ODOARDO FOCHERINI: LA PAZZIA DEL SACRIFICIO PER AMORE DELL’UOMO

OFocherinidi David Arboit

«Se tu avessi visto come ho visto io in questo carcere cosa fanno patire agli ebrei non rimpiangeresti se non di averne salvati in numero maggiore» dice Odoardo a suo cognato Bruno durante un colloquio nel carcere di Bologna. Medaglia d’oro al merito civile della Repubblica Italiana, iscritto all’Albo dei Giusti tra le Nazioni nello Yad Vashem per la sua opera a favore degli ebrei, Focherini muore a il 27 dicembre del 1944 a Hersbruck, appendice del famoso campo di concentramento di Flossenburg

Focherini nasce a Carpi, in provincia di Modena, nel 1907; è un cattolico fervente, membro dell’Azione Cattolica, e decisamente antifascista. Vive e opera nella sua città fianco a fianco con Don Zeno Saltini, il fondatore di Nomadelfia. Di professione fa l’assicuratore per la Cattolica Assicurazioni e amministra il quotidiano “L’Avvenire d’Italia”.

Nel 1930 sposa Maria Marchesi e insieme fanno sette figli: ultimo nato nel 1943.

Guardando all’ultima parte della sua vita viene da dire, in particolare a me che sono padre di tre figli: Odoardo ma chi te lo ha fatto fare?

Se fosse qui adesso gli parlerei così. «Odoardo che pazzia hai fatto, dimmi, ma chi te lo ha fatto fare! Non potevi startene buono con la tua famiglia, con la tua amata moglie e i sette figli? Non si può certo dire che tu fossi un menefreghista, un egoista, un uomo disimpegnato perché eri il Presidente dell’Azione Cattolica diocesane, e la tua dedizione pastorale era netta e profonda. Non ti bastava educare alla fede, educare all’umano le persone? Chi te lo ha fatto fare Odorado di organizzare a partire dal 1942, avendo una moglie incinta e sei figli sul groppone, una rete clandestina per l’espatrio degli ebrei? E quando ti hanno arrestato l’11 marzo del 1944, incarcerato, portato a Bolzano e poi a Flossenburg che cosa ti è passato per la testa? Sei mai stato percorso da un pensiero del tipo “che disgraziato che sono, va a finire che lascio una giovane moglie vedova con sette figli da mantenere”? Odoardo quanta sofferenza e fatiche hai inferto a tua moglie e ai tuoi figli con la tua morte e dopo la tua morte! È a questo che hai certamente pensato quando hai detto a Bruno  “Se tu avessi visto come ho visto io in questo carcere cosa fanno patire agli ebrei non rimpiangeresti se non di averne salvati in numero maggiore”».

Il 15 giugno 2013 a Carpi si svolgerà la cerimonia di beatificazione di Odoardo, un uomo che ha salvato dalla morte più di cento ebrei.

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Pubblicato il 25 aprile 2013 su POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Grazie Maria. Mi sono imbattuto per caso nella storia di tuo nonno e mi ha profondamente colpito il suo gesto che mi piace definire esagerato. In un mondo umanamente devastato dal calcolo e dalla difesa accanita del proprio utile e interesse (narcisistico, personale, familiare o corporativo), un mondo che ci vede perciò chiusi, trincerati, in difesa ciascuno del proprio perimetro di vita, Odoardo è l’esempio di una dedizione all’umanità esagerata: dal latino ex ager, oltre il proprio territorio, campo, confine, perimetro, comunità. In nome di un bene comune, peraltro piuttosto evidente in quel tempo anche se forse pochi hanno avuto il coraggio di difenderlo, Odoardo salta di slancio sia l’ager della sua famiglia, sia l’ager della sua comunità cristiana per proiettarsi verso un impegno che (ne era certamente ben cosciente) poteva avere per lui e per tutta la sua famiglia un prezzo altissimo. Oggi l’asticella della sfida è molto ma molto meno alta ma la tentazione del “mi faccio gli affari miei” è ancora più forte e seducente, e non di rado chi vive un impegno politico o sociale serio e onesto si sente dire “ma tu sei matto, ma chi telo fa fare, ma che cosa ci guadagni dai sacrifici che stai facendo”.
    Che cosa ci si guadagna? Ci si augura che incarnando, per quanto ci è umanamente possibile e con tutti i nostri limiti, la possibilità di una vita più bella e più giusta (o magari nel fallimento personale anche solo un indomabile desiderio di verità, giustizia e bellezza) sia possibile un futuro migliore per i nostri figli e per tutti.

  2. Sono Maria, nipote di Odoardo
    Sono figlia dell’ultima figlia di Odoardo, la settima, quella che era troppo piccola per ricordarlo…
    E’ vero Odoardo ha lasciato un grande vuoto, un vuoto incolmabile come lascia dietro di sè un grande amore.
    Sicuramente si è chiesto se ha fatto bene e la risposta è sempre stata positiva.
    Ce lo ha insegnato sua moglie, nonna mia e di altri 14 nipoti, che ci ha sempre parlato del nonno come qualcuno che mancava moltissimo, ma mai con rabbia e disperazione.
    Avevano condiviso un cammino di fede reale, vissuta nel concreto e sapevano che la via del cristiano deve portare alla santità e può portare al martirio.
    Ora che sono mamma mi pongo anche io le sue domande, ma credo che solo nella fede si possa capire appieno la bellezza delle scelte di Odoardo e Maria che hanno tanto amato i loro figli, tanto quanto i figli degli altri (perseguitati) e hanno voluto insegnare ai loro figli nel modo più efficace e duraturo: l’esempio.
    Per maggiori info: http://www.odoardofocherini.it; info@odoardofocherini.it

    Infine sono lieta di invitarla alla beatificazione e con lei la sua comunità.
    Cordiali saluti
    Maria P.

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