L’INTOLLERABILE SICUMERA DEGLI OLIGARCHI DEL PARTITO DEMOCRATICO RIUSCIRÀ A RENDERE INUTILE IL CONGRESSO?

tesseraPDdi David Arboit

Per chiarezza una premessa importante. Non mi piace il candidato Renzi, né come candidato segretario del PD né come candidato alla presidenza del Consiglio. Non mi piace il suo stile “leggero” e ipermediatico di fare politica e il suo essere un animale da palcoscenico. Non mi piacciono i fondamenti culturali liberali e liberisti del suo orientamento politico. Non mi piace il suo recente cambiamento di rotta, il suo eclettismo culturale, e politico, che per me ha solo il sapore dell’opportunismo e di un eccesso di libertà rispetto alle idee che è squisitamente tattico. Seguo invece con molto interesse l’avventura congressuale di Gianni Cuperlo; la grande sensibilità per la cultura e il suo essere schivo sono antropologicamente più vicini al mio modo d’essere; la sfida di una rifondazione culturale e di conseguenza organizzativa del partito che lui propone mi sembrano strategicamente fondamentali per dare un futuro al Partito Democratico.

Detto questo, Matteo Renzi ha però pienamente ragione quando afferma che nel PD c’è un gruppo di oligarchi che ostacola il rinnovamento del Partito e che quindi impedisce al PD di avere un futuro. Sbaglia Matteo nel personalizzare la questione (ma è il suo stile, è nella sua natura, è un suo grave errore tattico) sbaglia perché l’oligarchia del PD non ce l’ha con lui in particolare: ce l’hanno con chiunque sfugga al loro controllo al loro progetto potere.

Dopo il disastro e la vergogna dell’affare Marini-Prodi, dopo l’enorme quantità di discredito che questi signori feudali sono riusciti a gettare sul Partito Democratico dopo le elezioni politiche, l’oligarchia del PD, invece di andare a nascondersi, pretende di dettar legge sul prossimo Congresso. Il fatto è che a questi qui esercitare il potere gli piace. Gli piace essere intervistati, fare dichiarazioni che poi finiranno sui mass media, essere ricercati e venerati come potentissimi king maker. Sicumera, arroganza, protervia non sono state dismesse dopo il disastro post elettorale, e anzi.

Ecco allora che Dario Franceschini, indirettamente e tramite il quotidiano “Europa”, manda a dire a Metteo Renzi il suo punto di vista. È uno di quei consigli che in genere non si possono rifiutare: è meglio che tu non ti candidi e in cambio avrai la Presidenza del Consiglio «quando arriverà il momento giusto» scrivono su Europa, che è un po’ come dire “Solo quando lo dico io”. Il buon Matteo, che in questo momento devo dire mi risulta perfino simpatico risponde: «Quello che farò o non farò, sarà comunque senza chiedere permesso ai capicorrente».

Al “consiglio” di Farnceschini segue il perentorio diktat del gran visir degli oligarchi del PD, Massimo D’Alema. Fatico a comprendere come dopo l’affare Prodi questo anziano signore osi ancora aprire bocca; sarà che è innamorato del suo nome, sarà che ogni mattina davanti allo specchio si dice “sono il massimo”, e del resto come dargli torto. «Renzi ha detto tante volte che vuole essere la persona che si candida a guidare il centrosinistra alle prossime elezioni – ha sentenziato il “Massimo” del PD –. Aspetti le primarie per il leader del centrosinistra e ci consenta adesso di eleggere il segretario del partito». Di questa affermazione è notevole in particolare il «ci consenta»; mi chiedo se è da interpretare come un “noi” Massimo D’Alema (plurale maiestatico) o come un noi Massimo D’Alema, Dario Franceschini, Rosi Bindi, Pierluigi Bersani (oligarchia del PD).

Ma questi signori feudali ce lo hanno veramente il potere? Forse sì. A ciascuno di loro fa capo una catena di lealtà vassallatiche che a volte può essere abbastanza estesa. Lo stuolo dei clienti, uomini e donne leccaculo servili, gli garantisce effettivamente un certo potere. Obiettivo di queste clientele è la scalata al potere, mentre le idee contano assai poco e vengono di solito calibrate, adattate, contorte in funzione dell’obiettivo (di potere personale) che si vuole raggiungere.

L’intollerabile sicumera degli oligarchi del partito democratico riuscirà a rendere il congresso un rito inutile, se non dannoso? Dipende. Dipende da quante persone saranno disponibili a seguire la strada della servitù feudale, da quanti servi ci sono nel PD. Il dibattito sarà un confronto aperto e sincero sulle idee o sarà determinato da una retorica funzionale soltanto ai posizionamenti tattici suggeriti dalle cordate? Dipende, dipende soprattutto dalla vivacità dei circoli.

Le oligarchie oggi sono veri nemici del popolo. Le oligarchie finanziarie, le oligarchie delle grandi imprese multinazionali, le oligarchie politiche nazionali e internazionali, e la mentalità massonica di cui sono intrise, sono il vero nemico della democrazia. Sono “l’assolutismo illuminato” del XXI secolo. Per questi illuminati la democrazia è solo apparenza, è il teatrino che fa credere al popolo di essere sovrano, che fa credere al popolo di avere la possibilità di decidere, quando invece le decisioni vengono prese altrove.

Da quanto precede si deduce necessariamente una scelta pratica importante e urgente. Con quale metodo eleggere il Segretario del PD? Hanno una parte di ragione quelli che dicono che tocca agli iscritti decidere, mentre è più logico che il candidato Presidente del Consiglio del Centrosinistra sia eletto con primarie aperte a tutti. Vista però la feudalizzazione che affligge il PD, è invece forse più ragionevole che si continui con il metodo delle primarie aperte già utilizzato per i due precedenti congressi. Tutto sommato ha dato buona prova con l’elezione di Veltroni e di Bersani. Il metodo delle primarie aperte consegnerà al neosegretario una autorevolezza assai maggiore, sia nel Partito sia nel Paese, di quella che avrebbe se fosse eletto da alcune centinaia di migliaia di tesserati.

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Pubblicato il 3 luglio 2013 su POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 6 commenti.

  1. Apprezzo la penna di Arboit su questi temi.
    Attendiamo una rivoluzione dentro di noi, che ci conduca ai Democratici di Obama.
    E la scelta per la nazione Italia
    sia sui valori, non sugli uomini.
    Lavorate sullo staff,
    a noi cittadini servono soluzioni, interventi.
    A noi serve gente umile,
    arrivisti e viziosi non ce li possiamo permettere.

    Io ascolto Radio 24, Renzi non ha pubblico lì.
    Troverà magari molti “fighetta” da altra parte.
    Il mio modello di demiurgo politico è il pensatore Jeremy Rifkin.

    Poche idee, semplici, “verso la decentralizzazione energetica e i sistemi di intelligenza artificiale”
    – energie rinnovabili
    – centrali energetiche diffuse sul territorio
    – idrogeno per immagazzinare la forza propulsiva
    – reti intelligenti
    – trasporto basato su veicoli ricaricabili.

    Decentrare l’Information Technology è costato un 30anni,
    ma il modello di Rifkin prevede già la finanza sulle quote energetiche condivise.

    Quindi Generazione e Utilizzo di
    Energia Diffusa e Rinnovabile.

    Via gli schiavi – 1A rivoluz. industriale
    ridotto il lavoro agricolo – 2A rivoluzione
    ci aspettano
    gli algoritmi, i big data e l’intelligenza artificiale,
    e tanta ricreazione, cultura e sport.

    Quanto più sarai autosufficiente,
    cioè saprai crearti le soluzioni, i brevetti, le logiche, le prassi, le letture,
    e trasmetterle agli altri,
    sarai “rete”, diventerai “piccola centrale”.
    I politici a raccoglier le olive, sui colli di Pomezia !
    Poi, quando siam di comodo, passiamo a prendere il raccolto !!

  2. Stefano Parmesani

    Bella penna si, lucida e chiara. Dunque, mettendo un pò d’ordine anche tenendo conto degli accadimenti delle ultime ore:

    – Primarie aperte per consegnare al neosegretario maggiore autorevolezza nel partito e nel Paese? SI

    – “L’intollerabile sicumera degli oligarchi del partito democratico riuscirà a rendere il congresso un rito inutile, se non dannoso?” Per quale motivo la nomenklatura del PD si riunisce per FARE IL PD e nega: “Non ci siamo riuniti contro di lui”, “Nessuna santa alleanza“, “Non è un incontro anti-Renzi“?

    – Il sindaco di Firenze non si presenta alla riunione dei big del Partito democratico. D’Alema: “Gioca a fare la vittima, sta sbagliando”. La replica: “Non devo chiedere permessi a lui per candidarmi”. Ma come dar torto a Renzi?

    – Sempre a proposito dell’intollerabile sicumera…. Stefano Fassina al Manifesto: ”Io lavoro a costruire una proposta per un Pd adeguato ai problemi radicali che abbiamo di fronte oggi. Tutti dovremmo fare così, anche chi usa il vittimismo come marketing congressuale”. La stoccata di Fassina ai danni di Renzi continua: ”scriva sul suo blog le regole che vorrebbe e la data del congresso. Noi ubbidiamo.” Ma come?? Renzi chiede di conoscere solo la data del Congresso. Qualcuno conosce questa benedetta data del Congresso?

    – Renzi lancia un messaggio molto chiaro al Pd: “La sfida più grande sarebbe certamente la posizione di premier e per questo diventa importante il partito. Chi vince le primarie aperte dovrebbe essere il candidato a guidare il governo. Certo, non vorrei diventare capo del Pd per cambiare il partito, ma per cambiare l’Italia”. Nessuna trama, nessun doppiogiochismo. Parole chiare. Trasparente e leale. Mi sembra.

    – Cuperlo avverte: “La segreteria non può essere il trampolino verso altri incarichi. Renzi ha detto che non vuole cambiare il Pd, ma l’Italia. Il mio obiettivo è cambiare il Pd per cambiare l’Italia”. Poco diretto, un giro di parole, nemmeno sue. Peccato. Ho sempre apprezzato Giovanni Cuperlo e lo considero un ottimo candidato alla segreteria PD. Meglio di Fassina. Spero che non si trovino a fare il ticket… è già nell’aria.

    Insomma, il PD nasce nel 2007 per mescolarsi, condividere, confrontarsi. Pare invece di assistere a una lotta della primissima repubblica. Ex PCI contro ex DC.

    Apriamo il PD, apriamo le finestre. Senza paura. Dai…
    #openPd

  3. Flavio T, di Jeremy Rifkin ho letto “Il sogno europeo”. Un testo interessante perché proponeva prospettive di sviluppo auspicabili per l’Europa, anche se in alcuni casi poco realistiche. È passato molto tempo da allora (il testo è uscito nel 2004) e non ho più letto niente di Rifkin perché mi pareva che rimanesse a livello di utopia sociale e trascurasse che il motore dello sviluppo della realtà politica e sociale ha una dinamica alimentata dalla lotta per il potere.
    Per esempio il rapporto tra sviluppo tecnologico ed evoluzione del lavoro e della società non è lineare e necessariamente progressivo o progressista; può essere “giocato” in modo regressivo: c’è il fattore “politico-economico” del cosiddetto “uso capitalistico delle macchine”. Tenendo d’occhio questo fattore emergere come sistema economico e potere (politico-sociale) siano inscindibilmente intrecciati. L’uso capitalistico delle macchine è quel tipo di intervento economico per cui l’introduzione delle novità tecnologiche da parte del capitale viene giocata contro il lavoro, cioè per indebolire la forza contrattuale del lavoro. I fatti lo dimostrano. L’evoluzione tecnologica degli ultimi trent’anni ha prodotto: un aumento straordinario della produttività e nello stesso tempo della disoccupazione e quindi dell’esercito di riserva, una diminuzione dei salari, un aumento dei profitti.
    Si poteva fare altrimenti? Sì: ridurre l’orario di lavoro a parità di salario in modo da mantenere stabile la domanda aggregata e quindi in modo da garantire al mercato e alle aziende ulteriori possibilità di crescita. Ma così non è stato fatto: hanno segato il ramo su cui erano seduti. Come mai? Perché tra le pieghe dell’economia, della oggettiva scienza economica, si nasconde il fattore soggettivo del conflitto, cioè della lotta per il potere e cioè per definire i criteri di impiego del capitale e quindi le linee fondamentali dello sviluppo economico e delle gerarchie sociali. È questa lotta il motore dello sviluppo economico e sociale. È la lotta di classe e si tratta: 1) di non negarne per idiozia o per malafede l’esistenza, spargendo sciocchezze ideologiche del tipo “siamo tutti sulla stessa barca”, oppure cercando di distruggere il diritto del lavoro; 2) di fare sì che funzioni in modo costruttivo e non distruttivo, una opzione che dipende dalla intelligenza delle parti sociali e dalla capacità dello Stato di regolare con correttezza il conflitto.

  4. Mentre gli “intellettuali di sinistra” se la cantano e se la suonano molto lungamente dietro una tastiera……fuori il Popolo chiede lavoro subito ed ha fame…..!!

    Prima o poi verranno a prendervi…..!! Moooolto prima che poi……

    Inutile cambiare sembianze alla Franceschini che si è tolto definitivamente gli occhiali e si è fatto crescere la barba per sembrare un’altro dopo la vicenda Lusi………..

    Saranno i Vostri i primi a riconoscervi come traditori……ed a venirvi a cercare…..!!!

    Insieme a Silvio…….siete insieme a Silvio……!!

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