NO TAV: L’AMBIGUA FUNZIONE DEL TEPPISMO PSEUDOTERRORISTA

notavDavid Arboit

Di fronte all’ennesimo tentativo di sabotaggio in Valsusa dei cantieri della Torino-Lione il Ministro della difesa Angelino Alfano prende posizione con grande fermezza e dichiara: «Lo Stato fa lo Stato, la Tav si farà. Delinquenti e bombaroli si rassegnino. Con l’invio in Val di Susa di altri 200 militari rafforziamo i contingenti che proteggeranno l’avvio dei lavori della “talpa”». Sono d’accordo, lo Stato faccia lo Stato, e mi piacerebbe però che questo criterio della militarizzazione del territorio venisse applicato anche in quelle “no men’s lands” che sono la Sicilia e la Calabria.

La militarizzazione del territorio della Valsusa rende però ancora più aspro, pericoloso e irrazionale lo scontro. E l’asprezza ideologica e faziosa dello scontro abolisce la ragione, distrugge qualunque possibilità di discussione razionale, di approccio logico deduttivo e concreto al problema. La domanda “ma è proprio giusto e utile fare questa grande opera” scompare in un vortice polemico deleterio per cui il problema è chi vincerà la guerriglia dei cantieri TAV. Da questo si deduce che è possibile che la TAV si faccia in ogni caso per la semplice ragione del voler e dover dimostrare che lo Stato c’è e non tratta e non si fa intimidire da quattro sedicenti teppisti rivoluzionari o dalle “nuove BR”. D’altro lato questi nuovi e sedicenti rivoluzionari esercitano di fatto una funzione di consolidamento di quel blocco di potere che la TAV la vuole, diciamo per ragioni sue anche poco dicibili. È una funzione che già a suo tempo hanno esercitato le vecchie BR quella di consolidare il blocco di potere che con i loro deliri rivoluzionari e le loro azioni criminose volevano sconfiggere.

La rissa reale nei cantieri e virtuale mediatica oscura fatti che in un discorso razionale potrebbero essere decisivi: la Francia non farà la Torino-Lione. Il 27 giugno 2013 la commissione di indagine sulla mobilità francese presieduta da Philippe Duron, deputato Partito Socialista e sindaco di Caen, e composta da un esperto per ogni partito rappresentato nell’Assemblea nazionale, ha presentato il rapporto finale intitolato Mobilitè 21 – Pour un schéma national de mobilité durable (Leggi). Le conclusioni sono in sintesi che non ci sono soldi per portare avanti tutti i progetti e che occorre dare delle priorità. Della linea ad alta velocita Torino-Lione, si legge tra le conclusioni del rapporto, se ne riparlerà in data da decidersi tra il 2030 e il 2040: tra venti o trent’anni. Hanno priorità, invece, continua il rapporto, la manutenzione e l’ammodernamento della rete esistente e in particolare il trasporto dei pendolari e delle merci nelle reti intermodali. I francesi sono per natura antipatici, ma in questo caso siamo noi quelli della grandeur e loro quelli di un realismo vicino alle esigenze più vere del popolo.

Ecco allora che l’unica ragione sensata per continuare con questa impresa inutile è forse dare lavoro, in un momento di recessione, a imprese importanti, quelle imprese della oligarchia imprenditoriale italiana sempre così vicine, “amiche”, della politica. Dare lavoro e reddito in un momento di recessione anche alle famiglie dei lavoratori che operano nei cantieri in momento in cui l’edilizia tocca il fondo (forse) di una crisi che prosegue da anni.

Certo è che se la politica è operare per il bene comune questa massa di soldi potrebbe essere investita molto meglio. Per esempio, per restare nel campo dell’edilizia, per rinnovare e ammodernare le tante strutture fatiscenti del sistema dell’istruzione italiano.

Sarà un caso che dopo le risultanze del rapporto francese si sono riaccese con più vigore le “guerre di religione” sulla TAV? La ragione, il buon senso, ci dicono quindi che i NO TAV hanno ragione, ma esattamente come negli Settanta il teppismo e il terrorismo trasformano simbolicamente una giusta e pacifica protesta  sociale criminalizzandola, portandola nel vicolo cieco del Codice penale. Non mi stupirei affatto se tra i più violenti “rivoluzionari” assaltatori dei cantieri ci fossero provocatori infiltrati e prezzolati da chi la TAV la vuole, uomini che le forze dell’ordine si guarderanno sempre bene dal beccare in flagranza di reato.

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Pubblicato il 21 settembre 2013 su POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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