MATTEO RENZI: «M5S, ORA LAVORIAMO INSIEME. IL GOVERNO NON TIRI A CAMPARE»

Matteo Renzi

fonte: Il Messaggero

di Barbara Jerkov

Grillo attacca, il centrosinistra esulta, il centrodestra rilancia. Queste elezioni le hanno vinto davvero le larghe intese, sindaco?
«Prima di parlare di chi ha vinto o chi ha perso», premette Matteo Renzi, «dobbiamo parlare dell’astensione, che per le sue dimensioni ci deve preoccupare tutti, e molto. Quelli che il 25 febbraio avevano votato contro il sistema, stavolta a votare nemmeno ci sono andati. E’ un avvertimento allarmante per tutti, sinistra e destra».

Sta dicendo che è inutile cantare vittoria perché in realtà hanno perso tutti?
«No no, il centrosinistra ha oggettivamente vinto e arrivo a dire che è andata molto bene. Però dal punto di vista del risultato è una squadra che vince 1-0 giocando con il catenaccio, per dire, e lo ripeto con forza, che conta anche il bel gioco. Il centrosinistra ha vinto anche perché ha mediamente una classe dirigente sul territorio più riconoscibile. E questo ci deve essere da insegnamento anche per la riforma elettorale. Se la faccia ce la mettono Berlusconi o Grillo, le cose vanno in un certo modo. Se poi ce la mette il candidato del posto secondo me vanno meglio».

Sta dicendo che si dovrebbe tornare alle preferenze?
«Sto parlando di un sistema elettorale che deve essere quello dei sindaci e quindi, aggiungo, si deve accompagnare a un sistema istituzionale che preveda il bipolarismo e il semipresidenzialismo alla francese. E’ bello e utile, ne sono convinto, quando gli elettori possono riconoscere il proprio leader e sceglierlo proprio come avviene oggi per i sindaci».

Ovvero il premier come il sindaco d’Italia?
«Questo è un tema assolutamente fondamentale. Ma se non si può arrivare a tanto, sia chiaro che il porcellinum di cui si sente parlare in queste ore sarebbe perfino peggio del porcellum. Allora almeno si torni al Mattarellum. Tanto più che in Parlamento i numeri per farlo, tra noi e i grillini, in teoria ci sono».

Tornando ai riflessi del voto sul governo, sindaco?
«La durata di Letta dipende dal governo, non dalle elezioni amministrative. Si parla di riforme?Bene. Hanno la forza e la capacità di farle e di risolvere i problemi reali del Paese, o tutto si ridurrà
nell’istituzione di un’ennesima commissione? Hanno la capacità di fare la riforma del fisco, la riforma della burocrazia, la riforma elettorale? Perché non vorrei che anche stavolta la montagna
partorisse il topolino. Intendiamoci, io sono ottimista. Certo però il rischio di una tecnica democristiana vecchio stile, per cui si annuncia una cosa e poi si rinvia, esiste sempre».

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Pubblicato il 29 maggio 2013, in POLITICA NAZIONALE con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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