LA RETORICA DEMAGOGICA E POPULISTA DEL GIORNALISMO ITALIANO

di David Arboit

Inizia l’ultima settimana di campagna elettorale è la cosa più scandalosa è la demagogia populista del giornalismo italiano. Mai come in questa campagna elettorale il “teatrino dei mass media” si è prestato a fare da grancassa a delle sciocchezze tenendosi ben alla larga dai problemi veri. È più facile, infatti, e fa più audience e spettacolo, fare da eco ad affermazioni tanto roboanti quando inutili, se non dannose, piuttosto che affrontare seriamente i problemi con delle inchieste documentate.

Questa demagogia che si autorappresenta (meglio sarebbe dire “si vende”) come “stare dalla parte della gente contro la politica” la trovo concentrata stasera (16 febbraio 2013), nella sicumera di Concita de Gregorio ospite di una trasmissione della Sette. Vediamo come lei ripete alcuni dei diffusissimi, e spesso infondati, luoghi comuni ripetuti a pappagallo dai giornalisti. Li butta lì come fossero perle di saggezza.

La retorica della contrapposizione tra società civile e politici: francamente non se ne può più!

Come si fa a ignorare che per ogni politico corrotto c’è una vasta, ampia, a volte enorme catena clientelare, una rete capillare di corruttori, che coinvolge centinaia di migliaia di cittadini? Come si fa a ignorare che la stragrande maggioranza degli italiani si crede furbo e per raggiungere i suoi obiettivi usa il metodo della “scorciatoia”? La corruzione? Non addossiamola al capro espiatorio di turno, oggi va di moda il politico, perché la corruzione è dentro di noi. L’ho sempre pensato ma ne ho avuto una clamorosa conferma quando un compagno di partito mi ha detto che ha visto una persona sponsorizzare una squadra di calcio di bambini con un’azienda di videopoker. È questa la civiltà della società civile? Questo è solo una dei milioni di esempi che si potrebbero fare.

Questa è una brutta campagna elettorale – dice Concita – perché non c’è idealità.

Che sciocchezza Concita! A partire dallo slogan che campeggia su tutti i manifesti (L’Italia giusta), e proseguendo poi con i continui richiami sui valori del lavoro e della legalità, la Campagna elettorale del Centrosinistra è piena di idealità. Concita ignora la giornata di lavoro fatta a Roma alcuni giorni fa dal titolo “Le parole dell’Italia giusta”, una giornata durante la quale si è affermato con chiarezza che per cambiare l’Italia bisogna prima di tutto lavorare sulle parole, sul linguaggio e sulla cultura.

Dice Concita: Grillo è l’unico che riempie le piazze.

Concita ignora che il Centrosinistra riempie le sale dei cinema e dei teatri, che Bersani, Renzi & C stanno girando l’Italia e riscuotono uno strepitoso successo di pubblico perfino parlando in modo serio di cose serie, senza utilizzare le tecniche ruffiane e artificiose del comico, professionista o dilettante che sia. Concita ignora che venerdì 8 scorso c’era una sala piena a Corsico per ascoltare Pippo Civati e i nostri candidati al Consiglio regionale, che domenica 10 scorsa c’era una sala piena ad Assago ad ascoltare Barbara Pollastrini e i nostri candidati al Consiglio regionale, e che di questi fatti politici ne accadono a migliaia in Lombardia e in tutta Italia. Una foresta che cresce fa certamente meno rumore della chiacchiera del giornalismo.

C’è una distanza enorme, un abisso, tra la politica e cittadino – dice Concita.

E qui probabilmente compare la malafede. Sono passare poche settimane dal successo straordinario delle primarie del Centrosinistra e te lo sei già dimenticato? Centinaia di migliaia di volontari mobilitati per organizzare, milioni di persone con file interminabili hanno affollato i seggi. Due turni elettorali a distanza di una settimana, sembrava una pazzia (1460 votanti a Buccinasco!). E poi le primarie per i candidati al Parlamento il 29 dicembre con ancora una volta una straordinaria partecipazione, vista anche la data. Su questo enorme popolo in cammino Concita getta il suo “nulla”. Azzerati, tutti azzerati, tutto azzerato, come se nulla fosse.

La politica attuale – dice Concita – ci ripropone modelli ottocenteschi o Novecenteschi obsoleti. Che sciocchezza Concita! È davanti agli occhi di tutti che il PD è un esperimento politico totalmente nuovo, dove culture e pratiche politiche s’incontrano per cercare nel dialogo razionale una sintesi più avanzata. Sono davanti agli occhi di tutti le fatiche e le incertezze di questo cammino, segno comunque evidentissimo di una ricerca, di un percorso che vuole e cerca di produrre una novità, un cambiamento, pur restando ancorato alla forma partito, unico strumento utile all’esercizio della responsabilità politica personale del cittadino.

Insomma, cara Concita, sei conciata male, ma non sei la sola nel teatrino dei mass media italiani. Liberati concita dei tuoi pregiudizi, non ripetere a pappagallo, apri gli occhi e guarda il mondo che vive.

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Pubblicato il 17 febbraio 2013, in EDITORIALI, POLITICA NAZIONALE con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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