IL SINDACO MAIORANO AD AFFARITALIANI: I COMUNI DEL SUD-OVEST SI UNISCANO

MaioranoDi Tommaso Cinquemani

http://www.affaritaliani.it, 7 maggio 2013

«In attesa della nascita della città metropolitana i comuni dell’hinterland dovrebbero gestire alcuni servizi in maniera comune per liberare risorse per la crescita”. Giambattista Maiorano, sindaco di Buccinasco, con una intervista ad Affaritaliani.it promuove il processo di integrazione tra i comuni del sud-ovest e lancia l’allarme bilancio: “Se non si interverrà su Imu e Tares ne risentiranno i servizi ai cittadini. Vorrei che si arrivasse ad una imposta unica sulla casa“. E sui tagli ai costi della politica: “I consiglieri prendono 12 euro a seduta, si tratta ormai di volontariato”.Poi interviene nella polemica scoppiata dopo la pubblicazione del libro di Dalla Chiesa sul crimine organizzato a Buccinasco, spesso soprannominata la ‘Platì del nord’: “La situazione è molto cambiata rispetto al passato. Ma dobbiamo essere vigili, la mafia può rialzare la testa”.

Il primo gennaio 2014 dovrebbe partire la città metropolitana. Lei ha scritto una lettera aperta ai sindaci dei comuni vicini chiedendo di anticipare questo appuntamento. Di che cosa si tratta? «Ormai non si può più ragionare in termini di singolo comune. Bisogna ricercare delle economie gestendo i servizi con i paesi vicini. Si potrebbe fare per la polizia locale, con una centrale operativa comune, che in questo modo potrebbe liberare risorse per pattugliare con maggiore efficienza il territorio. Ma si può anche fare con l’ufficio del personale oppure con la gestione del catasto. Questo sistema di integrazione libera delle risorse che poi possono essere destinate a dare servizi ai cittadini».

Soldi che poi in quali settori sarebbero investiti? «Ad esempio per ampliare il welfare dove è più carente, investendo negli asili nido. E anche per fare fronte alla drammatica assenza di lavoro».

Buccinasco ha adottato un Piano di governo del territorio (Pgt) ambizioso, che prevede l’istituzione di una zona pedonale e soprattutto il blocco delle volumetrie e di cementificazione degli spazi verdi, che punta invece al recupero dell’esistente. Perché questa scelta? «È la riconferma di una scelta che risale ai tempi del sindaco Carbonera. Il principio del non consumo di suolo è sacrosanto. Le urbanizzazioni di Trezzano, di Cesano o di Corsico hanno sostanzialmente invaso gli spazi liberi. Buccinasco invece ha ancora il 50% di spazi verdi. Vogliamo tutelare questa ricchezza, anche in un’ottica complessiva per valorizzare il Parco Sud».

Il Pgt è stato bloccato diverse volte durante le Giunte passate. E’ a rischio ricorsi? «Sono pervenute 48 osservazioni che valuteremo attentamente. Cercheremo di dare delle risposte, ma eventuali ricorsi, anche se dovessero essere accolti, fermerebbero parti circoscritte del Pgt, non l’intero progetto. Certo l’aver fissato una certa volumetria non ha aperto il cuore a tutti. Ovviamente l’operatore delle costruzioni vorrebbe volumetrie sempre maggiori, ma oggi non è possibile».

Letta ha congelato l’Imu e rinviato l’introduzione della Tares. Che cosa comporta questo per un piccolo comune come Buccinasco? «Ne risentiremo nel brevissimo. I comuni saranno costretti a rifarsi da altre parti se non viene fuori una soluzione che gli permetta di rimenare in equilibrio. D’altronde se mi mancano degli introiti le risorse devono essere reperite da altre parti. Soprattutto visto che il patto di stabilità non si può sforare. Mi aspetto che il governo non accetti ricatti di alcun genere. Il problema della rivisitazione dell’Imu c’è. Ma vorrei che si arrivasse ad una imposta unica che comprenda tutto ciò che riguarda la casa, compresa la Tares».

Oggi si parla molto dei tagli ai costi della politica. Il Comune non può risparmiare su questo fronte? «Questo è un tema che mi sta a cuore. La sfiducia degli italiani nella politica ha toccato ormai picchi elevatissimi. A farne le spese non sono stati però i politici che prendono migliaia di euro di stipendio e di rimborsi, ma i consiglieri comunali che ormai lavorano a livello di volontariato. Siamo arrivati al gettone di presenza che se va bene vale 12 euro netti a seduta. Non ci pagano neppure la benzina per venire alle riunioni. Qui si sta passando da un estremo all’altro, dallo spreco ad una totale assenza di remunerazione, che per una persona che lavora ai problemi della città è sacrosanta. Senza contare che molti consiglieri hanno fatto un’assicurazione, a spese proprie, per tutelarsi in caso di errore. In questo modo non solo si svilisce il lavoro delle perone, ma si aprono inquietanti spazi ad interessi esterni».

Lei è favorevole al finanziamento pubblico ai partiti? «Condivido la necessità di finanziare la politica, certo non in maniera così ingente come accade adesso. I partiti hanno un ruolo fondamentale. Il Pd deve ricominciare a pensare alla formazione della classe dirigente. Le scuole di formazione politica del Pci o della Dc erano fondamentali. Oggi non ci sono più e ne subiamo le conseguenze, non ci si può improvvisare politici e amministratori».

Quando si parla di Buccinasco spesso lo si fa in relazione all’infiltrazione mafiosa al Nord. In queste ultime settimane il Comune ha tenuto una serie di incontri su questo tema per sensibilizzare l’opinione pubblica. Buccinasco vive ancora l’emergenza della ‘ndrangheta oppure si porta dietro la ‘cattiva reputazione’ degli anni passati? «L’ho scritto in una lettera a Nando Dalla Chiesa (che ha scritto un libro sul tema, ndr): nessuno può cambiare le caratteristiche storiche di Buccinasco. Le dinamiche descritte nel libro sono vere e incontestabili. Ma questo è avvenuto in tutto il sud di Milano. I recenti processi hanno fatto enormi passi avanti assicurando molti esponenti delle mafie alla giustizia. Oggi non c’è la presenza mafiosa come una volta. Certo le famiglie restano, ma non ci si può basare solo sui cognomi delle persone per giudicarle».

I cittadini di Buccinasco sono sensibili a questo tema? «La voglia di riscatto c’è e la cittadinanza partecipa. Ci sono otto appartamenti sequestrati alla mafia che adesso hanno un fine sociale e culturale. Rispetto al fenomeno bisogna tenere alta la guardia. È sbagliato pensare che la belva non si possa più rialzare. Ora bisogna creare una immagine positiva di Buccinasco».

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Pubblicato il 7 maggio 2013, in POLITICA LOCALE con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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