I PARLAMENARI M5S E IL TEATRINO DELLA POLITICA

di David Arboit

Sono appena arrivati in Parlamento e si sono immediatamente adeguati al copione, sì a quel copione che i cittadini, soprattutto quelli che lì hanno votati, chiamano “teatrino della politica”.

Mi rifiuto di pensare che i parlamentari di m5s siano così stolti da non capire che le prime due cariche che si accingono a votare (i presidenti della Camera e del Senato) sono cariche di garanzia e che proprio per questa ragione devono essere condivise e riconosciute da tutti, cioè da una maggioranza parlamentare. È la Costituzione della Repubblica italiana, ragazzi, sveglia! Insomma, proprio perché sono due cariche di garanzia e devono godere della fiducia di tutti, è una idiozia, una violazione soprattutto della razionalità del principio di non contraddizione, anche soltanto pensare “noi ci votiamo i nostri punto e a capo”.

Ma non si era detto che ci si metteva a lavorare per fare funzionare la macchina?

E poi nella remota ipotesi che i vostri vengano eletti il buon senso e la razionalità suggeriscono di affidare la direzione dei lavori parlamentari a una persona entrata per la prima volta in Parlamento?

L’obiettivo di questo tatticismo, obiettivo sottinteso ma neanche troppo direi, l’obiettivo di questa decisione ridicola, inutile se non dannosa per il Paese, è costringere Pdl e Pd a trovare, in nome della responsabilità nazionale, un accordo per poi subito dopo gridare all’inciucio. Entrare in Parlamento per affermare il principio “IO voto solo quello che dico IO e che propongo IO” è un atteggiamento che sta nel punto di intersezione tra un ridicolo infantilismo narcisista e una pericolosa strategia eversiva.

È una scelta che è di fatto una nuova forma di “Aventino”. Il Parlamento è il luogo dove i deputati, in nome della libertà di mandato sancita dalla Costituzione, discutono dei problemi del Paese per trovare una soluzione concreta condivisa che si esprime come maggioranza a favore di una legge. Il Parlamento funziona così, in Italia e in tutto il mondo. Impedire questa dinamica vuole dire sabotare il funzionamento del Parlamento. Ignoranza istituzionale o malafede?

È una scelta che rifiuta la responsabilità politica che gli elettori affidano ai deputati: governare il Paese, guidarlo fuori da una devastante crisi economica. Che cosa diranno di questi “no io con voi non ci gioco” i cassintegrati, i precari, le imprese che attendono dallo stato i 100 miliardi di euro di crediti? Ignoranza istituzionale o malafede?

Beppe Grillo ha detto “siamo in guerra”. Bene, prima ci rendiamo contro che effettivamente di guerra si tratta meglio è, perché diventa necessario comportarsi di conseguenza.

Nella logica della guerra la risposta adeguata a questa scelta del Duce Grillo è fare da specchio: l’applicazione del medesimo ragionamento da parte di tutte le altre forze presenti in Parlamento. Il Centrosinistra dovrebbe dire analogamente la stessa cosa, “IO voto solo quello che dico IO e che propongo IO”, e lo stesso dovrebbe fare il Pdl. Il nostro senso di responsabilità ci ha ormai dissanguati anche troppo.

Risultato? Il Paese non va avanti, il paese si blocca, il Paese si arena e lentamente sprofonda immobile nelle sabbie mobili. È la guerra.

L’impressione è che entrati in parlamento i deputati di m5s non riescano e non vogliano cambiare passo, non riescano a spogliarsi del narcisismo un po’ delirante che gli è stato inoculato (e continua ogni giorno a essere inoculato) dal Duce Grillo. L’impressione è che per poter continuare a guardarsi allo specchio e quindi poter continuare a dire “ma quanto siamo belli noi, ma quanto siete brutti voi” tengano il loro sguardo molto lontano dai problemi del paese. Ma risolvere i problemi del paese è ciò che, in quanto parlamentari, sono chiamati a fare, è il loro mestiere, e su questo verranno molto presto giudicati dai cittadini, che ogni santo giorno hanno a che fare con la durezza di una quotidianità zeppa di questioni irrisolte. Non credo gradiranno a lungo i cittadini il comportamento di chi invece di rimboccarsi le maniche, di discutere e trovare soluzioni condivise, è impegnato nella contemplazione di sé stesso e nel preservare da contaminazioni la propria immacolata bellezza, e quindi non vuole mettere concretamente mano ai problemi, non vuole e non è in grado di risolvere nessuno dei problemi che affliggono l’Italia.

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Pubblicato il 15 marzo 2013 su POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Domenico Perrone

    Ma Laura Boldrini non è la prima volta che entra in Parlamento?
    Come mai il PD la scelta come presidente della camera?
    La verità è che voi del PD siete come una prostituta navigata che va dal chirurgo plastico a rifarsi la verginità. Ipocriti!!!
    Domenico

  2. Domenico, proviamo a fare delle distinzioni precise, se non ci si capisce mai. Io personalmente, David Arboit, non avrei affidato a una persona entrata per la prima volta in Parlamento la direzione dell’assemblea. Quello che c’è scritto qui sopra è firmato da me, non è la posiziione del PD, che ha pensato invece di fare diversamente. Il mio partito ha pensato di dare questa presidenza a una persona che proviene della società civile. L’idea è affidare l’arbitraggio del lavori parlamentari a qualcuno che fino a ieri era fuori dai “giochi” della politica e che quindi garantisca una maggiore imparzialità. È un principio che non mi pare proprio sia sbagliato.
    Io mi fido di Bersani e del mio partito, anche perché non ho il quadro completo della situazione, non ho a disposizione tutte le informazioni perché non sono a Roma.
    Il PD una prostituta? Non diaciamo sciocchezze. Vieni a trovarci a Buccinasco. Vieni a conoscerci personalmente. Vieni a vedere se noi siamo quel tipo di persone (o idioti o in malafede) che si mettono al servizio di una prostituta navigata della politica.
    E poi alla fine è chiaro che qualunque cosa si faccia non va mai bene niente: se non cambi le persone sei vecchio e se le cambi vuoi rifarti la verginità. Contro un pregiudizio granitico non c’è niente da fare, qualunque cosa uno faccia non va mai bene niente.

  3. Il PD può presentare un candidato, il PDL può presentare un candidato. Il M5S non può?

  4. certo che può, che c’entra…

  5. Caro David, condivido il tuo articolo nel quale individuo, più che un’analisi politica, uno studio psicanalitico di gruppo. Il M5S mi sembra uscito da un film tipo “Qualcuno volò sul nido del cuculo” dove gli alienati si ritrovano in circolo per fare sedute di analisi durante le quali chi li dovrebbe aiutare, in realtà perpetua la loro alienazione. Qualche normale, appellandosi alla propria dignità, si ribella, ma il resto balla strattonato dalle corde del burattinaio.

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