ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: CHE FARE?

di David Arboit

Il Pd è nel caos. Personalismi, vecchi rancori, risentimenti, vendette meschine di uomini assetati di potere e accecati dal potere hanno portato il partito sull’orlo di un baratro. Mancano pochi centimetri, dicono gli ottimisti, ci siamo già dentro e precipitiamo dicono i pessimisti. Vedremo.

Scrollato di dosso l’umor nero, se si guarda all’Italia si nota che il Paese ha bisogno subito di un Presidente della Repubblica.

Dice “ma come si può fare un accordo con un nemico come Grillo che ha fatto di tutto distruggere il PD”. È vero, d’accordo, ma l’altro, il signor B, chi è, un amico? Le leggi dell’arte militare dicono se non puoi battere il tuo nemico devi venire a patti con lui. Così ha tentato di fare fin qui Bersani, e i termini del problema rimangono identicamente sul tavolo, ma con un partito a pezzi.

Vale la pena ripercorre le fasi di questo calvario.

Fase 1 – Obbedendo a una base che non avrebbe in nessun caso accettato un accordo con il Pdl Bersani tenta un accordo con Grillo. Grande pazienza, insulti sopportati ecc. Su questa strada si trattava solo di perseverare perché era l’unica che poteva garantire all’Italia un vero cambiamento.

Fase 2 – 30 marzo, intervista di Dario Franceschini a Lucia Annunziata: i cacicchi del PD aprono la fronda contro la via scelta da Bersani e propongono la trattativa con il Pdl. Bersani allora apre al Pdl, va avanti a trattare sui nomi mentre il popolo del PD è in rivolta e bombarda il quartier generale con uno tsunami di NO. La forza della proposta della trattativa con il Pdl comunque la si vede alla fine del percorso nel voto della assemblea dei parlamentari: 222 sono a favore dell’accordo con Berlusconi, quasi la metà del partito.  Si capisce che Bersani non poteva ignorare questa forza.

Marini viene sonoramente bocciato, ma era necessario fare capire cacicchi del PD, notoriamente autoreferenziali e duri d’orecchio, che l’operazione in fin dei conti non era praticabile.

Fase 3 – Nuova inversione di rotta. Bersani obbedendo a una base nauseata dall’ipotesi dell’accordo con il Pdl propone un nome che è orientato all’accordo con l’altro nemico: Grillo. È Prodi, un uomo che tra l’altro ha un profilo che perfettamente si adatta al ruolo di Presidente della Repubblica in particolare per l’enorme stima di cui gode a livello internazionale. I cacicchi del PD però sono in agguato, sono pronti alla vendetta e colpiscono di nuovo. Il loro unico orientamento morale è: o IO o il nulla. E il nulla sia.

Fase 4 – Ora, oggi, siamo alla fase successiva. Siamo comunque ritornati da capo e abbiamo di fronte lo stesso identico problema. Restano in campo due candidati che rappresentano esattamente lo stesso dilemma, lo stesso bivio che ci siamo trovati davanti il 26 febbraio: di qua Berlusconi, di là Grillo.

E restano anche in campo gli stessi due gruppi di pressione: di qua i cacicchi del PD che voglio l’accordo con il Pdl e con Monti (Cancellieri), di là il popolo del PD che vuole l’accordo con m5s (Rodotà).

Inutile signori parlamentari del PD cercare di evadere il problema, provare ad aggirare l’ostacolo con affermazioni del tipo “il problema è un altro” oppure “ci vuole uno scatto di fantasia”, in campo c’è solo e soltanto un aut aut. Il PD a questo punto ha perduto completamente la sua autorevolezza e non è più in grado di proporre alcunché, voi non siete più credibili.

Da che parte state? Con noi o con i cacicchi del PD?

P.S. Parlamentari del PD non ammorbateci con inutili e prolissi giri di parole per tentare di aggirare la scelta a cui siete volenti o nolenti inchiodati, per tentare di nascondere la responsabilità che vi tocca. Siete con le spalle al muro.

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Pubblicato il 20 aprile 2013 su POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Che fare ?
    Proponete Fassino come Presidente della Repubblica delle banane……….!!
    Lo volete capire o no che il nuovo è il Movimento 5 Stelle ed è un miracolo se riuscite ad eleggere con loro un Presidente di sinistra come Rodotà…..!!
    Se Bersani capiva qualcosa di politica subito dopo il voto andava da Napolitano e gli diceva queste precise parole : dai l’incarico al Movimento 5 Stelle di fare il nuovo Governo…..che io ho vinto ma è come se avessi perso…. e vediamo cosa combina il Movimento 5 Stelle.
    Subito dopo dava le dimissioni e via…..aria nuova con Matteo Renzi.

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