INTERVISTA A PIPPO CIVATI: «LE CORRENTI ESISTONO, SFIDIAMOCI SUI CONTENUTI»

giuseppe-civatiNINNI ANDRIOLO, L’Unità, 2 settembre 2012

«Renzi? Da Genova nulla di nuovo, la legittima autobiografia di Matteo…». Pippo Civati ieri pomeriggio era ad Arezzo. «Alla Giostra del Saracino» precisa uno dei candidati alla segreteria del Pd che – «in attesa che venga finalmente decisa la data del congresso » – gira «l’Italia in lungo e in largo per parlare del nostro futuro».

Ha sentito onorevole?  I renziani non esistono. E i civatiani? «A me sembra che i renziani esistano eccome. Tutti, quando si candidano, dicono che non hanno o non faranno correnti…»

Dopodiché? «Dopodiché le correnti si manifestano puntualmente. L’importante è scegliere le persone non in base alla fedeltà al leader. Se c’è un cuperliano bravo o un pittellista in gamba io mi affiderei a loro senza remore. Non è che bisogna ridurre la scelta delle persone solo ai propri sostenitori, altrimenti si continuerebbe con lo sguardo miope che il Pd ha avuto in passato. L’importante, tuttavia, è che ci sia dibattito serrato sulla politica e non sulle biografie di ciascuno ».

Renzi torna a chiedere che la data del congresso venga fissata al più presto. «Io lamento il fatto che il confronto congressuale debba ancora decollare. Proposi di organizzare il congresso alla fine di settembre, come si ricorderà. Oltre a Renzi tutti i candidati alla segreteria chiediamo tempi celeri perché questa fase di incertezza sta logorando il partito. Serve una discussione aperta, seria, appassionata. Poi ci si conta e si capisce non quali sono le nuove correnti ma le nuove ipotesi in campo, i diversi modelli di rinnovamento. Cosa ne pensano, per esempio, Renzi e Cuperlo dell’Imu e del rischio che per eliminarla possano aumentare altre imposte?»

Lei è stato duro con il governo… «Sì. Il decreto sull’Imu già non mi piaceva prima, dopo averlo letto nella versione definitiva mi convince ancora meno. E vorrei sapere, poi, come la pensano gli altri candidati alla segreteria sulla durata di questo governo perché andare avanti altri due anni con le larghe intese mi sembra molto impegnativo…».

Letta ha ribadito che questo non è l’esecutivo per il quale si era speso in campagna elettorale. «Ecco, appunto. Se non è convinto nemmeno lui forse le larghe intese non devono diventare anche lunghe. Fatta la legge elettorale e messi a regime i conti bisogna andare oltre».

Potrebbe avvenire già a settembre a sentire Brunetta. Secondo lui bisogna evitare con tutti i mezzi la decadenza di Berlusconi, altrimenti sarebbe il Pd a rompere la coalizione di governo… «Siamo al solito ricatto. Per me il problema è la decadenza del Paese. Se teniamo in piedi un governo che fa le cose che vuole il Pdl, come è avvenuto con l’Imu. E se, per di più, questo non basta mai e si alzano sempre di più i toni, siamo all’assurdo. Di fronte a una condanna un leader politico si fa da parte. Se la preoccupazione principale del Pdl è quella di salvare Berlusconi in ogni caso e in ogni modo la questione è risolta: il governo si sfascia per colpa loro e non per colpa nostra».

E dopo, onorevole Civati? «Dopo si va dal Capo dello Stato per capire cosa si può fare prima di scegliere la strada del voto, come prescrive la Costituzione. Io farei di tutto per evitare di tornare alle urne con il Porcellum. Il Capo dello Stato avrà gli strumenti per valutare se c’è un’altra ipotesi».

Che coinvolga il M5S o le sue componenti disponibili? «A me non piace questo mercanteggiare sui grillini, ce ne sono 15, 20, 35, eccetera. Il problema è politico. Se c’è un’emergenza, che è quella di varare la legge di stabilità e la riforma elettorale, bisogna valutare le strade da percorrere. Non ho chiesto che dalla sera alla mattina cadesse questo governo, ma una via d’uscita, una formula seria e all’altezza dei compiti che abbiamo».

Violante ripete che Berlusconi ha diritto a difendersi come qualsiasi altro parlamentare. «Le esternazioni di Violante non le ha capite nessuno. La giunta del Senato è sovrana. Ma se Berlusconi vuole difendersi ci penserà lui, non capisco perché dobbiamo entrare noi nel suo collegio di difesa».

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Pubblicato il 3 settembre 2013, in POLITICA NAZIONALE con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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