CONGRESSO PD, I NODI RESTANO FINO A DOPO L’ESTATE

Angela Mauro, http://www.huffingtonpost.it, 8 luglio 2013

Doveva essere una giornata clou per le decisioni del Pd sulla sua prossima assise nazionale, regole, data, rapporto tra segretario e premier. Invece la riunione della commissione per il congresso in mattinata al Nazareno ha prodotto ben poco. Il nodo su leader e guida del governo verrà affrontato in un’altra riunione giovedì. La data delle primarie – probabilmente a dicembre – verrà decisa dalla direzione entro fine luglio. Quanto alle regole, si andrebbe verso un’ufficializzazione delle candidature solo dopo l’estate. Restano delle zone d’ombra, certo, ma per il momento questa tempistica soddisfa Matteo Renzi. Perché gli dà più tempo per soppesare i pro e i contro di una sua corsa per la segreteria. E anche perché in autunno c’è un’altra variabile che potrebbe disturbare i progetti del sindaco di Firenze: la sentenza della Corte Costituzionale sulla legge elettorale.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è tornato a riparlare del “problema – che verrà sciolto via via – di rapporto tra le riforme istituzionali e la riforma elettorale”. Ma la pratica che giace in Consulta, su effetto del ricorso presentato in Cassazione da un gruppo di elettori guidati dall’avvocato Aldo Bozzi contro il premio di maggioranza del Porcellum, non è affatto semplice e solleva problematiche assolutamente non irrilevanti dal punto di vista del diritto. Soprattutto, su di essa gravano le speranze oppure le paure dei leader politici e dei partiti, a seconda dei casi. Il timore dei renziani è che si avveri la previsione del costituzionalista Valerio Onida, componente della squadra dei saggi scelti dal capo dello Stato prima della nascita del governo Letta. E cioè che (come riportato dal Foglio la settimana scorsa) la Corte Costituzionale dichiari incostituzionale il premio di maggioranza del Porcellum lasciando in vita la parte rimanente della legge: cioè di fatto un sistema proporzionale e per giunta senza preferenze. Sarebbe la fine del sogno renziano di premiership, un vestito adatto solo a un sistema bipolare. Di contro, un esito del genere farebbe contenti i proporzionalisti storici del Pd, da Massimo D’Alema (storico sostenitore del sistema tedesco) ai convinti delle larghe intese. Non a caso, fanno notare fonti bene informate, Silvio Berlusconi avrebbe rispolverato Forza Italia: creatura politica più piccola, compatibile con un eventuale ritorno al proporzionale.

Certo, non è detto che vada così. Ma anche se non andasse così la materia resta complicata. Da non lasciar spazio a certezze. Su una cosa i costituzionalisti di varia estrazione politica sono d’accordo. E cioè il fatto che “non è semplice che la Consulta accetti il ricorso arrivato dalla Cassazione”, dice ad Huffpost il veltronian-renziano Stefano Ceccanti, membro della commissione dei saggi nominati dal governo. Perché “sarebbe come introdurre il ricorso diretto alla Corte Costituzionale”, concorda Andrea Giorgis, costituzionalista, appena eletto alla Camera col Pd, bersaniano alle scorse primarie. “Però se ammettesse il ricorso, la Consulta non potrebbe bocciare questa legge senza indicarne un’altra, in quanto non può esserci vuoto legislativo – continua Ceccanti – Dunque, potrebbe indicare il ripristino del Mattarellum”. Ma qui Giorgis dissente: “La reviviscenza della vecchia legge non è possibile, se non con un’altra legge che dovrebbe essere comunque approvata dal Parlamento. La Consulta lo ha stabilito in occasione del referendum”. E quindi? Giorgis crede alla possibilità che si verifichi la prospettiva prevista da Onida. “E’ possibile che la Consulta dichiari incostituzionale solo un pezzo del Calderolum, cioè il premio di maggioranza. Però bisognerebbe vedere se questa opzione è compatibile con l’attuale assegnazione dei seggi, in quanto la situazione andrebbe sanata a partire da questo Parlamento e non dalle prossime elezioni”. Oppure “la Consulta può limitarsi a lanciare un monito al Parlamento affinché intervenga per approvare una nuova legge”, aggiunge Giorgis.

Da qualsiasi punto di vista la si guardi, la materia appare spinosa. Nel Pdl cova la speranza che la Corte Costituzionale inviti il Parlamento a introdurre una soglia minima per ottenere il premio di maggioranza. Ad ogni modo, l’appuntamento con le scelte della Consulta è l’ennesimo ingrediente che complicherà l’autunno della legislatura, già infestato dalle sentenze giudiziarie di Berlusconi, le decisioni sull’Iva e anche quelle sull’Imu, qualora il governo non riuscisse a tener fede alla promessa di chiudere il capitolo tassa sulla casa entro l’estate. E’ proprio a queste ultime materie che il segretario del Pd Guglielmo Epifani si sta dedicando con particolare attenzione. In mattinata, prima della riunione della commissione per il congresso, ha ricevuto al Nazareno i leader di Cgil, Cisl e Uil, che – con la ritrovata unità – ormai si muovono come ‘falange’ unica. Un incontro per fare il punto sulle misure economiche dell’esecutivo, premere sul governo senza farlo cadere:l’equilibrio alla Epifani che più di qualcuno nel Pd auspica anche per la prossima segreteria.

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Pubblicato il 10 luglio 2013, in POLITICA LOCALE con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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