Buccinasco: riforma della pubblica amministrazione? No grazie!

Renzi-Grillo-MaioranoDavid Arboit

Della riforma della pubblica amministrazione sono decenni che se parla in Italia, ma nessuno aveva mai avuto il coraggio di farla questa riforma, perché per farla si è costretti a toccare rendite di posizione, piccoli privilegi, nicchie di inefficienza, vizi e abitudini inveterate, solidissime e intoccabili. Quando si propongono dei cambiamenti, anche modesti, la reazione è sempre la stessa: “ma si è sempre fatto così, perché cambiare”, insomma “guai a chi tocca il mio orticello”. Le rigidità nascondono sempre nicchie di privilegio in cui l’inefficienza viene gelosamente custodita e l’efficienza, il miglioramento della produttività, viene visto come un flagello.

Del “ma si è sempre fatto così” ne fanno le spese i cittadini. Lentezze, ritardi, iter contorti e infiniti dove lo scaricabarile e la norma, interpretazioni ottusamente rigide delle competenze, tutte situazioni che il cittadino conosce perfettamente e vive e paga sulla propria pelle essendo costretto a sottoporsi a lunghe e massacranti trafile burocratiche. Solo l’idea di dover entrare in contatto con la pubblica amministrazione diventa fonte di disagio e preoccupazione.

Se i politici per decenni sono stati i primi a non volerla la riforma della pubblica amministrazione, per opportunismo elettorale, perché potrebbe fare perdere qualche % di voti, i secondi a non volerla sono alcuni dipendenti della pubblica amministrazione, quelli che grazie allo status quo godono di privilegi. La vogliono invece, quei dipendenti pubblici che dei privilegi dei loro compagni di lavoro, pagano le conseguenze, portano il peso in termini di quantità e qualità del lavoro.

Visto quanto precede è normale che se Renzi a Roma e Maiorano a Buccinasco osano mettere in discussione lo status quo si scatena un putiferio. Apriti cielo! Ha osato mettere mano alla organizzazione dei ministeri! Sciagura! Ha osato mettere mano alla organizzazione del personale del Comune!

In difesa delle angherie che la politica ha inflitto ai dipendenti della pubblica amministrazione di Buccinasco scendono in campo i difensori dello status quo: il Movimento 5 stelle.

Non sanno niente di quello che realmente accade in Comune, ma parlano, parlano, parlano. Danno credito assoluto, totale e senza incertezze o sospetto alcuno, guarda caso proprio soltanto ai mugugni dei pochi dipendenti scontentati dalla ristrutturazione: un’esigua minoranza.

Evitano accuratamente di ascoltare altri punti di vista, altri dipendenti del Comune, che potrebbero farli dubitare di certe valutazioni raccogliticce e molto di parte.

Ignorano totalmente (ignoranza vera o malafede?) gli adempimenti di legge che hanno orientato la riorganizzazione.

Ignorano il fatto evidente che fare uscire un dipendente comunale dal binario in cui si è sempre mosso non significa necessariamente farlo deragliare ma offrirgli l’opportunità di imparare qualcosa di nuovo e quindi di riqualificarsi e quindi di una crescita professionale.

Da questa serie di ignoranze nascono poi anche i titoli roboanti pubblicati da giornalisti compiacenti “Bufera in Comune” (se andate all’anagrafe portatevi l’ombrello), giornalisti che si fanno cassa di risonanza della disinformazione.

Propaganda e disinformazione sono armi che nella battaglia politica sono ormai abituali. Si solleva il polverone perché più confusione si fa, più caos si genera, meglio è per chi sta all’opposizione. Nulla di strano, si fa come si suol dire un po’ di “cinema”, tutto normale. È il teatrino della politica, ormai lo sappiamo, dove il copione e più o meno lo stesso e come nella commedia dell’arte si recita a soggetto perché l’importante e strappare l’applauso del pubblico. Oggi poi la scena è stata occupata anche da teatranti professionisti e quindi ogni cosa diventa ancora più teatrale.

Entrare nel merito del cambiamento? Non se ne parla nemmeno. Svolgere critiche documentate e circostanziate, facendo riferimento a persone precise, ruoli precisi, competenze specifiche, ipotizzando proposte di cambiamento differenti? Non se ne parla nemmeno, troppa fatica, si tratterebbe di uscire dalla ignoranza, dalla superficialità e dalla cialtroneria tipica della demagogia populista, si tratterebbe di entrare nel merito seriamente, e così facendo si potrebbe essere veramente utili alla città. Ma di questa serietà, di questa voglia di essere utili, non c’è traccia: solo chiacchiere e propaganda.

In ogni caso, Renzi a Roma e Maiorano a Buccinasco, si parva licet componere magnis, godono di un totale e robusto sostegno del popolo, della gente che chiede alla politica di lavorare seriamente e senza pietà per eliminare le sacche di privilegio, per rendere più efficiente la pubblica amministrazione. Godono del sostegno dei lavoratori della pubblica amministrazione che nella riorganizzazione cooperano e contribuiscono alla efficienza degli uffici, anche con suggerimenti e critiche, perché sanno che del loro servizio gode il cittadino.

Noi proviamo a “cambiare verso”, ci assumiamo il rischio, loro si schierano dalla parte dello status quo, di chi difende i propri privilegi.

 

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Pubblicato il 3 luglio 2014 su AMMINISTRAZIONE COMUNE, INIZIATIVE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 10 commenti.

  1. La propaganda, ben nota e abusata “arma di distrazione di massa”.
    Partiamo dal fondo:
    1) “Maiorano gode di un totale e robusto sostegno del popolo”. E’ stato eletto col 60% del 40% degli aventi diritto al voto, cioè circa il 24% dei consensi. Totale e robusto sostegno lo possiamo definire un eufemismo?

    2) Si sposta il terreno del confronto dal dato reale a un’immaginaria contrapposizione tra chi, con coraggio, vuole un sano rinnovamento e chi, biecamente, vuole il mantenimento dello status quo. Nulla di più fuorviante. In Italia il Gattopardo vive e prospera da decenni su cambiamenti che, in realtà, non incidono che sulla facciata: cambiare tutto affinché tutto rimanga com’è!

    3) Sembra quasi, e si riprende un tema più volte citato, che il cambiamento derivi da imposizioni normative. Se fosse vero, allora non sarebbe farina del loro sacco e non avrebbero nulla di cui vantarsi. Ma non lo è, perché in caso contrario tutti i comuni sarebbero stati coinvolti da simili riorganizzazioni e non è così.

    4) Corrisponde al vero che subito dopo la “riorganizzazione” il Comune è stato coinvolto non dal solito ricorso al TAR, ma da un’inchiesta della magistratura? Dobbiamo ritenerlo un passo avanti?

    5) Quali sono stati i percorsi seguiti per far sì che la formazione e l’acquisizione di nuove professionalità da parte dei dipendenti ricollocati in funzioni diverse fosse efficace e non ricadesse sulle spalle dei cittadini? A questa domanda, che è il vero fulcro centrale della questione, non mi pare si sia data adeguata risposta, anzi non se ne sono date proprio. Il disagio che ha colpito la cittadinanza sulla questione TASI, mi pare una conferma reale di un funzionamento tutt’altro che ottimale e non disinformazione, o no?

    Per tali motivi l’affermazione che il cambiamento sia per forza di cose positivo e non gattopardesco e che le critiche rappresentino la strenua difesa del mantenimento dello status quo e dei privilegi, appare, a mio avviso, del tutto ingiustificata e non rispondente alla realtà (cioè pura propaganda!). Potresti precisare meglio, David?

  2. Il problema che lascia perplessità è che si parte dal presupposto anzi dall’assioma che la pa sia totalmente marcia e necessiti di una riforma ( per alcuni una rivoluzione). Si ragiona inoltre sul fatto che i cittadini subiscano le disfunzioni della pa come se dall’altra parte vi fossero degli
    extraterrestri ovvero come se i dipendenti pubblici non fossero,a loro volta, cittadini dotati di dignità per cui, da brunettiano insegnamento, possono essere insultati o accusati di incompetenza e inefficacia. Auspicabile sarebbe, in vece, che i politici evitassero di infiltrarvi
    le proprie ingerenze e le proprie influenze. Infine non si dimentichi che una riforma decente dovrebbe prevedere un minimo set di risorse da attribuire a chi nella pa lavora: supporti informatici sufficienti, banalmente edifici ed arredi umani e non fatiscenti da decenni e un contesto che favorisca la produttività (programmi di formazione e aggiornamento, strumenti che migliorino le competenze e,magari, contratti di lavoro decorosi). Se,in vece, la prospettiva di partenza, è quella di risparmiare selvaggiamente ( i politici preferiscono il verbo razionalizzare) esibendo modelli organizzativi basati su tagli, lineari o meno, tanto di moda in questo periodo, si concluderà poco,ovvero si peggiorera’ la situazione rendendo la pa più debole. Nessun politico ha il coraggio di dire, che alla pa andrebbero destinate più risorse e non meno, naturalmente col vincolo che le qualità percepita dagli utenti e
    quella reale debbano essere assicurate e misurate?

  3. David, ho letto il tuo articolo, concordo sul fatto che troppo spesso in Italia quando si tenta di mettere in moto un cambiamento, nel pubblico e nel privato ( tanto,tanto anche nel privato) ,si vanno a toccare interessi piccoli e grandi consolidati, quindi è una pia illusione pensare di farlo senza turbolenze,a meno che non se ne parli senza doversi misurare con il problema ( fare il lavoro degli altri è sempre la cosa più facile). Tra l’altro il sindacato spesso è il paladino dell’immobilismo, sempre ammantandolo dalla ricerca della soluzione perfetta.
    Ho poi letto il post di Andrea D., tolte di mezzo le considerazioni “politiche “ ( non polemiche ovviamente ) mi pare che i punti 4 e 5 meritino delle puntuali risposte.
    Devo dirti che per un cittadino non medio, chi legge e, qualche volta, scrive sui blog non è medio, i medi se ne fregano, è davvero difficile dirimere tutte le questioni che vengono poste. Non ho la possibilità di avere informazioni di prima mano: non faccio parte della maggioranza, non dispongo di contatti privilegiati in Comune.
    Avevo già proposto a Coalizione Civica di organizzare un incontro con la cittadinanza in cui illustrare il lungo elenco dei temi in discussione ( se lo chiedi ad Andrea D. te lo gira, a me lo sbatte davanti con una certa frequenza), ma hanno soprasseduto, preferiscono il blog. Non mi permetto di indicare a nessuno cosa fare, men che meno alla maggioranza, ma l’idea di organizzare degli STATI GENERALI in cui illustrare quanto fatto e confrontarsi, con regole precise, con chi dice, in buona sostanza, che siete degli incapaci e anche poco corretti, potrebbe essere utile. In quella sede potresti chiarire, se possibile, anche il riferimento un po’ criptico all’appalto del verde.
    Intanto attendiamo una risposta qui, grazie.
    Saluti.

    Paolo Caimi

  4. Andrea. Provo ad articolare alcune risposte. Sarò come al solito lungo ma non riesco (forse non voglio e nemmeno è il caso) a essere twitter style
    1) Probabilmente mi sono spiegato male riguardo al sostegno del popolo. Non avevo in mente il computo dei risultati elettorali. Avevo in mente il “sentiment”, il “mood” dei cittadini, cioè una ostilità che il popolo (anche questa parola e molto ambigua, comunque usiamola lo stesso…) ha nei confronti della PA e che è anche la base di una ostilità, se non di un disprezzo, nei confronti delle istituzioni e dello stato in generale.
    Riguardo poi ai numeri elettorali so bene come è nata la Giunta Maiorano. È nata dalla regola dell’1/3 che caratterizza ad oggi la politica italiana: Centrodestra, Centrosinistra, e allora Coalizione Civica. Nelle recenti Europee, che come tutti sanno (per la difficoltà dei temi) purtroppo sono elezioni politiche, direi che il duo Renzi-Maiorano si è assai consolidato (5700 voti al PD a Buccinasco, risultato più unico che raro) e il mito redentore del terzo polo mi pare si sia ormai definitivamente incarnato come M5s. Riteniamo questo risultato incoraggiante.

    2) Nulla di bieco. Direi ingenuità. Nella foga della vis polemica contro questa amministrazione (bisognerà pure che qualcuno provi a fare una opposizione efficace) alcune forze politiche locali si fanno strumento di biechi (questi sì proprio biechi) disegni di conservazione di grumi di potere annidati nella macchina comunale e al servizio dei poteri forti di Buccinasco. Mi sento di dirvi non fate gli zimbelli, tenete veramente e seriamente gli occhi aperti, perché Πόλεμος è alimentato di una ὕβϱις che acceca, ne va anche della vostra credibilità.
    Capisco che quanto precede è allusione più che informazione, ma è comunque verità comprovabile. Mi riservo di essere serenamente e onestamente e sinceramente reticente, anche se la cosa può sembrare un ossimoro.

    3) Anche qui mi sono spiegato male. Ho scritto un sacco ma a volte non basta, vedete…! Una parte dei cambiamenti è il risultato di quanto previsto dalla legge anticorruzione. Solo una parte. Per il resto il merito, o la colpa, è tutta del Sindaco in primis, e poi della Maggioranza che ha condiviso le sue scelte. Non ci nascondiamo dietro un dito. Hai cittadini diciamo: è colpa o e merito nostro, giudicate voi.

    4) Non nessun tipo di nesso tra riorganizzazione del Comune e intervento della Magistratura. Non credo che questo nesso sia farina del tuo sacco, pensiero tuo. Chi te lo ha suggerito è certamente in malafede e vuole avvelenare le acque. Le “irruzioni” della finanza sono state determinate da ipotesi di reato che devono essere riscontrate e vagliate dagli organi competenti e procedere secondo l’iter previsto dai Codici penale e di procedura penale. La riorganizzazione del Comune è stata fatta a partire dal massimo e scrupolosissimo rispetto della legge. In termini giuridici è inattaccabile, in termini politici, come è bello ed è giusto che sia, è criticabile.
    Considerazione a margine: non vedo nel via vai di finanzieri legato a questi accertamenti un accanimento giudiziario. Non abbiamo nulla da nascondere, siamo a totale disposizione di chi ci chiede conto del nostro operato, e anzi riteniamo questo vai e vieni una opportunità, l’opportunità di ottenere da professionisti qualificati una piena e assoluta certificazione di legalità e legittimità. Il prezzo è solo una certa quantità di perdita di tempo, cioè personale dedicata a produrre documentazioni varie invece di portare avanti i procedimenti amministrativi. Ne vale comunque la pena per ottenere il “bollino blu”.

    5) Riguardo alla formazione del personale. La ricollocazione in posizioni diverse non è stata fatta a prescindere dalle competenze di chi è stato ricollocato, con cambiamenti radicali e assoluti rispetto alle competenze pregresse. Il Sindaco ha una certa età ma è ancora molto, ma molto sveglio e non è affetto da demenza senile. Chi parla di “bufere”, “caos” confusione, enfatizza e stravolge per motivi strumentali una situazione che è diciamo per 4/5 tranquilla (il numero non è fatto a caso). In secondo luogo in ciascun settore è presente chi, volendo, può fare da tutor, e mettere rapidamente in grado di operare chi è nuovo del mestiere. In terzo luogo la pigrizia mentale non aiuta, e chi lavora nel privato come noi lo sa bene perché come si suol dire deve “essere competitivo, capace di restare sul mercato”.
    TASI. Il caos era prevedibile? Sì. Infatti a tempo debito era stato deciso dalla Giunta che a Buccinasco per un eventuale ritardo nei pagamenti non sarebbero state comminate sanzioni (entro certi limiti ovviamente). La cosa non è stata comunicata adeguatamente, si è prodotto un affollamento (modesto, molto modesto, anche qui l’enfasi propagandistica ha gonfiato un aerostato) e l’emergenza è comunque stata gestita adeguatamente con la mobilitazione immediata del personale del Comune e con la creazione immediata di 9 (nove!!!) sportelli di dialogo con i cittadini, con la creazione di un calendario di appuntamenti… ecc. L’errore? Non avere comunicata bene l’opportunità di poter pagare anche dopo il 16 giugno. Chiedo scusa per il disagio, cercheremo di essere più pronti e intelligenti nel comunicare.

  5. Fabio. Nessuna generalizzazione impropria.
    1) Parlare in generale di dipendenti della PA come “buono” oppure “no buono” è una sciocca semplificazione: c’è chi fa il suo dovere e c’è chi non lo fa. È sciocco anche contrapporre il pubblico al privato perché io, che lavoro con il privato e sempre e solo con grandi aziende, so benissimo che anche nel privato c’è chi fa il suo dovere e chi no; anche nel privato ci sono a volte grosse sacche di inefficienza. E della inefficienza della PA non sempre è responsabile soggettivo chi ci lavora: nella scuola, per esempio, gli insegnanti sono stati messi alle corde da un’amministrazione statale irresponsabile. È inconcepibile che non ci siano i soldi per le supplenze e che le classi di conseguenza vengano smembrate. È inconcepibile che le scuole siano costrette a chiedere aiuto ai genitori per imbiancare un muro o per comperare la carta igienica. Con la marea di tasse che paghiamo!
    Ma andiamo sul concreto locale. Complessivamente la Maggioranza ha una buona impressione dei dipendenti del Comune di Buccinasco. Io in particolare ho un’ottima impressione dei dipendenti che lavorano con me nei settori (cultura e scuola) che il Sindaco mi ha affidato come delega. Non a caso ho scritto nel mio articolo l’espressione “esigua minoranza”. Mentre chi non fa il suo dovere ha anche la capacità di fare casino e di strumentalizzare e farsi strumentalizzare nella polemica politica.
    2) I politici hanno nei confronti della PA competenze e potere di ingerenza stabiliti dalla legge. A questo si devono limitare e a Bucccinasco, più che altrove, vogliono limitarsi. I politici hanno comunque il compito di verificare e provvedere affinché (come recita il TUEL, legge 267) l’indirizzo politico che hanno dato venga eseguito dalla parte gestionale nel modo più efficace possibile.
    3) Noi, amministrazione politica di Buccinasco, ma anche governo nazionale, non pensiamo assolutamente che per fare funzionare meglio la PA sia giusto diminuire le risorse e fare lavorare di più i dipendenti. È uno stile da padrone, da capitalista dell’Ottocento, che non ci appartiene. Il motto “più società e meno stato”, le privatizzazioni di scuola e sanità non appartengono né al programma politico né alla cultura del Centrosinistra. La scuola è sottorganico, la sanità è sottorganico, i tribunali sono sottorganico, l’ordine pubblico è sottorganico e infine il Comune di Buccinasco è sottorganico. Servono più risorse alla sanità, alla scuola e alla giustizia, in particolare quella civile, servono più risorse agli enti locali. Sì, alla PA andrebbero riservate più risorse, assieme a uno scrupoloso controllo sul loro utilizzo. Ma nello stesso tempo bisogna fare i conti con un debito pubblico che può diventare fuori controllo. Che fare? Cercare sempre di nuovo, quotidianamente, un punto di equilibrio.

  6. Paolo. Sui sindacati sono d’accordo. Non si può interpretare come attività antisindacale, o sudditanza culturale al capitalismo, la critica di alcuni comportamenti che sono squallidamente corporativi. Ne cito uno remoto che a me ha dato un fastidio enorme. Due persone di grande intelligenza e cultura, Berlinguer e Demauro, tentarono tanto tempo fa a più riprese di riformare profondamente la scuola, ma si scontrarono contro il muro della difesa corporativa dei propri interessi di parte costruito dalla maggioranza degli insegnanti. Un’occasione perduta che si è poi pesantemente ritorta contro gli insegnanti stessi con l’avvento della Gelmini. Quando al Ministero andò questa incompetente pensai d’impulso “gli sta bene a questi …”, ma il dispiacere per il disastro che ero certo avrebbe creato fu assai più grande del breve attimo di felicità per la nemesi.
    Riguardo alla possibilità di capire qualcosa di più su quanto accade in comune il PD offre una possibilità a tutti i cittadini che hanno tempo e voglia di occuparsi di “res pubblica”: la riunione del Circolo del PD che si tiene al martedì sera in Cascina Robbiolo. È una riunione di partito, quindi di parte, capisco che può esserci una certa titubanza nel valutare l’opportunità di partecipare, ma comunque è un’occasione aperta a tutti. D’altra parte che cosa è il prendere parte se non una libera e coraggiosa assunzione di responsabilità fatta comunicando pubblicamente una scelta? È così anche nel matrimonio: si comunica pubblicamente, e quindi si assume pubblicamente la responsabilità, di stare accanto a un determinata persona.
    Ho in mente poi progetti per moltiplicare le occasioni di incontro e di dialogo tra cittadini e amministrazione di Buccinasco. Capisco che è necessario.
    Io credo sia tuo diritto e tuo dovere “indicare che cosa fare”, cioè suggerire delle ipotesi di lavoro, delle proposte. Noi abbiamo il dovere, e per quanto mi riguarda anche il piacere, di ascoltare con pazienza e intelligenza. Accolgo, faccio mia, la tua proposta di un “question time”, di un momento per fare il punto con la cittadinanza sullo stato avanzamento lavori di questa Maggioranza. Sul metodo non so, ma dovrà essere fatto in modo che non diventi un talk show, una gazzarra inutile e sia possibile un botta e risposta rigoroso ma sereno e quindi utile per tutti.
    Riguardo al riferimento criptico era volutamente criptico perché è giusto evitare parole in più su una questione che la Guardia di finanza, e mi auguro vivamente anche la magistratura competente, stanno vagliando.

  7. David, davvero grazie per la risposta.
    Non torno sui singoli punti. Mi concentro solo sul tema dell’incontro con i cittadini.
    Chiunque oggi svolga un lavoro in cui deve comunicare qualcosa sa che i mezzi sono straordinariamente più mirati di una volta, ma anche che sembra arrivino poco agli obiettivi.
    Credo per due motivi, il primo che non siamo abituati a parlare al singolo, la pubblicità era abituata a comunicare alla massa, il secondo perché le masse non ci sono più, quando ero giovane una classe era una cosa ben definita e sapevi di farne parte, Infatti aveva valore essere di una classe e cercare di entrare nei meccanismi di un’altra. Oggi tutto ciò, mi viene da dire fortunatamente, non esiste più, la trasversalità è il modello. Tutto questo pistolotto ( qui c’è davvero un virus) per dire che qualche volta bisogna anche rischiare nel voler comunicare, in particolare se comunque c’è qualcuno che, a torto o a ragione, ti critica ad ogni passo. Meglio rischiare e andare a viso aperto, sperando che anche i cittadini siano interessati ( se c’è sapore di scontro di solito ci sono). Non è facile, ma neanche impossibile trovare delle formule che diano valore e contenuto al confronto. Ci conto, gli “altri”, come ho già detto, hanno preferito evitare.
    Per il criptico, ho immaginato che il tema fosse la delicatezza della situazione, lo avevo già scritto al Sindaco ( tu stai scrivendo a titolo personale vero???), devi però tenere conto che tutto ciò disorienta la cittadinanza, al netto di quanto viene scritto ( a mio parere lettori pochini).
    Saluti.
    Paolo Caimi

  8. Ciao David, grazie per la risposta. Purtroppo, quando si affrontano situazioni complesse, non è agevole essere sintetici; la sintesi eccessiva va a discapito della comprensione e si rischia di essere superficiali, per cui nessun problema.
    1) Ribadisco: assegnare al voto per le recenti europee un giudizio sull’operato della Giunta Maiorano e quindi estendere il successo del PD targato Renzi alla Giunta sembra del tutto inappropriato. Per capirci meglio faccio riferimento alla vicina Assago, dove si sono svolte in contemporanea le europee e le comunali. Alle europee il PD ha performato bene, ma alle comunali Musella, del cdx, ha vinto agevolmente e largamente.

    2) Come detto, e in questo la tua riposta è inconsistente, la divisione tra chi vuole innovare e chi si batte per il mantenimento dello status quo, è pura propaganda. In Italia siamo abituati a finte riforme dove si cambia tutto affinché tutto rimanga com’è. La critica delle scelte operate, poi, non implica necessariamente il mantenimento dello status quo.

    3)Allora precisiamo meglio: prendendo spunto da disposizioni normative, la Giunta ha deciso di operare una serie di cambiamenti che non sono diretta conseguenza delle leggi, ma di un preciso disegno di questa Amministrazione. Ti sembra corretta la formulazione?

    4) Anche qui precisiamo: la magistratura è intervenuta su un appalto specifico che è stato deciso dai “nuovi” vertici. E’ corretto così? Certo, al momento siamo in fase di indagine, che andrà confermata. Resta il fatto che si parla, giustamente, di “ipotesi di reato”. E non banalizziamo facendo passare il tutto come una tranquilla attività di routine. Se così fosse la Giunta non si sarebbe affrettata a nominare un avvocato oppure avete soldi da buttare? Per il resto sull’argomento non mi dilungo visto che in base al segreto istruttorio noi cittadini non sappiamo di più. Tu evidentemente disponi di informazioni migliori, ma mi chiedo come e perché?

    5) Prendo atto delle tue giustificazioni che, però, avrebbero dovuto essere adeguatamente sorrette da fatti e non da mere opinioni. Questione TASI: nel Consiglio comunale del 3 giugno le opposizioni avevano chiesto due cose:

    a) Valutare se fosse possibile posticipare la scadenza e avete risposto con un secco no, salvo poi combinare un pasticcio peggio dell’altro, ingenerando confusione, iniquità e disagi e, ciliegina sulla torta, quando, con grave e inescusabile ritardo, il Ministero ha aperto ai Comuni la possibilità di operare delle dilazioni, non avete nemmeno deliberato in merito (la Giunta avrebbe dovuto farlo e io quella delibera non l’ho vista!).

    b) Prolungare l’orario di apertura degli sportelli per far fronte all’emergenza. Bene l’apertura di 9 sportelli, ma visto che la domanda eccedeva largamente l’offerta, con liste d’attesa e appuntamenti ben oltre il termine inizialmente fissato dalla legge si sarebbe dovuto deliberare uno slittamento per tempo, come richiesto al punto precedente, o prolungare il servizio per smaltire nel minor tempo possibile le richieste. Non avete fatto né l’una né l’altra.

  9. 1) Parzialmente vero. Non avevo proprio nessuna intenzione di cortocircuitare un voto che ha un valore nazionale su una situazione locale. Il voto di maggio ha espresso una speranza di cambiamento in gran parte orientata alle scelte politiche nazionali, quindi né europee, né locali. È dimostrato però che in altri casi la situazione locale può influire in negativo e cioè: una pessima amministrazione locale viene punita (sia come partito sia come coalizione) anche in occasioni di tornate elettorali nazionali o europee. Su Assago sarebbe necessario fare un discorso a parte perché i fattori che hanno influito sono molteplici e a volte anche molto particolari. Comunque è chiaro che i cittadini di Assago pensano che Musella abbia amministrato bene.

    2) Ciò che mi pare a questo proposito inconsistente è proprio la polemica comparsa online e sui giornali, dove non ho trovato assolutamente nulla riguardo a fatti, situazioni e circostanze. In mancanza di questa concretezza, si resta sul vago, sulle chiacchiere da bar oppure sui discorsi di metodo interessanti ma nella fattispecie irrilevanti. Conservatore! Progressista! Parole vuote se non si misurano con la concretezza dei dati e delle valutazioni e delle interpretazioni dei dati. Per esempio: tante chiacchiere su spostamenti di funzionari messi a fare cose che non sono in grado di fare. Facciamo degli esempi, nomi e cognomi: Mario Rossi che sa fare A è stato invece messo a fare B che non ha nulla a che fare con A. Come mai? Domande precise, su fatti precisi e circostanziati, altrimenti sono solo chiacchiere e propaganda. Con chi non entra nel dettaglio, con chi gioca con i sottintesi e le allusioni, cioè non si misura con la realtà nella sua molteplicità di fattori, in ultima istanza è inutile interloquire perché non si viene a capo di nulla.

    3) Sì, è così. Aggiungo che a fronte delle decisioni dell’Amministrazione è sorto un naturale (ma illegittimo ed estremamente dannoso per i cittadini) risentimento di chi gestiva un “potere” che è stato tolto e parzialmente redistribuito. Risentimento che si esprime con comportamenti che nulla hanno a che fare con i principi della buona amministrazione. Risentimento che cerca sponde politiche che è errato dare perché, volendo prescindere dal danno per il servizio ai cittadini, la battaglia è di retroguardia ed è già persa in partenza. Fatevene una ragione e non fate i giapponesi, non serve, soprattutto ai cittadini ma non serve neppure e voi.

    4) Qui sono necessarie molte precisazioni! La magistratura è intervenuta? Non si può sapere. Le dinamiche nel dettaglio non le conosco perché non si possono sapere. Ma credo che la Guardia di Finanza avendo avuto notizia di reato è intervenuta e presumo che a breve termine, qualora individuasse ipotesi di reato, correrà in procura per mettere tutto, come impone la legge, sotto la tutela di un magistrato, che in Italia ha il compito di svolgere l’azione giudiziaria inquisitoria con le dovute garanzie per tutti. Nessuna banalizzazione quindi, ma anche nessuna enfatizzazione: calma, nervi saldi e stiamo ai fatti. Un fatto è che l’Amministrazione ha nominato un avvocato costituendosi parte civile, cioè rivendicando per l’istituzione comunale ruolo di vittima, di danneggiato. Io non ho alcun titolo per disporre di informazioni migliori delle tue e mi limito a immaginare degli scenari logicamente plausibili. Sicuramente conosco meglio di te alcune dinamiche interne al palazzo Comunale e non mi faccio prendere per il naso o strumentalizzare (volente o nolente) con schemi ridicoli e smaccatamente strumentali (in senso politico) su chi sono i “buoni” e chi “sono i cattivi”. Non capisco il significato della espressione “nuovi vertici”. Sull’appalto del verde ribadisco che l’indirizzo politico è stato disatteso dalla struttura burocratica, a mio giudizio commettendo un grave errore, benché pienamente legittimata dal punto di vista giuridico a farlo.

    5) Anche qui restiamo ai fatti documentabili per piacere. Leggere il verbale di Consiglio. In sede di Consiglio comunale del 3 giugno 2014 il Sindaco Maiorano a domanda (per la precisione del Consigliere di opposizione Cortinovi) risponde: non è possibile che il Comune disattende la legge dello stato quindi: a) il Comune non ha il potere di dare proroghe; b) io però ho appuntamento con il ministro domani a Roma per chiedere che la proroga il Governo la faccia. Esito positivo perché il governo l’ha fatta, in ritardo ma l’ha fatta. Per il Diritto italiano gli Enti locali sono tenuti a eseguire quanto previsto dalle leggi del Governo a prescindere dal fatto che queste vengano “recepite” con una decisione di Giunta o di Consiglio comunale, quindi non serviva proprio nessuna delibera di Giunta. Interviene poi il Consigliere Errante il quale esprime vivacemente il suo disappunto dicendo in estrema sintesi che alla fine i cittadini saranno “cornuti e mazziati” e sollecita di nuovo il Sindaco a fare comunque qualcosa. In risposta al Consigliere Errante interviene l’Assessore Baldassarre il quale dice chiaro e tondo che sta verificando dal puto di vista giuridico (per evitare una denuncia per danno erariale) l’ipotesi di NON FARE PAGARE NESSUNA MORA per chi pagherà con un certo determinato ritardo. Terminata dopo alcuni giorni la verifica la cosa è stata ribadita e promulgata con un comunicato stampa. Quindi è evidente che riguardo alla eccedenza di domanda di servizio rispetto alla offerta di servizio vale quanto detto qui sopra e ripeto. Richiesta di proroga fatta al Governo di Roma: ottenuta! Proposta di deroga sul pagamento della mora: fatto! Bene, appunto, l’apertura di 9 sportelli. Questi sono fatti non chiacchiere.

    Concludo. La Giunta Maiorano ha prodotto confusione, iniquità e disagi? Ma di che cosa stiamo parlando! Chi vuole fare opposizione seriamente, cioè con l’obiettivo di migliorare l’amministrazione della città con dei contributi seri (critiche costruttive), è vivamente pregato di abbandonare la retorica di opposizione fatta di chiacchiere tanto roboanti quanto inconsistenti. Alla lunga chi grida continuamente “Al lupo, al lupo, delinquenti, ladri, incompetenti, autoritari, arroganti” e avanti con tutta la litania della retorica di opposizione, rischia di non essere preso sul serio perché non è serio. Per quanto roboanti possano sembrare le chiacchiere restano chiacchiere e si fanno al bar, per divertimento.

  10. Ciao David, piano piano arriviamo a definizioni più condivisibili. Manca ancora qualche passaggio.

    1) Credo che la sintesi sia completa. Capisco l’entusiasmo: il dato del PD ha sorpreso tutti (commentatori politici e sondaggisti in primis), ma attribuire il successo alla Giunta è a metà tra la speranza e l’atto di fede. Ci si confronterà a tempo debito. Per ora, e questo, invece è un dato di fatto, il PD (di Renzi, concordi?) ha vinto le europee.

    2) A parte che diverse critiche erano puntuali e riguardavano, più che il singolo caso, la metodologia, non si combatte la propaganda con altra propaganda. Perché questa struttura è meglio della precedente? Visto che vuoi rimanere sul concreto, sarebbe stata una riposta più consona del ritornello progressisti buoni e conservatori cattivi.

    3) Su questo direi che abbiamo raggiunto una posizione condivisa. Che poi ci possano essere risentimenti, fa parte della natura umana; non a caso la gestione delle risorse umane è una delle funzioni più delicate. Le persone hanno ambizioni, emozioni e aspettative che influiscono sulle loro performance, nel pubblico come nel privato (e forse ancor più nel privato), inutile negarlo. Questi aspetti vanno gestiti, non ci si può limitare a dire che non ci dovrebbero essere: si ha a che fare con esseri umani e non con robot.

    4) Ti ostini a ribadire un falso conclamato: la linea di indirizzo è quella fissata dalla Giunta, sono i fatti e i documenti a provarlo inconfutabilmente. Per inciso la legge non consenta affatto agli Uffici di cambiare gli indirizzi politici: sarebbe contrario ai principi di separazione delle funzioni voluto dal TUEL. Quanto alle indagini, penali, è indubbio che la magistratura sia intervenuta: la Polizia Giudiziaria può iniziare autonomamente delle indagini, ma poi subentra obbligatoriamente il PM. L’indagine non significa necessariamente un rinvio a giudizio e men che meno una condanna (come ci ha abituato da anni la deriva mediatica giustizialista), ma solo che si stanno accertando i fatti. Ti chiarisco il termine “nuovi vertici”: l’appalto è stato deciso dal vecchio responsabile di PO o da quello nuovo appena nominato? Diciamo, con tutte le cautele che servono in attesa dell’evolversi degli eventi, che come biglietto da visita non è dei migliori. Per il resto nessuno schema e nessuna divisione, a priori, tra buoni e cattivi: c’è in corso un’indagine, di un certo peso, se non altro per la mole di documenti raccolti, e che non si tratti di un nonnulla lo dimostra il fatto che come Giunta siete corsi a nominare un legale (che non sarebbe servito se non ci fosse nulla). (Legale che, in base alla nomina, deve tutelare gli interessi del Comune).

    5) Mi piacerebbe leggere il verbale, ma non è in rete (io non l’ho trovato). Attivati affinché il documento venga prontamente reso accessibile non appena disponibile. Comunque c’è lo streaming che non è la stessa cosa (richiede molto più tempo), ma almeno funge da surrogato. Non nascondiamoci dietro un dito: prorogare i termini o non far pagare sanzioni e mora oltre una certa data sono, materialmente, la stessa identica cosa. Peraltro, lo avete fatto inventandovi una modalità, assurda e fantasiosa, che rischia di compromettere la stabilità finanziaria del Comune (non volete sentir ragioni, ve lo faremo dire da chi di dovere). Anche qui sbagli: dal Governo non è arrivata alcuna proroga, ma solo, con grave e colpevole ritardo, una nota del Ministero con il riconoscimento della facoltà per i Comuni di applicare l’art. 10 dello Statuto del Contribuente e concedere uno slittamento dei termini fino, dice la nota, al 16 luglio. Nessuna delibera di Giunta è stata presa in merito.

    Secondo te non deliberare per tempo lo slittamento, lasciando che la gente si accalcasse negli uffici, non adeguatamente preparati ad affrontare l’afflusso di gente, per cercare di rispettare i termini, comunicare con una nota stampa non adeguatamente diffusa e tardiva (oltre che fantasiosa e illegittima) lo slittamento (tra l’altro mai confermato da una delibera di Giunta) non vuol dire ingenerare confusione iniquità e disagi? Buona Amministrazione sarebbe stata assumersi la responsabilità delle scelte e deliberare per tempo, con un atto ufficiale almeno pubblicato sull’Albo Pretorio, lo slittamento dei termini, come hanno fatto tanti altri Comuni (come vedi, preciso, puntuale e per nulla retorico).

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