Il premier va avanti con il progetto di un Senato non elettivo

Il ddl di riforma costituzionale del Senato e del Titolo V è stato approvato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri.
Fonte: sky.it

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Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al ddl costituzionale che riforma il Senato e il titolo V della Costituzione, riduce il numero dei parlamentari, sopprime il Cnel e le Province. Al termine della conferenza stampa di presentazione del ddl il premier è stato intervistato in esclusiva a Sky Tg24, dal direttore Sarah Varetto e ha mostrato subito la sua soddisfazione per il via libera: «E’ un buon inizio».

L’INTERVISTA DI SARAH VARETTO: GUARDA IL VIDEO

LA CONFERENZA DI RENZI: GUARDA IL VIDEO

Renzi a Sky Tg24: «E’ l’inizio di un percorso. Grillo? Sta rosicando»
«Questo non è che un antipasto. Noi siamo all’inizio di un percorso, è l’inizio di un cambiamento radicale. E quello di oggi è un buon inizio, vediamo se ci sarà il lieto fine». Lo ha detto Renzi a Sky Tg24. «Il pacchetto complessivo delle rifome porterà a un risparmio per lo Stato di “un miliardo di euro” sui costi della politica» ha continuato il premier. A proposito delle risorse ha aggiunto: «Per gli ottanta euro in busta paga da maggio le risorse sono state trovate e certamente non ci sarà alcun aumento della pressione fiscale». E inoltre è arrivato l’annuncio che «dal 6 giugno sarà immediato il pagamento» dei debiti della Pubblica Amministrazione. E non è mancata una frecciatina a Beppe Grillo che «sta a rosicà».

Via libera alla riforma del Senato
L’approvazione del ddl di riforma costituzionale in Cdm mostra «una classe politica che ha capito che è finito il tempo dei rinvii” ha affermato il presidente del Consiglio, che ha rivendicato: «È una grandissima svolta per la politica e le istituzioni». Il provvedimento, approvato “all’unanimità”, dovrà essere varato “in prima lettura entro il 25 maggio” perché, «di fronte al crescere del populismo e del sentimento anti politica, se la politica fa il suo mestiere e cambia tutto è più semplice». Fra le competenze del nuovo Senato non ci dovranno essere il voto fiducia, il voto su bilancio, e restano capisaldi il no all’elezione diretta dei senatori e all’indennità per i senatori.

Riforma del Titolo V e abolizione del Cnel
Tra i punti centrali del provvedimento l’abolizione del Cnel che «è l’antipasto della semplificazione che arriverà per la P. A.”nelle prossime settimane” e “mai più eccesso di conflitti tra regioni e Stato, questo paese deve essere più semplice».

Timeline del governo Renzi
Nel corso della conferenza stampa al termine del Cdm, il premier ha inoltre ribadito i prossimi step del suo governo. «Entro fine aprile» saranno affrontati i temi di fisco, Pa, innovazione e riorganizzazione dello Stato. «A Pasqua – invece – arriverà il dl per gli 80 euro in busta paga per i meno abbienti».

Il premier prima dell’approvazione
«O facciamo le riforme o non ha senso che gente come me sia al governo». Così il premier Renzi aveva commenta il disegno di legge sul sistema del Senato, oggetto di polemica con il presidente del Senato Pietro Grasso e oggi è stato approvato dal Cdm. I dubbi di Piero Grasso

Berlusconi: «Ho aperto una strada, Renzi sia coerente»
Forza Italia da parte sua si è inserita nella polemica per sollecitare il governo sulla riforma della legge elettorale. «Abbiamo aperto la strada delle riforme e l’Italia sarebbe già una democrazia più moderna se nel 2006 la stessa sinistra che oggi si rivolta contro Renzi non fosse riuscita con un referendum a bloccare la rivoluzione istituzionale», dice Silvio Berlusconi, ricordando che «meno parlamentari, fine del bicameralismo paritario, più poteri al premier e meno burocrazia erano e sono ancora oggi le nostre tavole per la modernizzazione dell’Italia».

M5S contro le riforme
«Bisogna fermare subito questo progetto, e farlo con la stessa determinazione con la quale si riuscì a fermarlo quando Berlusconi lo ispirava. Non è l’appartenenza a un partito che vale a rendere giusto ciò che è sbagliato. Una democrazia plebiscitaria non è scritta nella nostra Costituzione e non è cosa che nessun cittadino che ha rispetto per la sua libertaà politica e civile può desiderare. Quale che sia il leader che la propone». Questo, in estrema sintesi, l’appello di giuristi, intellettuali e scrittori sottoscritto da Beppe Grillo. Il leader M5S decide dunque di schierarsi apertamente contro le riforme costituzionali del governo. Scopri le polemiche di Grillo

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Pubblicato il 31 marzo 2014, in POLITICA NAZIONALE, Uncategorized con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Sono contento che Renzi faccia il lavoro di pulizia sulla politica.
    Ma se gli chiedessimo: aumento dell’imposizione sulle rendite finanziarie dal 20 al 26%: per quale motivo? Forse perchè c’è troppa finanza al mondo?

    A me non piacciono i numeri sparati a caso, gli Economisti veri contrappongono ragionamenti basati su modelli matematicamente coerenti, e dati analizzati con il rigore dell’Econometria.

    Non basta giocare col valore dei soldi: i problemi reali si risolvono con lacrime e sangue!

    Sono molto scettico,
    anzi nel mio paesino natale ZsG sanno che sono proprio un “gufo”!

  2. Giorgio Germani

    Solo la Spagna ha 2 Camere elettive.
    Segnalo questo articolo che confronta i sistemi Europei:

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-04-03/con-revisione-senato-italia-si-allinea-paesi-ue–124621.shtml?uuid=ABC6l17

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