La riorganizzazione del personale del Comune: alcuni chiarimenti

Maioranodi Giambattista Maiorano

Sulla riorganizzazione del personale operata nel marzo scorso dalla Giunta, tornando dalle ferie ne ho sentite e ne ho lette di ogni tipo. Ricostruzioni fantasiose, direi surreali e tendenzialmente ignoranti. Ignorano, o vogliono in malafede ignorare, fatti e circostanze. C’è chi descrive il Comune come immerso nella “bufera”, nel caos. Abbiamo invece riordinato, abbiamo messo ordine, in posizioni organizzative e ruoli: è il nostro normale dovere. Di questo c’è chi è contento e c’è chi è scontento, come è normale che sia. È perfino normale che chi è scontento, comunque una minoranza anche un po’ chiassosa, si possa mettere di traverso in Comune e nello stesso tempo cerchi appoggio esterno “foraggiando” le forze politiche di opposizione, le quali, come è normale che sia, colgono l’occasione per fare propaganda a più non posso.

Tutto normale, tutto perfettamente prevedibile e previsto, e quindi sotto controllo. Io sono perfettamente tranquillo.

La responsabilità della riorganizzazione è prima di tutto mia. È falso dire che in precedenza tutto funzionava a dovere e oggi tutto va a rotoli, e sono pronto a dimostrarlo a chiunque nelle sedi opportune. Diciamo piuttosto che a ogni cambiamento c’è da mettere in conto possibili frenate, e che a frenare possa essere qualche risorsa interna che si è sentita penalizzata, ci sta tutta.

Bisognava lasciare tutto com’era? No. In particolare dopo l’introduzione del regolamento anticorruzione era necessario e opportuno attivare meccanismi e regole nuove, che potessero prevenire anche solo il sospetto di illegalità. È la via tra l’altro suggerita da una parte dell’opposizione che a lungo e insistentemente ha richiesto che si intervenisse con regole nuove a garanzia della massima correttezza delle procedure amministrative. È l’obiettivo della Commissione d’indagine (per altro latitante). Lo avete chiesto voi, ma adesso non va più bene? Mettetevi d’accordo con voi stessi per favore! Nella mia responsabilità, con la condivisione dalla Giunta che ringrazio, ho optato per questa via.

Aggiungo due dettagli importanti: nessun politico, neppure il Sindaco, ha partecipato alla formulazione del regolamento anticorruzione; il processo delle azioni, l’individuazione delle criticità previste, l’assegnazione di ciascuna alle diverse funzioni interne è l’esito dell’esame e dell’elaborazione portata avanti dagli stessi funzionari coordinati dal Segretario comunale.

Può essere allora motivo di scandalo lo “spacchettamento” delle responsabilità in settori delicati e vitali precedentemente facenti capo a una sola persona? La realtà dei fatti (Pioltello, Cologno M., per non parlare di Sedriano) ci insegna che la corruzione si manifestata soprattutto negli ambiti più direttamente collegati alla gestione del territorio: urbanistica, edilizia privata, lavori pubblici, ecologia. Sono questi gli ambiti maggiormente riconosciuti come critici. Meglio prevenire, per quanto possibile, a garanzia di tutti.

Ritengo che tra i compiti più rilevanti del Sindaco e della Giunta tutta ci sia la tutela del personale, un compito che forse è il più rilevante in vista dell’efficienza operativa dell’istituzione. Chi, dall’interno e dall’esterno, si è posto l’obiettivo di intralciare l’operato di questa amministrazione, anche attraverso l’intimidazione e l’aggressione psicologica a precise figure, sappia che la Giunta ha e manterrà una fermezza e una determinazione granitica, d’acciaio. Sappia inoltre che il clima, il sentimento ampiamente diffuso all’interno del palazzo comunale è di grande fastidio, se non di ostilità, nei confronti di chi fa di tutto per arroventare l’aria e avvelenare i rapporti con parole, opere e omissioni, tutti atti quantomeno scorretti e probabilmente, in alcune fattispecie, anche penalmente perseguibili. Se necessario se ne occuperà chi di dovere. Da parte nostra la vigilanza è massima e siamo pronti ad affrontare con la necessaria determinazione qualunque evenienza con l’obiettivo di difendere il lavoro e l’onorabilità del personale del Comune.

Quindi, alla fin fine, poco mi importa che la solita “compagnia dell’ideale” si muova in sinergia con la formazione pentastellata e che insieme abbiano realizzato un banchetto per denunciare alla città le malefatte del Sindaco, si siano presentate al popolo alcune “sue” malcapitate vittime e distribuiti volantini contenenti “chiacchiere da bar” davanti al municipio. Burattini senza fili, coinvolti in un gioco di cui non vedono la reale portata e che non padroneggiano in alcun modo: partono per strumentalizzare e vengono strumentalizzati (a loro insaputa?).

Non ho mai avuto né ho timore delle critiche anche le più taglienti e feroci. Chi ha scelto di servire la “politica”, salvo essere ingenuo o peggio incosciente, sa di poter essere sistematicamente oggetto di attacchi, a maggior ragione un Sindaco. Non trovo in questo nulla di sorprendente, neppure quando il linguaggio della critica rasenta la calunnia. Chi si attende una mia reazione scomposta per rincarare la dose e potersi stracciare le vesti resterà deluso. A me per ruolo, per funzione, per dignità spetta mantenere un profilo di riservatezza e di sobrietà. Se ne facciano una ragione.

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Pubblicato il 17 luglio 2014 su AMMINISTRAZIONE COMUNE, POLITICA LOCALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Perdoniamo l’amico Arboit, per il paragone (Roma, Buccinasco) completamente sbagliato !!
    Ormai è vecchia !

    Maiorano è persona educata, mite e seria: ancora ieri sera all’Esselunga si ferma a parlare con me e voleva offrirmi un cestino di pesche.
    Ogni volta che sento parlare Renzi mi ricorda gli sbruffoni nullafacenti al bar del quartiere, quand’ero giovane. Son finiti tutti male e mi dispiace per le loro famiglie.

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