INTERVISTA A MATTEO ORFINI: NON SERVE FLESSIBILITÀ MA MENO PRECARIETÀ

Di Giovanna Casadio, La Repubblica, 18 maggio 2013

«Capisco che Prodi sia amareggiato, ma deve restare e aiutarci a ricostruire il Pd. Ora con l’elezione di Epifani alla guida del partito è stata fermata la caduta». Matteo Orfini, leader dei cosiddetti “giovani turchi”, la sinistra democratica, lancia però l’allarme: «Stiamo attenti a non trasformare il congresso in una sfida all’Ok Corral». E boccia le proposte avanzate su Repubblica da Sergio Chiamparino, pronto a correre per la segreteria: la sua è una ricetta superata.

Orfini, già si moltiplicano i candidati in vista del congresso che sarà a novembre, tra sei mesi. Potreste appoggiare Chiamparino? «Intanto il congresso dovrebbe essere al più presto, non certo a novembre ma a settembre- ottobre. Devono essere previste primarie aperte».

Chiamparino non vi rappresenta? «Ho apprezzato il garbo con cui l’ex sindaco di Torino è sceso in campo. Ha detto di volere un congresso che serva a confrontarsi sulla politica e a riunire il Pd: bene, è l’atteggiamento giusto. Però penso cose diverse e noi sosterremo una candidatura diversa. Chiamparino sbaglia, la sua è una lettura errata della crisi, una ricetta superata: non serve più flessibilità, ma meno precarietà».

Quindi voi chi candidate? «Avremmo potuto candidare uno di noi, uno di quelli che hanno fatto battaglie sui temi della sinistra e del rinnovamento. Abbiamo fatto una scelta diversa, di sostenere cioè la candidatura di Gianni Cuperlo perché pensiamo che bisogna trovare un persona in grado di allargare il consenso e unire il Pd. Cuperlo ha questo profilo; parla sia al mondo dei nostri militanti, ma anche alla società civile rimettendo al centro la lotta alle disuguaglianze, l’idea di una società più aperta in cui corporazioni e oligarchie siano sconfitte».

Le diverse correnti del Pd stanno piazzando le loro bandierine? «No. Stanno emergendo dei profili importanti, Cuperlo appunto, Chiamparino… un confronto che non può che fare del bene al partito. E mentre facciamo questa discussione, ci vuole un rapporto costruttivo con il governo Letta».

Un segretario eletto dai circoli? «Sarei anche favorevole a un segretario eletto solo dagli iscritti ma in una situazione ordinaria, normale. Questo è un momento straordinario in cui va ricostruito il Pd, e per farlo bisogna coinvolgere una platea il più vasta possibile, quindi primarie aperte».

Fino a quando non farete chiarezza sui 101 “franchi tiratori” che hanno impallinato Prodi nella corsa al Colle, resterà una ferita? «Quella è stata la pagina più nera della storia del Pd, lo specchio di un partito diventato federazioni di correnti che ha scaricato le tensioni sul voto per il presidente della Repubblica. Non essere riusciti a costruire un partito vero, questa è la nostra sconfitta, da qui dobbiamo ripartire».

Farete asse con Renzi in nome del rinnovamento? «Il Pd è da costruire insieme, la presenza di Renzi in Assemblea chiude con le sciocchezze sulla scissione».

Ma lo votereste se si candidasse alla segreteria? «Questa è un’ipotesi che non c’è, l’ha detto Matteo stesso».

Lo appoggereste per la premiership? «Non parliamo di elezioni, c’è da sostenere il governo Letta».

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Pubblicato il 19 maggio 2013 su POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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