INTERVISTA A GUGLIELMO EPIFANI: «ADESSO IL GOVERNO PUÒ ARRIVARE AL 2015»

GUGLIELMO-EPIFANIANDREA CARIGATI

L’Unità, 30 agosto 2013

Una vittoria di Berlusconi sull’Imu?  «Solo propaganda». L’aumento di un punto dell’Iva a ottobre? «Deve essere assolutamente evitato e sono convinto che il governo ci riuscirà». Il governo? «Il suo orizzonte è di due anni». Guglielmo Epifani, segretario del Pd, parla a tutto campo. Anche delle motivazioni della sentenza di condanna del Cavaliere: «Emerge un grave quadro di reati che ci rende sempre più convinti sulla decadenza da senatore».

Segretario, chi ha vinto e chi ha perso sull’Imu? «Le cose non stanno nei termini in cui vengono indicate dalla propaganda del Cavaliere. Del resto, ormai siamo abituati alle sue giravolte: fino a pochi giorni fa il governo doveva cadere, ora viene incensato fino alla prossima sterzata. La realtà delle decisioni prese dal governo è decisamente più complessa. C’è stata una prima serie di provvedimenti, un percorso che proseguirà la settimana prossima con alcuni interventi sulla scuola che noi sosteniamo con forza e infine con la legge di stabilità di ottobre. Mercoledì il governo ha fatto principalmente quattro operazioni: coprire il mancato pagamento della rata Imu di giugno, un provvedimento di edilizia sociale a sostegno dei giovani e di chi è moroso per necessità rispetto ai mutui, si sono stanziati 500 milioni per rifinanziare la cassa in deroga e si è trovata una via d’uscita al dramma di 7mila esodati. Infine, si è deciso di superare l’Imu, di trasformarla coerentemente con quanto Letta aveva detto in Parlamento, per dar vita nel 2014 a una service tax a carattere comunale, in cui far confluire l’imposta sui rifiuti e altri servizi come i costi per l’illuminazione della strade».

Che giudizio dà di questa operazione? «Questa riforma era tra gli obiettivi del Pd, ora dovrà essere definita in accordo con i Comuni e con l’Anci soprattutto per quanto attiene alle griglie di equità sociale. Ma già da ora si può dire che rispetto agli attuali sei miliardi (Imu più Tares) gli italiani pagheranno 2 miliardi in meno. A questo va aggiunta la deducibilità dell’Imu per i capannoni industriali di artigiani e imprese. Ho parlato di una soluzione socialmente equilibrata e ribadisco questo giudizio. Quando arriveranno anche i provvedimenti sulla scuola, dopo quelli già adottati in tema di cultura, sarà ancora più chiaro che nell’azione del governo vi sono in gran parte le priorità sostenute dal Pd».

E tuttavia sull’Imu la linea che è passata non è la vostra… «Non mi nascondo dietro un dito. Avere esentato dall’Imu anche le fasce più abbienti non era la direzione che noi avremmo percorso. Quei soldi si sarebbero potuti utilizzare per nuovi investimenti».

Il viceministro Fassina sostiene che aver tolto l’Imu a tutti renderà inevitabile l’aumento dell’Iva. «Per noi quell’aumento va scongiurato, perché il calo dei consumi si sta ancora aggravando e l’aumento Iva rischia di essere pagato soprattutto dalle fasce popolari. Sono consapevole che la coperta finanziaria è corta, e questo intendeva dire Fassina, ma nella manovra di ottobre bisognerà fare ogni sforzo sull’Iva. E per continuare l’azione in campo sociale: per la cassa in deroga non bastano questi 500 milioni e bisogna avere la coscienza che il problema degli esodati va risolto per tutti».

C’è anche il nodo delle coperture per la seconda rata Imu che andrà sciolto… «Toccherà in primo luogo al ministro Saccomanni prendere queste decisioni. Io chiedo che siano socialmente eque, ci sono settori in cui si può tagliare ancora e altri dove invece è impossibile. Per le imprese molto si è fatto. Non possiamo fermarci alle emergenze: la manovra d’autunno deve porsi anche il tema di iniziare a ridurre le disuguaglianze».

Se al governo ci fosse stato il centrosinistra, come sarebbe cambiata la manovra sulla casa? «Non in modo strutturale. Avremmo investito di più sul sociale e fatto pagare l’Imu alle fasce più alte. Ma questo è un governo di compromesso e serve il necessario realismo per riconoscerlo».

A proposito della nuova service tax, le associazioni degli inquilini sono già in rivolta: temono che cada sulle loro tasche. «Mi pare che ci sia un equivoco. La nuova imposta avrà comunque una base patrimoniale. La mia valutazione è che gli inquilini pagheranno meno di quanto pagano oggi».

Il presidente Letta ha detto che ora il governo non ha scadenze. È d’accordo? «La domanda andrebbe rivolta innanzitutto al Pdl. Il Pd ha sempre detto che questo governo deve lavorare. Naturalmente, resta fermo il fatto che non accetteremo alcun ultimatum di Berlusconi sul tema della decadenza: era vero ieri e lo sarà ancor più nei prossimi giorni quando la questione sarà all’esame della giunta del Senato. Sulla decadenza ci siamo mossi con assoluta coerenza, sono gli altri che sono passati dagli annunci di crisi all’incensamento del governo in pochi giorni».

Dunque che orizzonte ha il governo? «Non vorrei che le parole di Letta venissero strumentalizzate o che nascessero polemiche inutili. Per noi l’orizzonte è quello indicato dal premier al suo insediamento, e dunque un riferimento biennale per affrontare le emergenze, completare le riforme e affrontare il semestre europeo».

Eppure le parole del premier sembravano guardare anche oltre… «Credo fossero rivolte a chi tenta di dargli delle scadenze settimanali, un modo per dire “lasciateci lavorare”».

Questo orizzonte biennale è verosimile? «Questo è un governo di servizio al Paese, che deve fare delle cose utili. Per riuscirci nelle prossime settimane vanno separate le vicende giudiziarie da quelle politiche. Chi ieri voleva sfasciare, oggi incensa e magari domani è di nuovo pronto a risfasciare, deve tenere un comportamento più comprensibile e coerente».

In questi giorni impazza tra i giuristi, e non solo, l’ipotesi che la giunta del Senato ricorra alla Corte costituzionale sulla legge Severino. «Non cambio di una virgola quello che ho già detto. L’opinione del Pd è che quella legge sia perfettamente costituzionale. Poi ci sono le ragioni della difesa e l’autonomia della giunta e dei suoi membri che svolgeranno una funzione di tipo para-giurisdizionale».

Come valuta le motivazioni della sentenza di condanna di Berlusconi? «La lettura delle motivazioni fa impressione. Viene disegnato un quadro di responsabilità e di reati particolarmente gravi, tanto più per un uomo politico. E questo ci rende sempre più convinti sulla decadenza».

Nei prossimi giorni ci saranno delle iniziative del governo sulla scuola. Che peso avranno secondo lei? «Dobbiamo fare la stessa operazione che il governo ha fatto sulla cultura. Dopo anni di tagli c’è stata un’inversione di tendenza: bisogna riprendere a investire, dagli insegnanti di sostegno alla lotta alla dispersione. E poi bisogna riaprire le porte ai giovani insegnanti, e anche ai giovani medici della sanità. Bisogna superare il blocco indiscriminato delle assunzioni, fare nuovi concorsi, altrimenti il rischio è di avere il corpo docente più anziano d’Europa. La lotta alle diseguaglianze e la scuola sono questioni su cui intendiamo sollecitare il governo già dalle prossime scadenze».

Lei oggi aprirà la festa Pd di Genova insieme al ministro Cécile Kyenge, oggetto di attacchi inqualificabili. «C’è stata verso di lei una intollerabile campagna di aggressione fatta di xenofobia, cripto razzismo e volgarità. Ho voluto che aprisse con me la festa per dare un segnale a tutto il Paese, per confermarle che ha il sostegno nostro e di tutte le istituzioni europee».

Si aspettava che questo razzismo si scatenasse? «Nei momenti di crisi queste pulsioni a volte tornano a galla. C’è una responsabilità della politica, che dovrebbe combattere questi fenomeni, mentre da noi c’è una parte che li alimenta, non solo nel mondo leghista. Colpisce come un frastuono il silenzio di Grillo su questa vicenda. Non ha speso una parola a sostegno del ministro Kyenge».

Come giudica l’atteggiamento di Maroni? Ha fatto il suo dovere? «Non credo che condivida quelle pulsioni, ma non ha fatto tutto quello che poteva per fermare questa deriva».

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Pubblicato il 31 agosto 2013 su POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Se Epifani credesse davvero che iscritti ed elettori PD siano favorevoli a questo governo non continuerebbe a rinviare il congresso del partito..

    Invece rimanda di mese in mese (siamo già a Settembre!) perchè sa benissimo che “questo” PD è finito.

    E quindi, assieme a Letta, cercherà di rinviare il più possibile la convocazione di nuove elezioni politiche.

    Accettando qualunque richiesta arriverà dai dirigenti PDL.

    Franco gatti

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