IL RINNOVAMENTO DEL PD SECONDO IL CORRIERE DELLA SERA

David Arboit

Il quotidiano italiano (Corriere della Sera) portavoce dell’OIFI (Oligarchia Imprenditoriale e Finanziaria Italiana) si schiera con Renzi, ma pone una condizione: Renzi deve restare se stesso. Ci mancherebbe, viene da dire subito a chiunque! Essere se stessi e un diritto e un dovere di tutti. Ma che significa essere se stessi? Cosa deve fare Renzi per restare se stesso?

Matteo deve riuscire a produrre un «rinnovamento identitario e delle politiche del partito» deve insomma incidere nel cuore e nella mente, cioè nella cultura («identitario») e di conseguenza nelle scelte politiche del PD. Non sarà facile perché l’eccesso di consenso da parte dei dirigenti del PD che sta riscuotendo in questi giorni potrebbe essere soltanto una tattica per indebolire la forza rinnovatrice del “rottamatore”.

Il rinnovamento comunque significa in particolare rimuovere, o rottamare che dir si voglia, il «vecchio apparato e le sue logore parole d’ordine».

Riguardo alla questione dell’apparato Panebianco indica un orientamento preciso: alla faccia degli «irriducibili» e dei «nostalgici», Matteo deve riuscire a fare passare l’idea che «Nelle attuali condizioni della competizione democratica, un partito non può che essere la struttura di supporto di un leader.» Realismo, quindi, adeguarsi al dato di fatto quindi, così va il mondo e bisogna conformarsi: oggi come oggi un partito non può che essere di tipo populista.

Riguardo al tema delle «logore parole d’ordine» va da se che ciò che si richiede a Matteo è la conformità al pensiero liberale e liberista da sempre sostenuto e diffuso dal Corriere della Sera, ma fin qui testimoniato anche da Matteo stesso e perfettamente conforme alle sue antiche origini politiche. E su questo tema, gli esami, noi lo sappiamo bene, saranno continui e severissimi perché è il PD che essere “smacchiato” dal “rosso”, per diventare candido come una balena bianca. Bisogna fare sparire ogni traccia di socialismo. È il condizionamento che i “rossi del partito” potrebbero esercitare su Matteo ciò che più di ogni altra cosa teme il Corriere della Sera (lo spettro del comunismo aleggia sempre, leggi qui).

Bisogna prima di tutto dare atto a Panebianco di avere individuato con grande lucidità le due questioni cruciali che il congresso del PD si trova a dover affrontare: struttura e funzionamento della forma organizzativa politica “partito”; identità culturale del PD.

In secondo luogo, però, c’è da sottolineare l’ingenuità che l’Angelo esibisce quando afferma che il PD è «Un partito che a causa della sua debolezza, si è abituato ad essere largamente etero-diretto nelle sue politiche: dai giornali d’area, dalla Cgil, da settori della magistratura». E sì, è proprio così si potrebbe chiosare; lo si è visto proprio ora sulla questione della condanna definitiva di Berlusconi: la scelta del PD non è stata una ragionevole e libera scelta conforme ai principi dello stato di diritto, ma è una evidente dipendenza, servitù, nei confronti di alcuni «settori della magistratura». Insomma da ora in poi con Renzi alla guida il Pd deve imparare a farsi consigliare da giornali non di area, da giornali veramente indipendenti come il Corriere della Sera, La Stampa, Il sole 24 ore, e lasciare perdere i suggerimenti ideologici, le «logore parole d’ordine», della CGIL e dei giornali di sinistra.

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Pubblicato il 6 settembre 2013, in POLITICA NAZIONALE con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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