JOE VANARDI

MASSIMO GRAMELLINI, La Stampa, 2 ottobre 2013

E così alla fine Enrico Letta non avrà scritto in fronte Jo Condor, ma Joe Vanardi. Nelle prossime righe tesserò l’elogio di Giovanardi Carlo, parlamentare cattolico di resistibile simpatia e marmorea duttilità che sui diritti civili si colloca storicamente a destra di Papa Borgia. Messosi alla guida di un drappello di dissidenti, Joe rischia seriamente di salvare il governo e magari l’Italia. L’uomo si conferma coerente: è sempre stato favorevole all’accanimento terapeutico. E in fondo quel Berlusconi così futile e immorale non gli era mai piaciuto. Lo ha sopportato per vent’anni – come il male minore rispetto a invertiti e sinistrati – dirottando la sua ferocia conservatrice verso altri sfoghi. Le coppie gay, perché nei Paesi dove possono adottare è esplosa la compravendita dei bambini. Aldrovandi, perché la macchia di sangue che si vede nella foto non è sangue ma un cuscino rosso. L’Olanda, perché usa le leggi sull’eutanasia per ammazzare i bambini malati. E ancora le coppie gay – un suo classico, come «Champagne» per Peppino Di Capri -, perché vederle quando si baciano è come guardare qualcuno che fa pipì in un luogo pubblico. Ora il vecchio Joe ha finalmente trovato il tempo per dedicarsi al bersaglio grosso: il badante di Dudù. Qualcuno sarà stupito dal suo colpo di reni. Qualcun altro (Sallusti?) gli darà del traditore e gli rinfaccerà un garage abusivo a Modena nord. Ma si sbagliano. Joe Vanardi è incapace di ribellioni e tradimenti, operazioni che richiedono giravolte incompatibili con la sua struttura mentale. Lui è stato programmato per andare diritto e non sarà tanto facile fargli cambiargli scheda.

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Pubblicato il 2 ottobre 2013 su POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Il voto di fiducia è stato preceduto da molti appelli pervenuti da ogni organismo sociale: cittadini, imprenditori, sindacati, caritas, ecc. Ci si è dimenticati della Chiesa, o meglio, dell’Episcopato che per anni ha chiuso gli occhi sull’uso politico della cattolicità. Per anni abbiamo ascoltato politici sbandierare la loro cattolicità e nel contempo andare a puttane, frodare il fisco, riscuotere tangenti e benefit, ecc.
    Sono convinto che il nuovo Capo dell’Episcopato abbia fatto un discorso chiaro, com’è suo costume, con interventi diretti sui diretti interessati. L’articolo sull’Osservatore Romano che ha preceduto il voto di fiducia non è che la punta di un iceberg contro il quale il Titanic Berlusconi è naufragato.

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