UN PO’ DI CHIAREZZA: CHE COSA HA IN MENTE GRILLO? LA MARCIA SU ROMA DI BEPPE

prossimo_G8_1bdi David Arboit

È ormai chiaro a tutti che l’obiettivo di m5s e tornare al più presto alle elezioni. Lui, il Duce Grillo, pensa che se si vota fra qualche mese il movimento diventerà il primo partito in Italia e quindi Lui, il Duce, otterrà dal Presidente della Repubblica l’incarico di fare il Governo e diventerà Presidente del Consiglio. A quel punto quella governabilità che ora trascura, ignora, disprezza e calpesta diventerà il mantra di m5s, e chi oserà contraddire il Duce verrà immediatamente imputato di irresponsabilità e di voler portare l’Italia alla rovina.

Adesso, invece, lo slogan è “Prima di tutto il Movimento 5 stelle”. Dopo, quando avrà ottenuto l’incarico di fare il governo lo slogan allora diventerà “L’Italia prima di tutto” e quindi, di conseguenza, “Il Duce ha sempre ragione”, per il bene dell’Italia ovviamente.

Quello che il PD deve affrettarsi a capire è che il risultato delle elezioni è nella mente di Beppe Duce Grillo l’inizio della sua “Marcia su Roma”. Sia ben chiaro per tutti che “La marcia su Roma” è il copione della rappresentazione che il Duce Grillo ha in mente. Perciò è inutile lambiccarsi il cervello per pensare iniziative che consentano di ottenere nei prossimi mesi una qualche forma di stabilità, una qualche forma di equilibrio. È inutile perché il Duce ha in mente di fare lui il Presidente del Consiglio. La vittoria elettorale gli ha dato alla testa, il tasso di narcisismo è ormai radicalmente fuori scala e questo produce inevitabilmente ipertrofia dell’io e delirio di onnipotenza.

Allora si tratta risfoderare immediatamente le armi dialettiche della campagna elettorale perché siamo già di nuovo in campagna elettorale e trovarsi nel bel mezzo di una battaglia senza rendersene conto è direi un errore a dir poco imperdonabile, soprattutto per il quartier generale del Partito Democratico. Ne va del PD ma soprattutto ne va del destino dell’Italia.

E che le armi dialettiche non siano spuntate. Tra gli errori commessi vediamone alcuni.

• Grave errore passare settimane e discutere dell’Agenda Monti, un documento generico, privo di contenuti, e soprattutto reticente su questioni fondamentali come il disagio economico e sociale dei giovani lavoratori precari, dei cassintegrati, dei disoccupati. Un documento che nulla aveva a che fare con le esigenze di giustizia sociale e di uguaglianza che sono i valori cardine del nostro partito.

• Grave errore passare settimane a discutere del tema alleanza con Monti sì alleanza con Monti no. Un tema tutto politichese che certamente ha lasciato indifferenti o addirittura ha urtato che si aspettava proposte concrete per risolvere problemi concreti.

• Grave errore parlare poco o niente di politica economica. La politica economica può e deve identificare il nostro partito e distinguerlo nettamente dalle ricette neoliberiste che, sebbene bocciate dalla storia recente (hanno prodotto la crisi) continuano a circolare nel dibattito politico e nel senso comune.

• Grave errore mantenere un profilo moderato e non manifestare invece posizioni di cambiamento radicale. Nella testa degli italiani, di tutti gli italiani, circolava e circola con nettezza un concetto che è più o meno il seguente: “ora basta”. Sono invece state avanzate in tutti i settori proposte che non manifestavano una vera volontà di cambiamento, una vera volontà di voltar pagina, proposte moderate che hanno cozzato con un desiderio radicale di rinnovamento.

Se a breve termine si ritornerà alle elezioni dovrà essere chiaro che la maggior parte gli elettori m5s non hanno “sposato” Beppe Grillo. Sono persone adulte e responsabili che hanno fatto una scelta rivedibile, sono voti contendibili. I prossimi passaggi istituzionali metteranno inoltre in evidenza i limiti del grillismo. Occorre allora che la proverbiale serietà, competenza e responsabilità del partito Democratico si accompagni con proposte estremamente semplici, chiare ma nello stesso tempo radicali, per non dire rivoluzionarie.

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Pubblicato il 7 marzo 2013 su POLITICA NAZIONALE. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. E’ vero, gli elettori del M5S non hanno sposato Beppe Grillo…ma Bersani e Berlusconi sono da considerare come due vecchi suoceri……!!
    Okkio a far paasareil messaggio Grillo-Duce…..
    magari gli italiani “inconsciamente” vogliono proprio il Duce…Piero Fassino docet…..!!

  2. Sono d’ accordo sull’ analisi degli errori. Ma le proposte? Per esempio il finanziamento pubblico dei partiti? Si può essere più o meno d’accordo sulla riduzione, ma quello che ha fatto incazzare la gente é che un referendum l’aveva abolito. Non é antipolitica la protesta, é antipolitica non rispettare la volontà popolare. E l’immotivata accusa di antipolitica si é risolta in un boomerang . Io non voglio fare proposte. Queste le fanno i dirigenti del partito, ma non nascondiamo di nuovo la testa sotto la sabbia se vogliamo recuperare i “nostri ” voti.

    é solo un esempio. Le proposte le formulano i dirigenti del partito, ma non nascondiamo di nuovo la testa sotto la sabbia se

  3. David Arboit

    Giuseppe sono d’accordo. Le nostre proposte sono state in campagna elettorale troppo deboli. Abbiamo annacquato il nostro vino e la gente non ci ha dato fiducia. Dobbiamo imparare a essere più radicali, a spingere di più e senza paura sull’acceleratore delle riforme. Forse è il fantasma del comunismo che ci perseguita: abbiamo sempre paura di essere un po’ troppo radicali per paura che qualcuno ci dica che siamo massimalisti, nostagici del passato, fuori moda, non moderni, comunisti. Finiamo allora per essere moderati e di fronte a certi drammi che vive la gente essere moderati e come dire che non ce ne frega niente.

  4. Ecco ,bravo David….vedi che se vuoi la verità la dici….”di fronte a certi drammi che vive la gente essere moderati è come dire che non ce ne frega niente”……e se non ve ne frega niente a voi di noi….perchè gli Italiani dovrebbero sprecare il loro voto ?
    Se poi avete addirittura annacquato il vino e la gente non vi ha dato fiducia ve cantammo nà canzone romana….

    “Ma che cè frega ma che c’emporta
    se er PDiellino ar vino c’ha messo l’acqua…
    e noi je dimo e noi je famo…
    ci hai messo l’acqua e NON TE VOTAMMO….
    ma pperò nnoi semmo quelli
    che jarisponnero ‘n coro
    “Evviva er vino, de li Castelli
    e dè stà zozza Società…”

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