IL DIRITTO DI SCELTA

BarbaraMassa[ di Barbara Massa ]

L’acceso incontro dell’altra sera, tra Amministrazione Comunale e Comitato Genitori della Scuola Parrocchiale mi ha stimolato diverse riflessioni e lasciato sospeso nella testa un progetto.

Dopo aver superato un primo momento di reale imbarazzo per i toni concitati e a tratti violenti, che hanno accompagnato l’intera seduta, mi sono resa conto di essere letteralmente circondata da genitori della Scuola Parrocchiale. Ce ne erano ovunque: a destra, sinistra, davanti e dietro (dietro ne avevo un che mi faceva “paurissima”).  Ero letteralmente circondata.

Mi viene freddo, prendo la giacca e me la metto come copertina. Mi accorgo che l’intento è quello di nascondermi.  Che ci faccio io qui?  Poi, guardo Paola, alla mia destra, unico altro genitore di scuola pubblica presente, e mi dico che in fondo non sono sola …però la giacca non me la tolgo da addosso. Cerco di rimanere quieta e ascolto, qualche cosa scrivo, e mentre ascolto e scrivo, penso. I pensieri cominciano a frullarmi talmente vorticosi nella testa che qualche passaggio tra cifre, accordi, leggi  me li perdo via… Pazienza. …Piano piano il freddo mi passa, non è un buon segno, vuole dire che mi sto arrabbiando. Allora cerco di capire cosa mi sta succedendo. Mi tolgo la giacca,  penso ancora un po’ e finalmente capisco.

Non sono le domande poste o le richieste, non sono i commenti aspri dei genitori, non sono le risposte date.  Il problema è che ci siamo solo Paola ed io, e questo  mi fa incazzare sopra ad ogni cosa. Perché io non ho mai, in quindici anni di duro lavoro nelle scuole come madre, mai, giuro mai,  visto ad un solo consiglio di circolo un numero così elevato di genitori agguerriti, motivati e preparati, schierarsi in massa a difendere le proprie scuole.

Perché i genitori delle scuole paritarie difendono il loro diritto allo studio con più tenacia e impegno dei genitori delle scuole pubbliche?

Intuisco che forse, nella risposta a questa domanda, sta non solo parte del problema ma gran parte della soluzione al problema.

La scuola pubblica non ci appartiene, cioè, la maggior parte di noi, non sente questa appartenenza poichè siccome è dello Stato, è di tutti, e quindi, di nessuno.  I genitori della scuola parrocchiale, al contrario,  questa appartenenza la sentono fortissima, ed il loro, lecito, diritto di scelta, lo difendono con le unghie  e con i denti.

Mi viene in mente che si fa un gran parlare del diritto delle famiglie di scegliere una scuola paritaria per i propri figli ma per come si stanno mettendo le cose, la verità e che l’unico diritto che sta veramente saltando è il diritto dei cittadini di scegliere una scuola pubblica, perché andando avanti di questo passo, una scuola pubblica appetibile non ci sarà più.

Diritto di scelta, appunto. Questo è il nodo. Perchè si è portati a pensare che chi iscrive i prori figli alla scuola pubblica in realtà non operi alcuna scelta. Viceversa, chi iscrive i propri figli ad un scuola paritaria sceglie un modello educativo che sia più conforme all’indirizzo adottato in famiglia, o sceglie un modello sociale che sia il più possibile consono allo stato sociale a cui  appartiene o a cui vorrebbe appartenere o infine la sceglie per salvaguardare i figli da una scuola pubblica indecorosa e inefficiente.

Anche io ho scelto e lo voglio dire a gran voce… Ora mi alzo e lo dico a tutti… Ma taccio e continuo a pensare… Iscrivendo i miei figli alla scuola pubblica ho fatto una scelta consapevole, meditata e maturata nel tempo. Perché quello è il modello di istruzione che voglio. Nella scuola pubblica trovo la pluralità, la possibilità di un fisiologico training all’integrazione, all’accettazione, alla comprensione e alla conoscenza delle diversità,  il necessario rodaggio alle avversità, e talvolta anche alle ingiustizie e, non per ultimo, un’offerta formativa riconosciuta come tra le più eccellenti.

Io ho scelto non ho accettato.

Ma io vivo a Buccinasco e a Buccinasco iscrivere i figli in una scuola o nell’altra è ancora una scelta, vera e possibile. E questo, badate, è un lusso che non hanno più in molti, è un lusso che ci dobbiamo tenere ben stretti. Perché a Buccinasco, le scuole pubbliche, sono ancora delle ottime scuole, nonostante tutto, ed allora la scelta può davvero essere una scelta consapevole e libera per tutti. Ma se a Buccinasco la scuola pubblica fosse indecorosa, insufficiente, incapace di far fronte alle esigenze ad esempio di un tempo pieno, ad esempio della gestione delle disabilità, ad esempio di un piano strutturato e competente di integrazione. Se gli edifici  fossero pericolanti, le strutture, fatiscenti, gli insegnanti insufficienti a garantire continuità di insegnamento. Se così fosse, come è in tante scuole a causa delle scellerate riforme di questo ultimi quindici anni, allora che possibilità avrei io di scegliere? Stare nella scuola pubblica sarebbe un accettare,  non una scelta, un subire, non un decidere.  Per questo credo che la manovra che sta portando avanti questa Amministrazione sia non solo una manovra equa di ridistribuzione di risorse, a fronte di uno Stato che prosciuga i fondi per l’istruzione, ma è soprattutto un gesto di grandissima civiltà e democrazia e rispetto per le scelte di tutti. Perché consente di garantire pari dignità ad entrambi gli indirizzi, affinché nessuno possa più permettersi di dire che la scelta della scuola paritaria è sempre e comunque una  scelta di privilegio, ma riconosca in essa la consapevolezza e la determinazione e il diritto di ciascuno di privilegiare  un indirizzo educativo ad un altro. Perché la scuola pubblica possa rimanere una scelta consapevole ed altrettanto determinata.

La scuola paritaria è una conquista importantissima in uno Stato Democratico perchè oltre ad offrire libertà di scelta produce pluralità di indirizzi. Ma perché essa possa rappresentare un punto di forza  è necessario che sia affiancata da ottime scuole pubbliche. Quando non è così la  scuola paritaria si trasforma in un privilegio e la pubblica soccombe. Noi genitori dovremmo imparare a difendere entrambi i modelli perché dalla difesa di una dipende la sopravvivenza e la liceità dell’altra. Da qui il progetto che mi frulla in testa: mi piacerebbe che si costituisse un comitato di genitori della scuola pubblica e paritaria che a Buccinasco si incontri discuta e si confronti e difenda insieme le scelte di tutti. Tutti con la stessa grinta e lo stesso obiettivo: una scuola migliore per i nostri figli.

Barbara Massa

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Pubblicato il 1 marzo 2013, in COMMISSIONI, POLITICA LOCALE, SCUOLA con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Simona Sisti

    Sono un genitore di ragazzi che hanno frequentato sia l’asilo parrocchiale che la scuola pubblica. Ritengo di dovermi soffermare a riflettere sulla questione poichè ciò mi pare troppo importante da diversi punti di vista.
    1- la questione fondamentale mi pare di aver capito è la sottoscrizione di una convenzione che a detta del comitato genitori dell’ Asilo Don Stefano Bianchi non è finanziariamente all’altezza delle precedenti.
    Mi sono documentata in merito e mi pare che il Comune stia proponendo una copertura finanziaria erogata all’asilo che non ha eguali in tutto il territorio nazionale, che la Regione Lombardia abbia più volte tagliato i fondi alla scuola paritaria e che l’attuale situazione economica sia orientata al contenimento visto la crisi in atto.
    2- Forse la questione di fondo è l’orientamento politico volto al riconoscimento della fondamentale funzione pubblica che l’asilo ha ricoperto negli anni e che ancor oggi viene pienamente ribadita dall’amministrazione comunale.
    3- Forse allora mi sono detta è solo una questione di muro contro muro per non cedere di un passo di fronte a quanto già sottoscritto dall’amministrazione comunale e il CdA dell’Asilo Don Stefano Bianchi. Ritengo questa ultima ipotesi la più plausibile; mi ha molto turbato lo striscione esposto da alcuni genitori fuori dal Comune di Buccinasco e apparso nell’articolo sul giornale Il Giorno. Si parla di dignità delle persone che all’interno dell’amministrazione stanno cercando di amministrare al meglio, con fatica, con enorme dispendio di energie e tempo, con il solo obiettivo di conseguire il “bene collettivo” che spesso non coincide mai con il bene del “singolo gruppo” ma è frutto di mediazione.
    Per fare tutto ciò riconosco a chi ha lavorato e lavora a questo progetto una gran voglia di cercare il meglio per tutti i cittadini, come il mandato costituzionale prevede per degli amministratori pubblici.
    La dignità la si perde nel momento in cui devolvo fondi pubblici per fini personali, di gruppo, quando utilizzo il bene comune per affari personali, quando accetto denaro per orientare le scelte pubbliche anzichè avere come unico e ultimo criterio di valutazione il bene collettivo.
    Bene, credo allora che sicuramente qui non sia in gioco la dignità delle persone ma la volontà di capirsi, ascoltarsi, e non tirare pietre a chi, come è successo nel Vangelo di oggi, è costretto a nascondersi per aver tentato di presentare una realtà diversa da quella che si vuole vedere. Tutto ciò si inserisce in un quadro generale nazionale di politica dell’istruzione ritenuta servizio accessorio e complementare ad altre funzioni più importanti.
    Da anni nella scuola pubblica statale i tagli ai fondi di istituto hanno annientato le risorse e le competenze che erano in campo e che tanti risultati avevano saputo realizzare, hanno tagliato ogni possibilità di progettualità poichè ogni anno scolastico ci si aspetta sempre meno e si sa che non si riuscirà a realizzare quanto precedentemente fatto; spesso si lavora nella scuola come servizio di puro volontariato con enormi ringraziamenti da parte dei genitori che non si capacitano di come risorse e persone siano costrette a lavorare in un ambiente ormai così degradato.
    Sarebbe importante davvero aprire un tavolo di discussione sul ruolo fondamentale per ogni comunità che è quello dell’educazione e istruzione dei nostri figli, del nostro domani.
    Accetto ben volentieri la proposta di Barbara Massa e mi rendo disponibile già da ora per far parte di un comitato genitori scuola, senza distinzioni o etichette, semplicemente genitori che affronti apertamente le immense tematiche di discussione facendo partire dal nostro piccolo centro cittadino una sollecitazione e un appello a considerare ancora la scuola in tutte le sue forme la nostra unica possibilità di futuro.
    Simona Sisti

  2. Ciao Barbara, sono uno dei genitori “icazzati” che avevi alle spalle l’altra sera. Sono estremamente convinto, e ho cercato di comunicartelo fuori dal Comune, che sia fondamentale il confronto costruttivo per entrambi le parti. Mentre all’inizio della discussione dell’altra sera mi sembravi molto arrabbiata e distruttiva vedo, dai tuoi commenti, e sono felice di questo, che sei una persona civile e d educata che hai accettato il confronto e hai capito molto dei nostri problemi. Noi, come ti abbiamo detto, non siamo contro la scuola statale . Il discorso , come ben sai e’ lungo e profondo, ma speriamo di poter ricevere persone come te al comitato cosi da poterci ancora di piu’ confrontare e costruire , magari, movimenti univoci che possano combattere per avere maggiori e costruttivi benefici sia per le paritarie che per le statali.

    Un abbraccio da un genitore “Incavolato”

    Roberto Visentin

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