INTERVISTA A MATTEO ORFINI: «RENZI? È DIVENTATO DI SINISTRA COME NOI»

Matteo Renzi

Matteo Renzi

David Allegranti

Corriere della Sera, 29 giugno 2013

«Ho la fortuna di avere Yoram Gutgeld come compagno di banco, quindi abbiamo discusso spesso di queste cose. Ritengo la bozza in larga parte condivisibile: è una svolta notevole, un cambio di direzione radicale rispetto alle cose dette da Renzi. La notizia è che secondo il Renzi di oggi avevamo ragione noi allora e torto lui. Finalmente ha abbandonato l’impianto economico della destra americana, in Italia impersonato da Zingales».

Matteo Orfini, deputato del Pd, Renzi è diventato di sinistra? «Si è spostato su posizioni tipiche della sinistra europea. Il suo è un piano che, appunto, non demonizza il welfare, ma lo considera un valore da difendere. Pone il tema dell’uguaglianza in modo forte e, giustamente, legge la crisi che viviamo spiegandola attraverso la crisi di domanda aggregata. Questa più che una piattaforma, mi sembra lo strumento con cui Renzi può decidere di sostenere la candidatura di Gianni Cuperlo. Renzi dice adesso cose che noi sosteniamo da tempo. Quindi possiamo discutere insieme».

Ribalto la prospettiva: perché non sostenete voi Renzi? «Affidarsi ai neofiti di una linea può essere pericoloso… Eppoi Matteo stesso ha detto che quello di segretario non è il lavoro che può svolgere al meglio. Quindi può sostenere il nostro candidato, che è molto più adatto a fare il segretario del Pd. Al di là delle battute, trovo positivo che si contribuisca al dibattito nella sinistra europea su come mettere in discussione l’austerità lasciando alla destra le ricette della destra».

Che gliene pare della svolta renziana? «Penso che lui sia un dirigente del Pd di indubbia intelligenza. Ha capito che l’impianto economico su cui aveva impostato le primarie è stato una delle ragioni della sua sconfitta. Non ha perso le primarie per colpa di Stumpo ma per colpa dell’impianto economico, vecchio, che non reggeva e non teneva conto del grandissimo disagio che vive il Paese per colpa della crisi. Matteo ha tratto insegnamento da quello che è successo».

La convince la proposta sulle case popolari? «In una fase di crescita avrebbe senso, ma in una fase di recessione non credo che sia lo strumento giusto. Lo dico avendo fatto tanta campagna elettorale nei quartieri delle case popolari a Roma. Si creerebbe peraltro il rischio di nuove rendite, visto che chi abita nelle case popolari non ha le risorse per acquistarle. Le comprerebbe quindi chi quelle risorse ce le ha».

Riorganizzare la spesa pubblica. Si dice spesso, ma come? «Tutto sta nel capire di che cosa parliamo. Se per spesa pubblica intendiamo investimenti, io sono per aumentarla. Se invece intendiamo sprechi e clientelismi, bisogna tagliarla. Su questo siamo d’accordo, mentre sul tagliarla in assoluto sono contrario; so però che questa non è la posizione di Gutgeld».

Che ne pensa del decreto del governo, ‘‘Fare’’? Qualcuno ha ironizzato dicendo ‘‘Fare finta’’… «Nelle misure che Letta sta elaborando, c’è il tentativo di dare risposte immediate alla crisi che sta vivendo il Paese. L’importante è che il governo non blindi il decreto in Parlamento ma consenta di fare le modifiche necessarie. E questo riguarda anche il decreto lavoro appena varato. Quanto al Pd, si deve svegliare, non giocare di rimessa ma agire per inserire in questi decreti elementi di concretezza». Insomma non deve farsi dettare la linea da altri. «Né dal governo, che deve mantenere gli equilibri, né dal Pdl. Dobbiamo fare le cose che riteniamo giuste senza il timore di produrre danni al governo; dobbiamo dargli la forza di essere più coraggioso. E se si lamenta Brunetta, ce ne faremo una ragione».

Annunci

Pubblicato il 1 luglio 2013, in POLITICA NAZIONALE con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Sicuri che la crisi attuale sia una crisi di domanda aggregata e non piuttosto una crisi da eccesso di offerta che in un’economia globalizzata colpisce prevalentemente le imprese meno efficienti dell’Occidente? E in particolare quelle dei paesi meno efficienti dell’Occidente. Dopo la flessione del 2009 il PIL mondiale ha ripreso a crescere e nel 2012, seppur in calo, si è assestato a un +3,2% e la stima per il 2013 è di un + 3,5%! Come si fa a parlare di crisi di domanda aggregata? Al massimo c’è crisi di competitività che non si supera drogando i consumi, specie a debito!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: