QUELLI DI SINISTRA CHE ODIANO LA SINISTRA

giuseppe-civatidi Pippo Civati

http://www.ciwati.it/

Michele Serra lo scrive oggi su Repubblica.

«Nella sinistra parecchie persone odiano la sinistra. Nel senso che la combattono e la temono. Nel senso che ogni vero cambiamento degli assetti di potere, degli equilibri sociali, della distribuzione del reddito, metterebbe a rischio il loro potere, le loro aspirazioni, i loro interessi. Purtroppo questo pezzo della sinistra è un pezzo del Pd.»

Avremmo potuto partire da Prodi e Rodotà e invece siamo partiti da Marini o Amato o qualcun altro che parlasse a Berlusconi.

E non ci siamo fermati quando abbiamo capito che su Marini non avremmo retto. No, abbiamo deciso di andare in aula così.

Non abbiamo considerato la candidatura di Rodotà perché quelli-di-sinistra-che-odiano-la-sinistra non la volevano. Non perché ci fossero altri motivi, né altre questioni.

Del resto, nel 1992 ci fu il duello tra Napolitano e Rodotà sulla presidenza della Camera, che assomiglia moltissimo alla partita attuale.

Quelli-di-sinistra-che-odiano-la-sinistra allora come oggi non se lo potevano permettere, evidentemente.

E non si potevano permettere Romano Prodi, nonostante fosse il più titolato tra i candidati e quello che avrebbe potuto evitare che il centrosinistra si dividesse.

Ora potremmo avere un presidente come lui e un premier come Fabrizio Barca e invece avremo Monti all’economia e magari Alfano a fare il vicepremier.

Perdendo Sel, per altro, il Pd sarà azionista di minoranza del nuovo governissimo (il Pdl avrà più peso elettorale, anche se sembra non averlo notato nessuno) e così il rovesciamento sarà completo.

A chi mi chiede come vorrei che fosse il Pd, rispondo così.

Che vorrei che quelli-di-sinistra-che-odiano-la-sinistra si levassero di torno, una volta per tutte. Che non è una rottamazione, ma una rivoluzione.

Che non lo vorrei spacchettato in due o tre pezzi, ma che lo terrei unito, su basi diverse, persone diverse, parole diverse.

Che chiederei a tutti quelli che se ne stanno andando di rientrare di corsa, perché possono diventare protagonisti della nuova stagione almeno quanto ora lo sono quelli-di-sinistra-che-odiano-la-sinistra.

Che non accadrà mai più che chi ha perso le elezioni rimanga a dettare legge dopo le elezioni, dicendo di voler salvare il Paese ma in realtà salvando solo se stesso.

Perché il 24 e 25 febbraio, le elezioni le hanno perse i partiti maggiori per colpa delle loro incertezze, le ha perse l’«operazione Monti» e tutti quelli che vi avevano partecipato, le hanno perse quelli-di-sinistra-che-odiano-la-sinistra, perché il M5S è nato per colpa loro.

E adesso quelli-di-sinistra-che-odiano-la-sinistra sono i più sollevati (qualcuno non riesce a celare un vero e proprio entusiasmo). Molti altri, invece, sono fuori dalla grazia di dio. O, semplicemente, fuori dal Pd.

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Pubblicato il 21 aprile 2013, in POLITICA NAZIONALE con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Caro Pippo, trovo che in questi giorni drammatici tu sia stato uno tra i più lucidi commentatori nel nostro partito. Mi è parso di sentirti dire che avresti partecipato alle primarie per la segreteria del Partito.
Io sono con te. Apriamo subito un laboratorio, cominciamo a costruire un percorso. Al lavoro.
Ci sarà un Congresso e il congresso dovrà discutere le mozioni. Ci sarà qualcuno che avrà il coraggio e la determinazione di chiedere che sia immediatamente tolta la fiducia al governissimo che allora (supponiamo ottobre 2013) sarà in carica? Legge elettorale e poi al voto.
    Tatticismi non saranno più possibili semplicemente perché inutili: la prospettiva di una sinistra al governo del paese dopo il disastro di questi giorni è da rimandare come minimo alla prossima legislatura.
Quindi mettiamoci in marcia per conquistare il nostro partito. Adesso.

  2. Caro Pippo concordo e mi associo a David Arboit mio amico che conosco molto bene!!!In un momento di grande difficoltà,oggi mi sono iscritto nel Pd,perché ho trovato ignobile il comportamento di 101 parlamentari,franchi tiratori,ovvero la carica dei 101 fuori dagli schemi,a tal punto che rimpiango il centralismo democratico. Berliinguer li avrebbe radiati prendendoli con la classica spinta di Diomede, per la mancata onestà intellettuale e trasprenza;hanno messo alla berlina Bersani dopo gli sforzi fatti per ricucire il partito,esseri mediocri privi di dignità,che hanno fatto volutamente il gioco di Berlusconi.A questo punto, credo che sia più importante dare al partito la sua dignità coerente, di essere presente sul territorio con ogni sforzo possibile,per ricostruire lo strappo con i nostri elettori,portando idee di trasparenza dentro ai valori della sinistra,con lo scopo di farne una sola casa di più anime culturali vere e più leali,aperta agli operai e a tutte quelle categorie che attualmente si trovano in gravissime difficoltà economiche,parlare agli ultimi,per ripartire e ricostruire un cambiamento reale.Pertanto vedo l’iscrizione al partito di Fabrizio Barca, come valore aggiunto,con chiare idee di sinistra,per costruire quell’anima, che da tanto tempo viene meno in seno al partito,per i troppi personalismi e narcisismi, di individui che fanno politica per opportunismo e non per passione,mirando al bene esclusivo,anziché a quello comune che appartiene a tutti.Oggi ho fatto la prima riunione nella sezione del giambellino di Milano,un tempo quartiere rosso del PCI,ho iniziato a parlare del suo progetto,(uno dei motivi per cui mi sono iscritto)trovando dello scetticismo, con compagni a disagio per gli ultimi avvenimenti,però qualche compagna l’ho trovata interessata al suo manifesto e mi invitava a stamparlo per diffonderlo. Io l’ho letto e man mano, che incontro amici e compagni ne parlerò già.Martedì sera abbiamo una riunione della direzione provinciale aperta agli iscritti alla camera del lavoro,ci vado e spero di parlare:-)al limite cerco di capire gli umori.Se vieni a Milano,vorrei conoscerti,sarò alla manifestazione del 25 aprile e ho deciso di sostenerti senza se e senza ma. Un abbraccio,Aurelio. P.S.Mi preoccupano tanto le lotte fratricide in seno al partito tra orazi e curiazi e se dovesse spuntarla Renzi;con te e chi come noi, si può fare un serio discorso di sinistra,con lo scopo di farne un partito coeso.Un caro saluto,Aurelio.

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