licenzia lo stesso….) .
    E nemmeno dell’anticipo del TFR frega a qualcuno ( i datori di lavoro non hannoi soldi e non li hanno messi da parte xchè la maggior parte di loro erano sordi e ciechi anche davanti alle polizze x il TFR e x loro vantaggiose…anzi ,vantaggiose per tutti…lavoratori compresi…) !!

    Il popolo italiano chiede lavoro….non potete dare il fumo negli occhi ancora per molto.

    Criticare e demolire è facile per tutti…è costruire che è difficile.

    P.S.1
    Morano …ormai lo scontro è “generazionale” tra chi ha lavoro e pensione certa
    e chi (i nostri giovani) non ha né l’uno ne avrà l’altro e voi siete più colpevoli perché avete fatto una finta opposizione e le recenti notizie sui privilegi delle pensioni senza versamenti dei Sindacalisti sono la conferma che vi siete venduti al nemico per un pezzo di pane…..!!
    P.S.2
    La maggioranza nel Paese è quella che non va’ a votare e voi vi siete dimenticati di questo piccolo particolare…….oggi le uova…domani le pietre……!!

  2. pensione certa?
    Per quale motivo chi ha goduto e gode del privilegio di una pensione calcolata col sistema retributivo, e magari andato in pensione prima dei 67 anni ai quali andremo noi (forse) dovrebbe continuare a godere dei suoi privilegi?

    Perché gli attuali lavoratori dovrebbero continuare a dissanguarsi per permettere agli attuali pensionati di incassare delle pensioni che spesso hanno poco a che fare con i contributi versati e con gli anni di versamento?

    Solo in nome dei “privilegi acquisiti”?

    Se ora visto che gli stipendi calano, per sopravvivere e necessario eliminare il risparmio forzoso imposto dal TFR, e le famiglie se lo spenderanno mese per mese per sopravvivere, sarà ancora ammissibile avere pensionati privilegiati con pensioni paragonabili agli ultimi stipendi, e che magari lucrano tale pensione per qualche decennio… e nuovi pensionati che devono lavorare (accettando qualunque lavoro e nessuna protezione) fino ai 70 anni, solo perché i loro contributi sono andati / stanno andando persi?

    Come fa il governo PD / FI a togliere ciò che resta dell’articolo 18 lasciando l’età per il pensionamento ben sopra ai 65 anni?
    Chi viene licenziato a 60 anni che deve fare? Essere flessibile, cercarsi un mac-lavoro ed attendere i 67 anni per sperare di andare in pensione, se sopravviverà?

    Il PD ha abbracciato Forza Italia. Forza Italia ha abbracciato il PD.
    Un bel matrimonio d’amore e di interesse, che però non era affatto nei programmi alle ultime elezioni politiche!

    Franco

  3. Un commento rivolto invece al testo scritto da Morano, ed in particolare agli ultimi due paragrafi.

    “sarebbe irresponsabile deludere il vasto credito di fiducia che quasi il 50% degli italiani ha aperto verso il Partito Democratico e Matteo Renzi”
    Scusa, ma quando è successo?
    Al massimo si parla del 41% dei voti validi alle ultime Europee…, quindi è un bel po’ diverso dal 50% degli Italiani.
    Dove mi sono distratto?
    Se invece Morano si riferisce a qualche sondaggio, dire che il 50% degli intervistati che hanno risposto (con tutti i limiti di affidabilità di questi sondaggi dei quali abbiamo già discusso…) di dare un voto uguale o superiore al 6 a Renzi, non significa “vasto credito d fiducia”, visto che gli stessi elettori danno magari un voto pari a 7, 8, 9, o 10 ad un altro potenziale candidato, e che quindi queste percentuali NON si tradurranno in voti alle elezioni.

    In quanto a Berlusconi devo invece confermare le tue sensazioni.
    Berlusconi non ha mai fatto le riforme delle Province, del Senato, del lavoro, della legge elettorale, dell’articolo 18 che invece vorrebbe fare Renzi col voto dei parlamentari PD (e di quelli essenziali di Forza Italia)
    Non ne avrebbe avuto la possibilità. Ci saremmo scandalizzati. Avrebbe perso il voto dei suoi stessi elettori.
    O forse Berlusconi non trattava la democrazia con la stessa spocchia?
    Meglio Berlusconi di Renzi come Presidente del Consiglio? E’ questa la gara? Non è proprio possibile niente di meglio?

    Poi ci domanda perché gli iscritti PD non rinnovano le tessere, che è un modo diverso di dire che le hanno stracciate e buttate via…

    Grazie per i tuoi eventuali commenti.
    Siamo nel sito del PD e sarebbe bello poter leggere non solo i tuoi articoli, ma anche i tuoi commenti alle repliche ed alle domanda pubblicate.
    Franco

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