INTERVENTO AL CONSIGLIO COMUNALE SULLA LEGALITà DEL 28 NOVEMBRE 2013

di David Arboit

Il documento che questa sera approveremo è l’esito di un lungo percorso istruttorio. È stato elaborato e condiviso dai capigruppo, ed è stato discusso con il Sindaco e con il Segretario generale. Ancora martedì sera, al termine della Commissione statuto mi sono fermato con i Consiglieri Benedetti e Cortiana per sistemare alcuni punti. Il progetto da cui è nato questo documento è il seguente: in un Comune così particolare riguardo alla legalità come Buccinasco, facciamo in modo che il discorso sulla legalità esca dalla dimensione della chiacchiera, dalla forma della chiacchiera, dalla retorica della legalità, luogo dove normalmente i politici che se ne occupano lo collocano. Facciamo in modo che si parli della pratica della legalità e delle forme che questa assume nella pratica. Facciamo insomma un Consiglio in cui raccontiamo quello che abbiamo fatto fin qui, quello che stiamo facendo e poi quello che ci piacerebbe fare, quello che abbiamo in programma di fare. Non chiacchiere, ma fatti e progetti, impegni di fronte ai cittadini. Questo Consiglio comunale aperto, e il relativo ordine del giorno, avevano questo obiettivo.

Invece siamo di nuovo piombati inesorabilmente nella chiacchiera. Come mai?

Prima di tutto a causa del fatto che ci siamo ritrovati un sindaco e un vicesindaco indagati.

Secondariamente perché la gestione di questo fatto, per certi versi sconvolgente, è ovviamente difficile, lo è certamente per la maggioranza ma lo è anche per l’opposizione. Mantenere la calma, il sangue freddo, l’equilibrio e la lucidità nel giudizio e nei comportamenti è difficile.

Che sia difficile lo dimostrano le ricadute che ha avuto il fatto su questo consiglio. La ricaduta è che rispetto agli obiettivi che ci eravamo dati, l’opposizione ha scelto la via della ritira precipitosa.

Mi sono chiesto il perché di questa ritirata precipitosa, e voglio riflettere con voi per provare rispondere a questa domanda.

Prima però voglio raccontarvi un altro fatto. E un fatto molto importante perché mette in evidenza il clima in cui è obbligato a lavorare chi fa politica a Buccinasco. Martedì sera ho ricevuto in Consiglio comunale una busta con dei documenti. Me ne aveva preannunciato la consegna il Consigliere Cortiana mentre stavamo mangiando insieme una pizza in attesa del Consiglio comunale. Mi aveva anticipato che conteneva una documentazione che sembrava testimoniare un’azione illegale fatta da un membro della Maggioranza. All’inizio del Consiglio ho ricevuto la busta. Stessa busta ha ricevuto il Consigliere Parmesani. Non l’ho letta subito perché i lavori del Consiglio stavano iniziando. L’ho letta alla fine, dopo il Consiglio, assieme a Parmesani e al Sindaco. La busta conteneva: una lettera del Signor Luigi Saccavini indirizzata al Consigliere Cortiana; una lettera anonima che denunciava un presunto abuso edilizio commesso dal Vicesindaco Pruiti; due fotocopie di documenti riservati del Comune. Quale percorso ha fatto questo materiale per arrivare a me? La lettera anonima e i documenti del Comune pare siano stati infilati nella casella di posta di Saccavini. Il Saccavini, letto il contenuto della denuncia anonima, scrive a sua volta una lettera di accompagnamento della documentazione, firmata da lui e indirizzata al Consigliere Cortiana. Cortiana la consegna a noi.

Questo fatto assai strano ci pone alcuni interrogativi e problemi tremendamente seri, con cui la Giunta Maiorano deve e vuole fare assolutamente i conti.

È proprio vero quel proverbio che dice “Quando il dito indica la Luna l’idiota guarda il dito”.

Prima domanda. Perché il Signor Saccavini e il Consigliere Cortiana non sono andati direttamente dall’interessato, cioè dal Vicesindaco Pruiti a chiedergli ragione di questa denuncia anonima? Era la strada più semplice, era la via diritta. Che cosa avrebbero scoperto? Io la domanda all’Assessore Pruiti l’ho fatta. Ho chiesto: “Rino che cosa hai fatto? Rino hai spostato dei muri? Hai fatto un buco nel soffitto e sei penetrato di soppiatto nella casa del vicino? La risposta è stata: non ho fatto niente. In casa mia non è stato fatto Niente. Non ho fatto Nulla. Il fatto è nulla. Ma all’odiato vicesindaco, all’odiato Pruiti non si può nemmeno rivolgere questa semplice domanda.

Seconda domanda. Perché, avendo avuto notizia di reato, né il Saccavini né il Cortiana, sono andati immediatamente a denunciare alle autorità di polizia competenti la questione? Non lo so. Questa omissione mi pare una vera assurdità. Posso solo ipotizzare delle ragioni.

Si potrebbe dire che invece della via diritta hanno scelto la via tortuosa. A Buccinasco è così, molti scelgono la via tortuosa e non quella diritta. Sarà il clima, sarà l’aria che si respira. Il signor Saccavini sembrerebbe perfino suggerire che la via tortuosa sia stata scelta per aggiustare la cosa all’italiana, che sia stata scelta per consentire alla Maggioranza di rimediare in estremis allo scandalo. Scrive testualmente nel suo blog che: si è scelto di «informare la maggioranza cercando di individuare se possibile un percorso condiviso o il superamento della criticità». Che garbo, che gentilezza, una vera lezione di stile. Ma di quale stile si tratta? Come si deve interpretare l’espressione “un percorso condiviso”? Come la deve interpretare il cittadino questa “condivisione”? E che cosa significa “superamento della criticità”? Se la criticità è una vera illegalità il “superamento condiviso” è, e può soltanto essere, il rigoroso rispetto delle procedure e delle norme previste dalla legge italiana. Ammesso e non concesso che quelle parole avessero un altro significato rispetto a questo, alludessero ad altre vie di superamento, alludessero ad accordi bonari, dico con forza che sono un cedimento pericoloso, sono la legalità all’Italiana.

No, signor Saccavini! Io no Signor Saccavini! Il mio stile è alla francese, o alla tedesca, lo stato per me è lo stato, senza se e senza ma. Ho rifiutato categoricamente il vostro cosiddetto percorso condiviso o superamento della criticità. Una frase che denuncia uno stile, quello del Berlusconismo, che a fronte di una condanna definitiva propone più o meno la stessa cosa: un percorso condiviso per il superamento della criticità. Io odio le cose fatte all’italiana e quindi al mattino alle 8 del giorno 27 novembre 2013 ho suonato il campanello della caserma dei carabinieri di Buccinasco, assieme al Consigliere Parmesani, senza tentennamenti, senza se senza ma, noi abbiamo scelto la via dritta. Notate bene che ho parlato solo oggi con Pruiti e solo oggi ho avuto la certezza che il fatto non sussiste.

Veniamo ora alla questione del dito della Luna. Che cosa è in tutto questo la Luna? Qual è la cosa macroscopica di cui lo stolto non si accorge? La Luna che i nostri eroi della legalità, quelli che oggi non sono qui con noi perché loro sono per la legalità… , la Luna cioè l’avvenimento gravissimo, direi inaudito che lorsignori non hanno notato è il fatto che dei documenti riservati sono usciti dal quinto piano del palazzo del Comune, dal settore urbanistica, con il preciso obiettivo di screditare la Giunta Maiorano. È stata orchestrata un’azione di disinformazione contro la Giunta Maiorano. Tecnicamente la si può definire una operazione di intossicazione. Un soggetto strumentalizza un altro soggetto (consenziente? chi lo sa? Connivente? Chi può dirlo? O semplicemente stolto, perché la spiegazione più semplice è in genere la più probabile). Un soggetto strumentalizza un altro soggetto per colpire un terzo. È un classico delle operazioni di disinformazione.

A chi ha organizzato questa operazione voglio dire che io so come funzionano questo cose. Sono al corrente dei meccanismi che vengono utilizzati. Li ho perfino studiati a fondo. C’è un bel libro dello storico Franzinelli sull’OVRA, la polizia segreta fascista, che descrive dettagliatamente come funzionano queste operazioni.

È questa la Luna. È questo il fatto grave. Concentriamoci su questo tutti quanti perché i cittadini devono sapere in quali condizioni stiamo lavorando, in quali condizioni drammatiche la Giunta Maiorano sta provando a governare Buccinasco.

Concetriamoci per un momento su questo perché occorre fare un’inchiesta e rispondere a delle domande.

  • Come è possibile che documenti riservati possano uscire così facilmente dal Comune? È la prima volta? Ci sono stati altri casi?
  • Quali strade hanno percorso per uscire dal comune?
  • Quale manina ha fatto in modo che uscissero del Comune? Su questo suggerisco a chi farà le indagini di notare semplicemente una questione di date: un documento stilato il 21 novembre e protocollato il 22 novembre è stato recapitato a me da Cortiana il 26 novembre alle 21.00. E poiché Saccavini sostiene di averlo ritrovato nella buca delle lettere significa che è stato consegnato alla mattina, o durante la notte del 25. Che rapidità, che tempestività.
  • Data questa rapidità viene da chieder quante persone erano al corrente anche soltanto della esistenza di questo documento? Certamente chi lo ha scritto. E poi certamente chi lo ha firmato. E poi chi altro?
  • Dove era cutodito? Era facilmente reperibile?

Questa è la Luna, questo è il fatto gravissimo sul quale occorre in modo spietato fare chiarezza. È questa la legalità che manca nel Comune di Buccinasco, è questa l’illegalità che circola nei corridoi del Comune di Buccinasco, una illegalità che ha come obiettivo, come bersaglio, la Giunta Maiorano, e che gisce seminando trappole e disinformazione.

In questo fatto c’è una sfida che io dichiaro pubblicamente di accettare perché su questo si deve andare fino in fondo e fino alle ultime conseguenze, qualunque esse siano. Si tratta di scovare il regista e gli attori di questa operazione di disinformazione. Fino a quando non sarà fatta chiarezza, per noi politici percorrere i corridoi del comune di Buccinasco sarà come camminare in un campo minato.

Torniamo adesso alla presa di posizione dei Consiglieri di Minoranza. Di fronte alla gravità della situazione che la politica sta vivendo a Buccinasco appaiono risibili, pretestuose e inconsistenti le ragioni che alcuni consiglieri di opposizione hanno comunicato per non partecipare a questo Consiglio. Noi siamo le vittime e loro ci hanno lasciati soli. È questo lo spessore umano di chi non è qui stasera.

Il Consigliere Filippo Errante, per esempio. Nel suo intervento del Consiglio di martedì come motiva la sua rinuncia? Andatelo ad ascoltare. Esordisce dicendo «io sono garantista a 360 gradi e all’enesima potenza». Ma la questione è stata «gestita in modo da innescare una serie di sospetti» La questione, secondo lui è stata politicamente malgestita e ha ingenerato equivoci e fraintendimenti. Quindi, per questo non è qui stasera, direi per una questione di comunicazione malfatta. Alla faccia del garantismo. Esempio evidente di uomo che guarda il dito e non la Luna. Tra l’altro Errante, unico tra i Consiglieri di opposizione, ha per primo ha avuto a disposizione la documentazione che è pervenuta al Sindaco, ha incontrato il Sindaco e i capigruppo della Maggioranza per discutere apertamente e nella massima libertà del merito della e del metodo, cioè del modo in cui è stata trattata apoliticamente la vicenda. In quella sede oltre ad esprimere solidarietà al Sindaco ed autocelebrarsi anche lì come leader massimo dei garantisti, ha avuto la possibilità di capire la dinamica dello svolgimento dei fatti e di comprendere e giustificare i dubbi e le incertezze che i fatti hanno generato nella maggioranza. La posizione presa nel Consiglio comunale di martedì ha quindi il gusto forte del voltafaccia.

Veniamo ora al Consigliere Cortiana. Cortiana ha contestato al sindaco di non aver risposto adeguatamente alle domande che lui ha posto.

1)    La prima riguardava l’avviso di prosecuzione indagini. Di questo durante il Consiglio di martedì Cortiana non ha detto nulla. Il Sindaco ha detto tutto quello che sa e ha mostrato le carte. Si presume perciò che nel merito quello che ha detto il Sindaco lo abbia soddisfatto.

2)    Sulla questione della denuncia anonima pervenuta per posta ma anche via mail, che riguardava la gestione dell’appalto del verde, le denuncie sono state fatte, tutte, e anche i dati digitali che riguardavano la mail con cui è stata inviato l’anonimo, come a comunicato il vicesindaco Pruiti, sono stati consegnati alla autorità di polizia. Di questo forse Cortiana non si è accorto. Riascolti l’intervento di Pruiti sul sito del Comune.

3)    Riguardo la terza domanda, quella sui falsi nomi su facebook. Sono stati fatti accertamenti interni in Comune dal CED e non risulta che i commenti dei presunti fakes siano partiti dall’edificio comunale. Ho fatto personalmente approfondimenti legali. La questione dei fakes su facebook è giuridicamente controversa, c’è in atto una discussione sulla opportunità di procedere. La questione chiave è che milioni di persone hanno dato in modo innocente generalità false su facebook. Per esempio tutti sanno che Gines de Passamonte (un personaggio del Don Chisciotte Cervantes) è il mio amico Simone Negri, candidato sindaco a Cesano Boscone. Nella sua cerchia di amici tutti lo sanno e anche al di fuori della cerchia ormai quasi tutti lo sanno. Non so perché abbia scelto questo nome falso, ma sarebbe da stolti processarlo per avere dato false generalità su facebook. È questo il tema giuridico che la giurisprudenza discute. Questo orienta l’autorità preposta a procedere solo e soltanto nei casi di diffamazione conclamata e consimili. In assenza di questo specifico reato denunciare semplicemente l’esistenza di un falso nome è di fatto inutile.

I consiglieri Cortinovi e Iocca ero convinto che sarebbero stati presenti. Non lo sono. Martedì sera non hanno spiegato. Hanno detto che si riservano di decidere. Hanno deciso di no. Ci faranno forse sapere perché.

Esaminati i casi, compresa la risibilità delle motivazioni si pone e rimane la domanda: perché rifiutarsi di partecipare? Io dico per paura. Hanno paura. Hanno avuto pura. Si saranno detti, io ho una reputazione da difendere. Chi è indagato è un appestato e bisogna allontanarlo col bastone per evitare di essere contaminati.

Ma contaminati da che cosa? Contaminati dal meccanismo infernale massmediatico del “si dice”, dal meccanismo infernale della chiamata in correo sulla base anche solo della contiguità fisica: eri seduto vicino a lui quindi… Lo hai incontrato quindi… Bisogna proteggersi dal narcisimo paranoico tipico di alcuni mass media che interpretando malamente o per ragioni strumentali il ruolo di difensore della legalità danno credito ai sentito dire, ipotizzano relazioni scabrose di tutti con tutti. Basta un’occhiata, basta un saluto e tutto viene interpretato.  È di questo che si ha paura. E non a torto, in fondo.

Li hanno messi nel tritacarne mediatico quelli della Giunta Maiorano, teniamo le distanze, stiamogli alla larga perché può capitare che il gorgo tiri dentro anche noi. Prendiamo subito le distanze, dissociamoci prima che sia troppo tardi, prima che i distinguo diventino impossibili, non si sa mai.

In conclusione l’impressione è che si sia aperta una fase di guerriglia, e che la Giunta Maiorano sia il bersaglio. Probabilmente si moltiplicheranno, le azioni di disturbo, i sabotaggi, una strategia che tende a screditare, a delegittimare, che tende a rendere impossibile la speranza di una buona politica. Questa è la Luna, ma i consiglieri di opposizione non sono venuti qui stasera perché hanno visto il dito, hanno guardato il dito.

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Pubblicato il 29 novembre 2013 su LEGALITA', POLITICA LOCALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Il giorno 29/nov/13, alle ore 11:11, Rino Pruiti ha scritto:
    Questa mattina due agenti della polizia locale insieme ad Dott. Ferreri e Ing. Sergio hanno fatto un sopralluogo all’interno della mia abitazione ispezionando accuratamente i locali e scattando numerose foto.

    Non hanno riscontrato NULLA di non conforme, nessun abuso e NESSUN lavoro in corso.

    La richiesta di sopralluogo è stata mandata alla Polizia Locale il 25/11 sera cioè meno di 4 giorni fa. Appena mi è stato chiesto ho acconsentito fissando subito un appuntamento.

  2. Se mi è concesso, voglio riportare ( allegato tra virgolette ) il post di Saccavini e successivamente commentarlo.

    Il post

    “Alla presenza di due funzionari tecnici e un rappresentante della polizia locale è avvenuto stamani il sopralluogo, dopo una settimana (168 ore anziché le 36 richieste) presso il luogo del vicesindaco di cui alla sua denuncia di inizio attività.

    I funzionari hanno repertato e fotografato i locali, avrebbero rilevato condizioni di possibile ripristino da opere im precedenza eseguite.

    Predisporranno la relazione di rito e i successivi adempimenti.

    Va indicato che ove fosse rilevata una condizione di abuso edilizio, questo è reato penale che, ove ripristinata, crediamo si possa sanare con una sanzione pecuniaria (la normativa è specialistica e particolarmente complessa).”

    Il mio commento

    Già dalla prima frase si insinua che Pruiti ha il potere di condizionare l’attività della polizia locale ritardandone l’azione.

    Dalla seconda si evince che l’articolista riceverebbe informazioni dagli addetti ai lavori.

    Qui la vicenda si complica perchè si possono formulare due ipotesi.

    Gli addetti si limitano a riferire ( correttamente o falsamente ) o sono in grado di manipolare l’esito delle indagini?

    In entrambi i casi; chi beneficia di questo discredito; vale a dire: chi è il mandante e chi sono i complici ? ( escludiamo per beneficio del dubbio chi suona la grancassa ).

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