D’ALEMA: NESSUNA REGIA CONTRO PRODI 
«CANDIDATO IN MODO FRANCAMENTE ASSURDO»

Corriere della Sera, 22 aprile 2013

Nessuna regia dalemiana dietro l’affossamento di Romano Prodi nelle elezioni per il Colle, semmai quella «di chi lo ha candidato in modo francamente assurdo». Lo dice Massimo D’Alema in un’intervista rilasciata a «Piazzapulita», il programma in onda lunedì sera alle 21.10 su La7. «Qualcuno dice che dietro l’operazione Prodi, il naufragio, ci sia comunque la sua regia» ragiona il giornalista: «Ma è una vergogna, una vergogna autentica – risponde D’Alema – chi dice questo è un calunniatore, io lo denuncerò».

«SI CERCANO CAPRI ESPIATORI» – «Quale regia, di che cosa? Non ho potuto impedire che quindici persone mi votassero. Dietro la sconfitta di Prodi c’è la regia di chi lo ha candidato in un modo francamente assurdo, perché non si può tirare fuori in questo modo la candidatura di Prodi senza una preparazione, senza un’alleanza. Si cercano capri espiatori, per errori politici che sono stati compiuti, in persone che non c’entrano nulla. Io, come vede, vado a spasso con il cane, non organizzo complotti, non faccio parte di nessun organismo», aggiunge l’ex segretario. «Scissione nel Pd? Non credo – dica ancora D’Alema – ma non ne ho idea, guardi, io non faccio parte né dei parlamentari del Pd né degli organismi dirigenti del Pd, non vedo perché lei si rivolga a me».

GALLI: «SU PRODI NON UNANIMITA’» – Intanto da Bologna arrivano le rivelazioni del parlamentare pd Carlo Galli: non ci fu unanimità nell’assemblea del Pd che scelse Romano Prodi a candidato presidente della Repubblica. «Una considerevole fazione dei presenti – ha raccontato il parlamentare a Radio Città del Capo di Bologna – ha detto con il suo atteggiamento muto che si chiamava letteralmente fuori da quella votazione, che non entrava neanche nel merito». Solo il 75-80%, secondo Galli infatti, avrebbe alzato la mano in favore dell’ex premier, gli stessi che poco prima avevano salutato con un applauso l’annuncio della candidatura, fatto dal segretario Bersani: «Una parte è rimasta ben seduta e si è ben guardata dal battere le mani». A quel punto, ha proseguito Galli, «era chiaro a tutti che Prodi avrebbe avuto dei problemi e io penso che la questione politica sia capire perché e non gridare al tradimento». Alla domanda su chi sia stato a non applaudire e a non votare Prodi in assemblea, Galli ha indicato «dalemiani» ed ex popolari: «Sono nuovo e non conosco tutti i parlamentari, ma me lo sono fatto spiegare dai miei vicini».

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