LEHMAN BROTHERS: INTERVISTA AL PROFESSOR GIULIO SAPELLI

Sebastiano Barisoni, Radio 24-Il sole 24 ore, 13 settembre 2013

Focus economia, una trasmissione di Radio 24 sempre interessante e condotta da Sebastiano Barisoni. Il conduttore intervista il professor Giulio Sapelli, ordinario di Storia Economica presso l’Università degli Sudi di Milano al termine di una parte della trasmissione dedicata al crollo di Lehman Brothers e all’andamento dell’economia negli ultimi 5 anni.

Il crollo della finanza speculativa ha prodotto nel mondo la perdita di 40 milioni di posti di lavoro, la redistribuzione del reddito negli Stati Uniti (ma analogamente anche negli altri paesi sviluppati) a segnato un + 30% per l’1% della popolazione ma solo un + 0,4% per il restante 99% della popolazione, mentre i big della finanza che hanno prodotto il disastro l’hanno fatta franca. Molto deludente l’amministrazione Obama quanto a capacità di attaccare il potere delle lobby di Wall Street. E per finire in bellezza pare che Obama abbia deciso di mettere a capo della Federal Reserve Lawrence Summers, ex ministro dell’economia di Bill Clinton, il responsabile dell’abolizione del Glass Steagall act, la legge bancaria varata nel 1933 dal presidente F.D. Roosevelt, introducendo così quella deregulation che ha liberalizzato la speculazione finanziaria e scatenato la crisi. Effettivamente destra o sinistra in Usa non conta assolutamente nulla perché tutti i politici sono ostaggio del capitale industriale o finanziario, e anche in Italia (anche nel PD) c’è chi vorrebbe che ci si avviasse tranquillamente su questa via.

Intanto giovedì 12 settembre la plenaria di Strasburgo ha approvato a larga maggioranza il pacchetto legislativo che istituisce la supervisione bancaria europea. Il Commissario UE Olli Rehn rivendicando il successo dell’approvazione di questa legge ha voluto ricordare il disastro finanziario del 2008-2009 ed ha affermato pomposamente che «nel quinto anniversario del crack Lehman Brothers che ha fatto sprofondare l’economia mondiale nella peggiore crisi dalla Seconda guerra mondiale, sia la regolamentazione sia la supervisione sono state rafforzate in modo significativo. Chi avrebbe immaginato che avremmo trovato un accordo riguardo a un meccanismo unico di sorveglianza, chi avrebbe immaginato che avremmo approvato riforme per rafforzare la governance della zona euro. In questo modo l’esperienza della grande crisi finanziaria del 2008 può rimanere nel posto che le appartiene e cioè nei libri di storia».

L’intervista.

È cambiato qualcosa – chiede Barisoni a Sapelli – vista anche l’annunciata nomina di Summers alla Federal Reserve? «Non è paradossale che Summers diventi capo della FED e mi fa stupore e anche un po’ pena Olli Rehn, perché mi chiedo se quello che dice lo dice credendoci veramente. Probabilmente si. Dice che la situazione è migliorata, che la crisi sarà sui libri di storia, ma accidenti la situazione è peggiorata, perché hanno fatto l’unione bancaria in Europa. Addirittura l’Inghilterra se ne è andata ancora di più dall’Europa perché non era d’accordo su questa regolazione. Di fatto non hanno fatto nulla se non varare una legge come il Dodd-Frank Act che dovrebbe regolamentare una separazione tra capitale di rischio e banche di raccolta, ma il Glass Steagall Act che salvò gli Stati Uniti e il mondo dalla crisi era un documento di 26 pagine, il Dodd-Frank Act, del quale non è stato ancora creato il regolamento, è un documento di 6800 pagine. I lobbysti delle grandi banche d’affari, che fanno le speculazioni con i soldi del povero depositante, hanno creato questo mostro e si parla già di un regolamento di 10.000 pagine. Quindi non sarà di fatto possibile regolamentare nulla. Larry Summers è poi la persona più deleteria che sia apparsa con Clinton e con Tony Blair sulla faccia della terra perché sono quelli che hanno deregolamentato i mercati finanziari. Ci sono rumors che vengono dalle alte banche d’affari e dai nuclei più segreti, dagli scantinati di Bruxelles che si sta preparando addirittura una sorta di macroregolazione per cui si imporrà a tutte le banche europee la fine che hanno fatto le banche cipriote: se le banche vanno in rovina non pagherà più lo stato ma dovranno pagare i depositanti e gli azionisti. Lei capisce molto bene che cosa si sta preparando».

I grandi speculatori si sono arricchiti e l’hanno fatta franca – continua Barisoni – e se uniamo questo fatto al dato che l’1% si è arricchito del 30% e solo dello 0,4% il restante 99%, che lezione dobbiamo trarne? Si interrogava alcuni mesi or sono la bibbia del libero mercato Financial Time: dobbiamo chiederci se non sia ora di cambiare il capitalismo. Questo capitalismo non è quello classico descritto da Marx, che sì, in fondo, generava un grande plusvalore di cui si appropriavano i grandi industriali e qualche banchiere che speculava sulla differenza tra acquisto e vendita delle derrate. Abbiamo creato una macchina spaventosa che è gestita da una casta, la vera casta, mentre qui abbiamo degli stupidotti che pensano che la casta siano i politici. Abbiamo creato una casta di sacerdoti dell’arricchimento, invisibili ma visibili. Naturalmente a questa grande ricchezza corrisponde un aumento minimo della ricchezza di chi lavora e questo sta scavando la fossa a questi grandi ricchi perché i mercati interni si stanno prosciugando in tutto il mondo. Quindi tra un po’ ci sarà una crisi di sovrapproduzione, tema su cui hanno lavorato tutti i grandi economisti prima dell’arrivo dei nanetti di Harward di questi ultimi anni, e dei Bocconi’s boys, che non leggono libri ma leggono solo statistiche, e questo sta cominciando a mettere in crisi le stesse fonti dell’accumulazione. La speculazione non crea ricchezza, non crea produzione. Tra un po’ questi signori dovranno difendersi, dovranno vivere nelle loro proprietà circondati da guardie del corpo perché saranno assediati da chi non ha nulla. Sta arrivando un nuovo tsunami di fallimenti di molte banche, soprattutto di banche europee e stanno tremando le banche tedesche. Loro hanno prodotto questi antropoidi, uno è il vecchio capo di Deutche Bank [Josef Ackerman ndr] che ha provocato danni spaventosi in una compagnia di assicurazioni in cui guarda caso dei manager si sono suicidati e le famiglie lo hanno denunciato perché pare che questi suicidi derivino anche dal fatto che lui fa troppa pressione sulle persone perché deve guadagnare molto. Siamo davanti a un capitalismo nichilista e distruttore come mai avevamo visto prima. Se poi arriva Larry Summers siamo a posto.»

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Pubblicato il 15 settembre 2013 su ECONOMIA POLITICA. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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