IN ATTESA DEL VOTO: PENSIERI AMARI IN LIBERTA’

Guido Morano

Guido Morano

[ di Guido Morano]

Sono ore di attesa preoccupata e ansiosa, con una punta, e anche di più,  di amarezza.

La vista di Pzza san Giovanni affollatissima al comizio show, di Grillo mi ha riempito, devo dirlo, di tristezza.

Il perché è semplice: quella è la piazza del Primo Maggio, delle bandiere rosse, di tanti scioperi di lavoratori, di Berlinguer, di Lama, palcoscenico partecipativo per le lotte di “classe” di un tempo che, riviste attraverso le immagini televisive di ieri sera, sembrano lontane più di un secolo.

Non so se Grillo ha scelto quella Piazza  solo perché prevedeva quella folla, o perché voleva “sfregiarla”, infliggere l’ennesimo affronto alla politica e alla sua storia, in particolare a quella nostra, a quella della sinistra. Vedere tutti quei giovani  mi ha inevitabilmente condotto a riflettere sui nostri errori, intendo della mia generazione in particolare, sulle tante illusioni fallite per colpa di una politica inadeguata e spesso corrotta e su quanto quei giovani siano lontani, inevitabilmente lontani, dai nostri sogni, dalle nostre pratiche, dalla nostra storia. Non so dove tutto questo porterà, cosa avranno da dire e da fare questi giovani e chi li rappresenterà in parlamento, se faranno meglio di noi , meglio di quelli che urlano di voler mandare a casa. Sarà colpa dell’età, ma questa incertezza mi da ansia e aumenta le mie preoccupazioni.

Mi chiedo se tutto ciò è originale, se questa furia “iconoclasta” è veramente così nuova come pretende, o se sono nuove solo le forme e i protagonisti. E’ inevitabile il richiamo alle immagini degli anni di tangentopoli, alle monetine su Craxi, ai cappi leghisti, alle facce “pulite”, di Berlusconi e dei suoi, che promettevano aria fresca, innovazione e pulizia. Sappiamo come è finita. E più indietro ancora mi vengono alla mente le tante immagini dei filmati d’epoca , delle camicie nere  che col bastone in mano  spazzavano via il sistema  dei partiti di inizio novecento , instaurando la dittatura.

Ciò non vuol dire ovviamente che chi popola le piazze di Grillo sia di destra o che le intenzioni dei suoi fans non siano oneste e , diciamolo , anche giustificate da un sistema di partiti ampiamente inadeguato, ma che le incognite e i rischi per la democrazia, la storia è li a dircelo, sono tante e mi sembra, ampiamente sottovalutate.

E’ il populismo  bellezza, chi lo cavalca se ne inebria, chi lo guida si prepara a goderne i frutti, chi lo contrasta credendo nei fondamenti della democrazia rappresentativa, sarà bene che si attrezzi, anche culturalmente.

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Pubblicato il 23 febbraio 2013, in EDITORIALI, POLITICA NAZIONALE con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. Moranooooooo….Guidooooooo!!

    Se c’èra RENZI MATTEO al posto di Bersani…..ci liberavamo in un sol colpo di Berlusconi e di Grillo……
    Ma andate ancora nei mercati ed all’Esselunga o frequentate solo le COOP…..?????

    Aprite le orecchie ed ascoltate anche chi non vi vota….??!!

    O vi fanno schifo i voti dati a MATTEO RENZI da parte di milioni di italiani che non sono di sinistra ma che vogliono un cambiamento??

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  2. non solo mi volete togliere il presente ma anche la nostalgia del passato che è tratto essenziale per vivere serenamente la vecchiaia…che dire a me grillo mi inquieta per certi versi più di berlusconi. sarà perchè mi ostino a vedere il presente con gli occhi della storia e quello che vedo non mi rassicura. spero di sbagliare, spero che quella voglia di cambiare, e di pulizia, legittima e comprensibile prevalga e possa stimolare la sinistra a camnbiare. e poi tutti vogliono cambiare la sinistra nessuno mi spiega per andare dove. e poi diciamolo se non c’era il pd oggi avremmo un bel governo berlusconi, grillo, maroni..o no?

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  3. “Acqua pubblica, scuola pubblica, sanità”.
    Oppure non acquistare gli F35 per 10 miliardi di euro.

    ………. per caso è possibile individuare una maggioranza sulle cose da fare?

    toni

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  4. 26 febbraio 2016, ore 7,22

    E se per caso si cercassero intese sulle cose da fare piuttosto che partire da sigle e percentuali?

    Un’altra domanda: “nessuno deve rimanere indietro”, è un sentire di destra o di sinistra?

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  5. Io non vivo alcuna preoccupazione per il voto dato al Movimento 5 Stelle, io che non voto tale movimento. Anzi, credo possa essere salutare e soprattutto noi dobbiamo essere intelligenti a leggere questo fenomeno e prendere la parte migliore, la parte di verità insita in quel voto.
    Sappiamo che li dentro c’è di tutto. A me quello che interessa posso esprimerlo con il concetto di “pari opportunità”, anche se slegato al fattore sessista.
    In Italia si è creato un dualismo a vari livelli, chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori.
    Cosa vuol dire? Vuol dire che ci sono strati di popolazione esclusa da una serie di garanzie e devono arrangiarsi come meglio possono.
    l’aspetto generazionale è sicuramente l’aspetto più evidente, e uno dei drammi di oggi, il lavoro, lo esprime nel modo migliore.
    Da una parte chi ha un contratto a tempo indeterminato, con tutte le garanzie e tutele del caso, dall’altra la giungla di contratti, contrattini e via dicendo che lasciano le persone nella completa precarietà e difficoltà nel vedere (e costruire) un futuro.
    Proviamo a pensare in termini di elettorato: dove sono i primi e dove i secondi?
    Malattia, ferie, permessi retribuiti, maternità, cassa integrazione, mobilità, ……… devo continuare?
    Queste sono alcune garanzie e tutele, giusto da coltivare e preservare, ma quando un sistema (vedi anche sindacato) tutela chi ha già acquisito queste garanzie e ignora (volta la faccia dall’altra parte) tutti quelli che sono arrivati dopo (i figli e le figlie), allora qualcosa non torna.
    E perchè, caro Guido, questi figli e figlie devono rispettare una piazza “di tanti scioperi di lavoratori, di Berlinguer di Lama” quando quel sistema li ha ignorati?
    Purtroppo questa nostra piazza non è riuscita a dare una risposta ed estendere le garanzie anche alle nuove generazioni, ognuno si è chiuso nel proprio egoismo anche se in ogni famiglia coesiste il garantito ed il precari: genitori e figli.
    E se non siamo noi a dare le risposte ci sarà qualcun’altro (ora Grillo) ad intercettare questi bisogni (dare risposta è un’altra cosa).
    Questo è un esempio, una chiave di lettura, sicuramente uno spaccato in questo voto al movimento cinque stelle, ma si possono trovare altre chiavi di lettura.
    La CASTA.
    La casta è chi si è trovato nelle posizioni di potere ed ha pensato bene di coltivare un’altro sistema di privilegi per se e quanti rientrano nel suo entourage.
    Oggi votiamo per Camera, Senato e Regione: quanto andrà a guadagnare un deputato, un senatore, un consigliere regionale? Per me è scandaloso, fuori dalla storia e soprattutto fuori da una logica di paese civile.
    Questo è un piccolo esempio del privilegio e del concetto di CASTA (che è molto di più) che ha fatto breccia tra la popolazione.
    Sono tutti scemi? No!
    Quindi noi dobbiamo prendere tutti questi temi (tra l’altro ben presenti nelle primarie e molti di questi concetti erano presenti nel confronto Renzi/Bersani) e dare voce, ma soprattutto DARE SOLUZIONI.
    Da lunedì leggeremo tante analisi sul Movimento 5 Stelle.
    Per quanto mi riguarda le cose sono molto semplici: diamo risposte! riduciamo le differenze, creiamo un sistema di opportunità dove vige la meritocrazia………… e torneremo a riprenderci la nostra piazza.

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  6. Caro Morano a furia di far finta di far la lotta a Berlusconi il Popolo se ne è accorto che non siete diversi ma due facce della stessa medaglia….!!!
    E in Emilia Romagna nevica di brutto……..

    Ha ragione Beppe Grillo…Arrendetevi !!!

    P.S.

    La sua non è ansia da incertezza ma una presa d’atto della realtà…di quello che non avete voluto vedere nè ascoltare….mentre gli anni passavano e si invecchiava…..e le cose non cambiavano mai!!

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