PROFESSIONISTI DEL CONFLITTO? POTREI ESSERE UNO DI LORO

Franco Monaco, Europa, 21 agosto 2013

Nel suo discorso in apertura del meeting di Rimini di CL, Enrico Letta ha bacchettato i professionisti del conflitto. Coloro che fanno assurgere il conflitto a valore in sé e a ideologia. Messa così è difficile dissentire. Tuttavia, la fonte (il premier di un governo di larghe intese con il Pdl) e la sede (il meeting di CL) suggeriscono l’esigenza di qualche messa a punto al fine di scongiurare fraintendimenti perfettamente possibili.

Il primo: il conflitto (naturalmente civile e regolato) è immanente alla politica democratica. Per chi si fa impressionare dalla parola conflitto, diciamo competizione. Essa è il sale e la regola delle democrazie sane e mature. L’opposto del consociativismo. Di più: l’Ulivo prima e il Pd poi sono stati concepiti allo scopo di porre fine all’anomalia italiana, di passare da una democrazia difficile e bloccata a una democrazia competitiva e dell’alternanza, imperniata intorno a due major party tra loro antagonisti. Il che rimarca la singolarità del governo Letta quale figlio di uno stato di necessità e di eccezione.

Secondo: Enrico, già vicesegretario Pd che ha condiviso ogni e singolo passaggio del fallito tentativo di Bersani di dare vita a un governo del cambiamento, più di altri dovrebbe mostrarsi consapevole del carattere peculiare dell’esecutivo che presiede e comprendere, di conseguenza, l’alto prezzo e l’acuto disagio in capo al suo partito.

Terzo: Cl è il movimento politico-religioso che più organicamente ha sostenuto la ventennale avventura berlusconiana. Il germinale, estemporaneo terzismo di Cl oggi ha un innegabile sapore esorcistico. Sarebbe lecito chiedere loro una riflessione critica su quel lungo e organico connubio. Non ci si può contentare di un parziale distanziamento da Formigoni, il quale non a torto, dal suo punto di vista, reagisce stizzito a fronte della smemoratezza e dell’ingratitudine di un movimento che, grazie soprattutto a lui, ha partecipato in forma massiva al potere politico ed economico non solo il Lombardia. Brandendo il principio di sussidiarietà, cioè dell’autotomia della società civile, nel mentre, volta a volta, si legava ai partiti e ai leader al potere.

Quarto: quando, pur motivatamente, si argomenta l’esigenza di una cooperazione bipartisan, non si deve tuttavia rimuovere il macigno dell’anomalia rappresentata da Berlusconi e dal berlusconismo. Altrimenti si semplifica a dismisura, si falsifica l’analisi e si sbaglia la prognosi. Specie in queste ore in cui ci si chiede l’impossibile e l’indecente (il salvacondotto per il Cavaliere) come si può sottostimare l’anomalia/patologia?

Quinto: il caso vuole che, nella stessa domenica nella quale Letta inaugurava il meeting riminese, nelle chiese si leggeva la pagina del Vangelo di Luca in cui Gesù ammonisce così i suoi discepoli: «Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, io vi dico, la divisione». Un pagina che ne richiama un’altra circa la Parola di Dio come spada a due tagli. Espressioni certo da non equivocare, ma che mettono in guardia da un vacuo, ipocrita irenismo. Da quella melassa nella quale tutto si confonde: verità ed errore, giustizia e prevaricazione. Compresa l’equivoca teoria della pacificazione.

Nell’Angelus di quello stesso giorno, papa Francesco, invocando la pace per l’Egitto in fiamme, ha tuttavia avvertito che pace non è neutralità. Anni fa, il cardinal Martini, con riferimento all’Italia, metteva in guardia dall’ossessione della stessa Chiesa nel porsi come terza. Non sempre e di necessità la via della verità e della giustizia, ammoniva, è quella della neutralità o dell’equidistanza. Il discernimento cristiano (non solo quello politico) talvolta prescrive che si “prenda parte”.

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Pubblicato il 21 agosto 2013, in POLITICA NAZIONALE con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Un altro PD è possibile.
    Ma occorre che il PD prenda al più presto (SUBITO) le distanze da Letta, o sarà trascinato nello sfacelo.

    Chi volesse che Forza Italia / CL continuino a governare come hanno fatto negli ultimi 20 anni preferirebbe l’originale e questo PD “di governo” che sembra la sua brutta copia?

    Molto significative le immagini televisive di Letta (ospite) che arriva alla kermesse di Rimini accolto da Lupi, Mauro e gli altri esponenti del “suo” governo (padroni di casa) che in pratica lo tengono in pugno.
    A mio parere era la dimostrazione di chi conta davvero!

    Il PD non ha fatto il congresso a Maggio perchè non c’erano i tempi tecnici
    Il PD non ha fatto il congresso a Giugno per non disturbare il Governo
    Il PD non ha fatto il congresso a Luglio perchè era meglio rinviare prima IMU e cambiamenti dell’aliquota IVA (con la strategia del rinvio che pagheremo molto cara nei prossimi mesi…)
    Il PD non ha fatto il congresso ad Agosto perchè chi può è in ferie ed occcorreva attendere la conclusione di uno dei processi a Berlusconi.

    Il PD non farà il congresso a Settembre per non disturbare la vendemmia e l’inizio delle scuole
    Il PD non farà il congresso ad Ottobre per non turbare la raccolta delle castagne e le sfilate di moda…

    Poi arriveranno Natale e le feste di fine anno, poi Carnevale, poi Pasqua, poi l’estate, poi il semestre di Presidenza CEE, poi, poi, poi…

    Il PD considera importante ascoltare i propri iscritti ed elettori?
    O si sta Forzaitalizzando?

  2. Splendida, puntuale ineccepibile precisazione.

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