PICCOLE PAROLE DI APPREZZAMENTO PER RENZI (… E SARANNO LE ULTIME)

di Simone Negri, http://simonblacks.wordpress.com

Sarà la necessità di movimento quasi futurista che sento negli ultimi giorni, sta di fatto che per qualche ora ho visto in maniera più benevola la parabola di Matteo Renzi. Poi lo ho ascoltato nella chiacchierata da bar di Mentana (peraltro che strano format televisivo… è andato avanti fino al deperimento fisico dell’ospite) ed ho avuto la conferma che per me resta un boccone indigeribile.

Dopo l’alleanza sancita con il gruppo Repubblica-L’Espresso, ora ribattezzato Partito Renzi-Repubblica, ha pure cambiato sostanzialmente programma. Il vecchio liberista di qualche mese fa, ieri sera si lanciava nel sogno di un’Europa con gli stessi diritti dei lavoratori in tutti i Paesi dell’Unione… per non parlare dell’idea di aderire con convinzione al PSE, abbandonando l’odiosa nomenclatura di “Alleanza Progressista e Democratica Europea”… sembrava di aver di fronte un nuovo Altiero Spinelli. Evidentemente Scalfari e soci lo hanno aiutato a smussare un po’ di angoli a sinistra. La politica come operazione di marketing.

Come al solito sugli scudi, battuta pronta e qualche scivolone… come quello riuscito a Travaglio sull’assenteismo in consiglio comunale a Firenze.

Ora, la presenza di Travaglio mi è parsa senza senso (e infatti è stato sottotono): non si parlava di mazzette, corruzione, trattativa Stato-Mafia, Ruby e Nicole (ed è già qualcosa…). Conseguentemente il suo raggio d’azione era per forza di cose limitato. Ha punto sull’unico tema su cui poteva essere incisivo: le scarse presenze in consiglio comunale del caro Sindaco (solo 7 su 17 quest’anno).

Il nostro eroe ha dato una risposta pessima, a dir poco:

“In consiglio comunale si discutono cose non vere. Quindi è già tanto che ci sono andato 7 volte.”

Ammetto che la risposta mi ha colpito in quanto consigliere comunale che tutto sommato riconosce l’utilità del ruolo se è vero che nell’assemblea di cui faccio parte si approvano PGT e bilanci.

Detto questo comunque ragionavo su come Renzi in poco tempo sia stato in grado di assumere posizioni, spesso anche contrastanti con quanto detto poche settimane prima, e della disinvoltura con cui ha distrutto e costruito alleanze in questi mesi. Un’anguilla che è riuscita a sfilarsi dalle reti del centrodestra, che ha gigioneggiato con Berlusconi per poi scaricarlo, che continuamente si fa beffe del vecchio amico paolotto Letta (abile solo nell’incassare), che sferza continuamente l’apparato del PD.

Il grande merito di Renzi è la capacità di rischiare, cosa che non vedo in altri personaggi del centrosinistra. Tanto per fare un paragone facile, basta vedere le differenze con Civati. Non tanto di posizionamento politico, ma per come si muovono.

Civati è sempre in lotta contro le grandi intese (e mi piace anche per questo). Ma al dunque non colpisce mai. Quando c’è stata da votare la fiducia al governo è uscito quasi per paura di quel Belzebu di Franceschini che minaccia espulsioni… mamma mia che brividi!

E soprattutto c’è un’inconsistenza di fondo: mentre per quanto riguarda Renzi si sa dove vuole andare a parare, Civati si candiderà come segretario, ma la sua strategia è sempre sospesa…

Il problema poi, che fa emergere Renzi, è sempre quello. Ossia la presenza dell’apparato PD.

Di quel motore immobile e guasto responsabile di tantissimi errori negli ultimi decenni che è sempre più arroccato e distante dalla realtà. Rinchiuso nel Palacio de La Moneda, ma senza la dignità di Allende.

Sono quelli che appunto non prendono mai posizione per primi ma sempre sulla difensiva ed in risposta. Molti di loro sono arrivati in parlamento sfruttando corsie preferenziali e senza aver mai rischiato nulla nella propria vita, alcuni non hanno mai lavorato. Sono quelli che erano già vecchi ai tempi di Prodi e che si sono consegnati disarmati all’abbraccio di Berlusconi. E sono gli stessi che lanciano nuove leve alla Speranza, germogli già appassiti in primavera.

Renzi se li deve tenere stretti. Senza di loro magari emergerebbe qualche figura nuova e forte in grado di contrapporsi a lui. Forse sarebbe cresciuto qualche nuovo leader in grado di ridare una prospettiva alla sinistra italiana.

Con loro lì questo non è possibile e un giovane in gamba, vedi Renzi, per emergere deve essere necessariamente in contrapposizione. Non è un caso secondo me che il Sindachetto non venga dagli ambienti degli ex-DS.

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Pubblicato il 19 luglio 2013 su POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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