CONTINUA LA STRATEGIA DI INDEBOLIMENTO DELLA POLITICA

di David Arboit

Ne ha parlato più  volte in campagna elettorale Pierluigi Bersani affermando che ci sono poteri forti che hanno come obiettivo evitare la nascita di una proposta politica credibile, efficace e utile, per il governo del paese, e questo significa prima di tutto impedire al Partito Democratico, la forza più competente, responsabile e seria, di governare. Questo perché sanno bene i poteri forti che un governo a guida PD andrebbe certamente a incidere in qualche modo sui loro interessi e sui loro privilegi.

Per i poteri forti i risultati utili erano due: un governo Monti, dopo una notevole affermazione elettorale del centro, con Pd ruota di scorta; l’ingovernabilità, con un paese diviso in tre forze politiche più o meno equivalenti e inconciliabili. Ingovernabilità o tecnocrazia, e cioè o governiamo noi con i nostri tecnici, o nessun governo. E nel momento in cui è diventato chiaro che Monti era incapace di vincere, memorabile l’articolo uscito sul Financial Times che scaricava il professore, la campagna elettorale è stata abilmente orientata verso un pieno sostegno a m5s.

Ci sono in ballo migliaia di miliardi di euro e ciò che i poteri forti vedono come fumo negli occhi è una politica abbastanza forte da mettere il becco nel governo dell’economia, cioè abbastanza forte da poter attuare una politica economica. Ed è contro una politica debole, incapace di opporsi allo strapotere delle banche e degli speculatori, che è cresciuta la rabbia dei cittadini, una rabbia che ha alimentato l’astensione e il voto di protesta, una rabbia che ha detto simbolicamente “i partiti sono impotenti, inefficaci, parassitari e corrotti, dove troveranno mai la forza di opporsi ai grandi poteri economici”.

Anche la gestione della crisi politica generata da un risultato elettorale non univoco si sta orientato con tattiche che di nuovo hanno come obiettivo non dare un governo al Paese, indebolire la politica e in particolare il Partito democratico, per poi ritornare alle urne. È da qui che occorre partire per interpretare correttamente la parola responsabilità, il senso di un comportamento responsabile per il quale da sempre si caratterizza la storia e l’identità della sinistra italiana. Utilizzando una metafora si potrebbe dire che non ci si può chiedere di fare un sacrifico, di dare il sangue per salvare il paese, fino a rischiare di fare morire dissanguato il nostro Partito. Un Partito Democratico sufficientemente forte da poter mettere al servizio del Paese in modo efficace i molti talenti, progetti e intelligenze di cui dispone è essenziale e vitale per l’Italia. Quindi proteggere l’esistenza del PD da attacchi ostili può diventare una necessità per noi ma soprattutto per l’Italia.

La strategia di un indebolimento-dissanguamento del PD prende oggi la forma:

1)    di un governo del presidente che non coinvolga in una fiducia tutte le forze (compreso m5s) presenti in Parlamento;

2)    di una governo del presidente con compiti che vadano oltre le misure urgenti esclusivamente di riforma istituzionale (legge elettorale, legge sul finanziamento pubblico dei partiti, legge sul numero dei parlamentari).

Governare l’Italia oggi significa attuare drastiche ricette di politica economica, ricette sulle quali esistono differenti orientamenti, diversi punti di vista che sono difficilmente conciliabili. Occorre quindi un pieno mandato politico.

Riguardo alla politica economica occorrono soluzioni chiare, nette ed efficaci. Soluzioni modeste e ininfluenti potrebbero essere per il sistema paese esiziali.

Il punto discriminante è e resta sempre quello: chi deve pagare, chi deve mettere la ricchezza necessaria per consentire al paese di sanare i danni prodotti dalla speculazione internazionale e poi per consentire al Paese di rimettere in movimento il sistema economico? Non fare chiarezza su questo punto porterà l’Italia di nuovo sull’orlo del baratro.

Ed è su questo punto che infuria la vera battaglia politica, sulla risposta alla domanda “chi paga, chi deve mettere i soldi”. Una parte del Paese non è disponibile al sacrificio ed è quella parte del Paese che la politica economica di Monti ha preservato, ha evitato di scomodare. È una parte del paese che farà di tutto per impedire che il PD vada al governo.

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Pubblicato il 22 marzo 2013, in EDITORIALI, POLITICA NAZIONALE con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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