IL 67% DEGLI ITALIANI CHIEDE UN GOVERNO

di MASSIMO RAZZI, La Repubblica, 12 febbraio 2013

Il 67 per cento degli italiani vuole un governo adesso. L’opzione più accreditata (52%) è un esecutivo guidato da Bersani e appoggiato dall’M5S. Solo il 28% ritiene più opportuno il ritorno immediato alle urne, il 5% non ha un’opinione in merito. Da notare che elettori del centrosinistra, grillini e montiani convergono sulla necessità di avere presto un esecutivo mentre quelli del centrodestra preferiscono nuove elezioni. E’ quanto emerge da un sondaggio realizzato da Ipr Marketing per Repubblica.it.

 

L’istituto guidato da Antonio Noto ha testato tre questioni: 1) la cosa migliore da fare; 2) il governo preferito dagli italiani; 3) il livello di fiducia nel nuovo Parlamento. La risposta al primo quesito è piuttosto netta: più di due terzi degli elettori (67% appunto) vogliono un governo. In questo sembrano concordare l’84% di chi ha votato centrosinistra, l’82% di coloro che si sono espressi per Monti, ma anche un pesante 73% dell’elettorato a 5 stelle. Solo gli elettori del centrodestra che, evidentemente, in questo quadro si sentono esclusi da un possibile esecutivo, puntano (56%) sul ritorno alle urne, ma anche il 29% di loro si esprime per un governo adesso. Solo il 21% dei grillini, il 14% dei bersaniani e il 16% dei montiani è per il ritorno al voto.

 

Ipr Marketing ha sottoposto al suo Panel di mille cittadini testati col sistema “Tempo Reale” cinque possibili governi che tengono conto del punto politico a cui siamo arrivati. L’opzione che raccoglie il maggior consenso è quella di un governo Bersani che ottenga il sostegno dei parlamentari dell’M5S. Il 52% del campione è favorevole a questa idea. E se, tra gli elettori del centrosinistra, un governo di questo tipo raccoglie ovviamente un 92% dei consensi, anche tra i grillini trova un significativo 58% di sì. Solo il 34% degli elettori di Scelta Civica si schiera con questa ipotesi che, ovviamente, trova favorevoli appena il 7% degli elettori di centrodestra.

 

In ordine di consenso segue l’opzione forse più “bizantina”: un governo Napolitano che prevede un percorso davvero piuttosto complicato. Si dovrebbe infatti attendere l’elezione del nuovo inquilino del Quirinale (metà/fine di aprile). A lui, poi, toccherebbe di affidare l’incarico di formare il governo proprio al suo predecessore che, non dimentichiamolo, compierà 88 anni il prossimo 29 giugno e ha manifestato il proposito di chiudere il suo impegno pubblico con la fine del settennato. Eppure, a dimostrazione di un elevato tasso di fiducia di cui Napolitano continua a godere, questa ipotesi raccoglie il 30% di consensi: 20% degli elettori di centrodestra, 25% di quelli dell’M5S, 36% di chi ha votato centrosinistra e addirittura il 54% di chi si è espresso per Monti.

 

Piace al 26% del campione, la terza ipotesi, quella di un governo presieduto da una personalità di centrosinistra come il professor Stefano Rodotà formato da personalità di area ma non parlamentari. Un’opzione che incontra il favore del 55% degli elettori di centrosinistra, del 22% dei grillini e del 17% dei montiani. Per chi ha votato centrodestra è un’idea assurda e da scartare: il 99% di loro la respinge decisamente.

 

Alla pari (sempre 26%), la quarta opzione, quella di un governo ponte “burocratico” guidato dal ministro degli Interni Annamaria Cancellieri e formato da funzionari pubblici. Questa ipotesi trova il consenso dell’83% dell’elettorato montiano, del 16% di bersaniani e grillini e del 10% del centrodestra.

 

Appena il 16%, infine, per un nuovo esecutivo tecnico guidato sempre da Mario Monti. L’idea piace ovviamente al 90% del suo elettorato. Ma tutti gli altri la bocciano sonoramente: solo l’8% degli elettori di centrosinistra, il 7% dei grillini e il 5% dei berlusconiani sono disposti ad appoggiarla.

 

Gli italiani, comunque, non sembrano nutrire molta fiducia nel Parlamento che hanno appena eletto. Il tasso di fiducia arriva infatti appena al 26% (per essere positivo dovrebbe toccare quota 40). Va detto che del campione fa parte anche un 25% di cittadini che non sono andati a votare, il che, ovviamente, fa abbassare sensibilmente la media. Il tasso di fiducia più alto si registra tra gli elettori di M5S (48%) e fra quelli del centrosinistra (41%). Più basso tra i montiani (29%), bassissimo (3%) tra chi ha votato centrodestra.

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Pubblicato il 13 marzo 2013, in POLITICA NAZIONALE con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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