IL PD HA LA FORZA DI CAMBIARE E PER CAMBIARE L’ITALIA

Casati Morano Maiorano

Morano, Casati, Maiorano

[di Guido Morano] Dopo la disastrosa gestione di inizio legislatura e dopo la nascita del governo Letta Alfano, si sono succedute nei commenti di personalità autorevoli, ma anche in quelli dei semplici elettori del nostro partito, valutazioni che oscillavano tra il furente e il deluso, mentre sui giornali si apriva la celebrazione del funerale del progetto politico del PD. Anche noi nel Circolo di Buccinasco dopo l’affossamento di Prodi e di Rodotà abbiamo sentito l’urgenza e la necessità di ragionare cercando di andare oltre la rabbia e la delusione dei primi momenti.

Lo abbiamo fatto da subito con telefonate e mail tra di noi, poi durante la periodica riunione del circolo, tra gli iscritti, e infine domenica 12, con la presenza del neoparlamentare Ezio Casati e di Diana De Marchi, consigliera provinciale, in un incontro pubblico con i nostri elettori e simpatizzanti.

Personalmente, ma penso che l’opinione sia ampiamente condivisa, ritengo che l’incontro sia stato oltre che doveroso, positivo sia per il numero degli interventi, che per la loro qualità.

Ovviamente non sono mancate le critiche, anche spietate, al gruppo dirigente e ai parlamentari. In particolare sono state molto pesanti quelle rivolte agli anonimi che hanno affossato Prodi.

In tutti gli interventi, però, erano sempre presenti ragionamenti che esprimevano la necessità di guardare avanti tentando di rispondere in modo utile alle domande più urgenti. Lo sguardo rivolto verso la costruzione del futuro, verso le sorti e le scelte “dell’incredibile” governo Letta e verso il congresso che, questo è il parere di tutti, dovrà determinare una svolta netta col passato.

Per andare avanti occorre cambiare subito passo: dire basta con le cricche di potere che hanno infeudato il partito; dire basta con il continuo riferimento alle “origini” politiche di ognuno, basta con gli ex, sia comunisti sia democristiani. Deve finalmente consolidarsi e diventare egemone una nuova cultura e una nuova generazione di dirigenti nata col PD.

Nonostante i disastri delle ultime settimane non è scontato che accada questo cambiamento profondo. Anzi, le incognite sono ancora molte. Non è scontato che si affermi un modo nuovo di gestire il rapporto tra vertice e “base” del partito, non è scontato che si faccia chiarezza a proposito delle prerogative decisionali di iscritti e simpatizzanti, e a proposito delle modalità di scelta dei dirigenti e dei parlamentari.

In ogni caso è chiaro che siamo arrivati “all’ultima chiamata” non solo per il PD ma anche, è questa una delle maggiori preoccupazioni emerse dai nostri ragionamenti, per il Paese. La crisi del PD, è chiaro, è la crisi della democrazia italiana. Le macerie di un PD distrutto rischiano di coincidere con le macerie del sistema politico democratico italiano, e tra le macerie hanno vita facile demagoghi e avventurieri. Se la politica è debole, demagogica, carismatica, tutta chiacchiere, ragionamenti di pancia e propaganda, altri gestiscono il potere, in luoghi ben lontani dalla vista e dalle pericolose interferenze critiche della cittadinanza attiva, informata e razionale.

Per questo dobbiamo fare in modo che il percorso verso il congresso del nostro partito, che dovrà sancire la definitiva cesura col passato, sia il più aperto, coinvolgente e democratico possibile. Il recupero e la ridefinizione dell’anima di sinistra del progetto PD, spesso, troppo spesso, sacrificata alle presunte emergenze economiche, e a un moderatismo che ci ha resi insipidi, va in questo percorso ridefinita e consolidata.

Va indicata ai cittadini, ai lavoratori, con convinzione e forza, un’uscita dalla crisi che non comprometta definitivamente le conquiste economiche e sociali del secolo scorso.

Da quel congresso, presumibilmente a ottobre, partirà anche il percorso per la scelta del candidato premier. Sarà la via che ci condurrà alle elezioni e che, nell’auspicio più che nelle previsioni di tutti, chiuderà definitivamente l’esperienza dell’anomalo governo Letta-Alfano.

Anche noi del PD di Buccinasco siamo dentro a questo percorso, e contemporaneamente lavoriamo per sostenere il progetto amministrativo del Sindaco Maiorano e della sua maggioranza, e quindi con un dovere in più: la necessità di mantenere la barra dritta e andare avanti.

Nei prossimi mesi saremo impegnati a realizzare tra e con i cittadini il percorso che ci porterà al congresso “rifondativo” del PD, congresso che comincia da subito con il tesseramento per il 2013.

Molti erano già pronti, o per interesse politico o semplicemente per comprensibile scoramento, dopo tanti anni di sconfitte ed errori, coi ceri in mano, a celebrare il funerale del PD. L’assemblea di domenica 12 a Buccinasco, testimonia che sono ancora in molti a pensare che il momento del necrologio non è ancora arrivato, decisi, determinati, risoluti nell’impegnarsi per poter contare sempre di più nel partito e per rimettere il PD alla guida di chi vuole il cambiamento, un rinnovamento radicale dell’Italia.

Siamo certi che, come ha dimostrato il grosso successo delle primarie a Buccinasco nei mesi scorsi, saranno in molti a partecipare con noi, a darci una mano per non lasciare sola l’Italia.

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Pubblicato il 14 maggio 2013, in POLITICA LOCALE, POLITICA NAZIONALE con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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