MATERNA DON STEFANO BIANCHI: USCIRE DALLE POSIZIONI IDEOLOGICHE

di Giambattista Maiorano

Ho letto e apprezzato molto quanto ha scritto Barbara Massa a proposito di quanto accaduto durante la seduta della Commissione Servizi alla Persona dello scorso 28 febbraio. Se un appunto mi sento garbatamente di rivolgerle è quello dell’impropria distinzione tra scuola statale e scuola privata paritaria con riferimento alla loro funzione pubblica. Il sistema scolastico è costituzionalmente integrato e sotto questo profilo tanto l’una quanto l’altra godono della stessa qualifica pubblica.

Detto questo non posso che condividere con lei l’amarezza e la pretestuosità del comportamento di una parte dei genitori (una esigua minoranza peraltro) che ha cercato di trasformare la seduta in una caciara permanente. E dico una parte, sempre gli stessi in verità, che ritiene di imporsi alzando i decibel della voce, esprimendo più che delle esigenze dei giudizi sbagliati e inaccettabili, generati quasi certamente da un pregiudizio politico-ideologico ostile alla mia Maggioranza. Da questo pregiudizio emerge sistematicamente un atteggiamento di chiara provocazione spesso condita dalla volgarità.

Condivido e faccio mio l’auspicio di Barbara che propone la costituzione di un comitato che ricomprenda genitori sia della statale sia della privata paritaria perché in gioco non c’è un destino separato, ma il destino della scuola in quanto tale partendo dal presupposto che la consapevole libertà di scelta, nel suo caso la statale con orgoglio, non debba neppure apparire qualitativamente penalizzante ancor prima della difesa degli aspetti economici.

Ho parlato non casualmente di una parte di genitori. Non pochi mi hanno fermato e dichiarata la loro sensazione di essere in qualche maniera vittime di uno scontro ideologico tra destra e sinistra. In soldoni mi dicono: “caro sindaco, vorrà capire che per alcuni di noi, che magari hanno in questa materna due o anche tre figli, la compartecipazione ai costi, che pur riteniamo in qualche misura doverosa, rischia di aggravare la nostra condizione in un momento economico recessivo dove le famiglie numerose sono costrette ad inventarsi come fare per arrivare a fine mese”.

Questo scenario non può lasciarci indifferenti e certamente ha il dovere di essere esaminato dalla mia Maggioranza perché possano esserci misure in grado di attenuare le difficoltà delle famiglie. Una misura, per chiarezza di tutti, che deve estendersi all’intera popolazione della scuola pubblica (privata e statale) a beneficio tutte le famiglie che rientrano nella fattispecie avendo sempre a riferimento, per questione di equità e di giustizia distributiva, il quadro reddituale in questo caso corretto dal carico di famiglia.  Come e dove agire?  C’è una unica via, quella della determinazione delle quote per l’erogazione del servizio mensa che è l’unico strumento nelle mani dell’Amministrazione.

Sarà mio dovere di sindaco proporre ipotesi di fattibilità. Lo farò discutendone con la Maggioranza che mi sorregge, cercando di trovare la quadra sempre e comunque (l’ho detto mille volte ma lo ripeto) tenendo conto delle compatibilità del quadro finanziario del Comune.

Tra le notizie di questi ultimi giorni, mi è capitato di leggere commenti e dichiarazioni bellicose che arrivano dal gruppo politico-ideologico dei genitori. Questi, ignorando la legge e i comportamenti che ci impone il principio di una corretta ed efficiente amministrazione, hanno utilizzato la parola “ricatto” per identificare alcune richieste fatte dal Comune al Consiglio di Amministrazione della scuola materna, richieste che invece hanno a che fare con un’esigenza di trasparenza e di legalità. Lo capisce anche un bambino che è insensato firmare un accordo con un soggetto che ha in atto un contenzioso legale contro di te.

Ribadisco quindi per l’ennesima volta che da parte di questa Amministrazione non c’è alcuna volontà di aprire guerre ideologiche (statalisti contro privatisti) di nessun genere con  nessuno. L’intesa raggiunta e stata sottoscritta dal presidente della Cooperativa di gestione della scuola, e questo fatto smentisce clamorosamente chi ci accusa, e nello stesso tempo conferma la ragionevolezza della nostra proposta. Si nota piuttosto la sottile intenzione di smentire e porre sotto tutela chi ha firmato, come se chi si è preso questa responsabilità non fosse nella piena facoltà di intendere e di volere. E questo francamente mi pare molto grave.

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Pubblicato il 4 marzo 2013, in POLITICA LOCALE, SCUOLA con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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