A BUCCINASCO È SCOCCATA L’ORA DEGLI APPRENDISTI STREGONI DELLE INDAGINI

di David Arboit

Buccinasco comune della ndrangheta! Sì certo, si può essere d’accordo. Ma anche Buccinasco Comune dell’uso ambiguo, sistematicamente improprio, superficial-malevolo o superficial-cialtrone delle parole. Buccinasco Comune delle parole in libertà, della incapacità assoluta di valutare in modo razionale e corretto il significato delle parole. Buccinasco comune dell’uso irresponsabile delle parole.

Il testo che segue, che leggeremo analiticamente in dettaglio, dimostra la tesi che precede in modo direi esemplare. È un testo scritto e fatto circolare via mail dal cittadino di Buccinasco Alessandro La Spada, sostenitore della Coalizione civica che ha candidato a Sindaco Fiorello Cortiana.

Ma per capire meglio un breve antefatto. Ciò che ha provocato il tutto è la recente pubblicazione della relazione finale della Commissione parlamentare sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. Poiché in numerose pagine si parla di Buccinasco, il Consigliere Cortiana ha proposto la costituzione di una Commissione consiliare conoscitiva sulla malavita e i suoi rapporti con l’amministrazione di Buccinasco. La Maggioranza ha subito accettato la proposta e ha preso pubblicamente l’impegno di attuarla. Il Presidente del Consiglio Rosa Palone, durante la seduta del 31 gennaio 2013 a nome della Maggioranza ha dichiarato:

«In qualità di Presidente del Consiglio comunale accolgo con favore la proposta dei consiglieri Cortiana ed Errante, condivisa da tutte le forze politiche, di istituire una Commissione d’indagine per approfondire le vicende descritte dalla relazione bicamerale, che ha per oggetto le attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.»

Veniamo ora alla lettura del testo fatto circolare da Alessandro La Spada. Alessandro, da ora in poi lo chiamo così perché lo conosco bene, dopo avere fatto riferimento ai recenti fatti di cronaca scrive:

«Nel nostro comune girano molte verità, tutte di parte, sulle pressioni che la malavita esercita sulla pubblica amministrazione.»

Apprendiamo per cominciare che a Buccinasco “nessuno dice la verità” a proposito di ndrangheta. Tutte le verità sono di parte. “Tutte” significa in italiano proprio “tutte”, quindi sia quelle “favorevoli” alla ndrangheta, quelle che magari minimizzano il fenomeno dell’infiltrazione, sia quelle “ostili” alla ndrangheta, cioè quelle che vogliono invece evidenziarne la presenza e l’invadenza. Sono tutte di parte, sono mezze verità o meglio mezze bugie.

Leggendo apprendiamo inoltre che a Buccinasco “la malavita esercita” pressioni sulla pubblica amministrazione. Mi chiedo allora, in quanto cittadino che si preoccupa, l’uso al presente nel verbo esercitare, “esercita”, è casuale? Allude forse Alessandro a pressioni che oggi, adesso, in queste settimane la malavita ha esercitato sulla pubblica amministrazione? E se sì come ne ha notizia, e in quali circostanze l’ha avuta? Ha denunciato alla magistratura questa “notizia di reato”? Molto meglio, più saggio e prudente, sarebbe stato usare un passato prossimo, un “ha esercitato”, meno problematica come forma verbale e come responsabilità riguardo a quel che si dice.

Poi Alessandro continua:

«Ora il Consiglio Comunale ha accettato la proposta della Coalizione Civica di creare una commissione d’indagine per fare luce.»

Alessandro sembra ignorare con questa affermazione alcune cose.

In primo luogo una questione di fatto. Sulle vicende oscure di ndrangheta a Buccinasco c’è già chi ha fatto luce perché sono stati istruiti di recente, a partire dal 2008 (e omettiamo il passato), almeno tre processi: Cerberus, Parco Sud I e Parco Sud II. Chiedo allora ad Alessandro: tu ipotizzi ci sia altro, su cui fare luce, ci sia altro da indagare che è stato trascurato dalla magistratura e dalla polizia giudiziaria? Se sì, di che cosa si tratta e come ne ha avuto notizia? Ha, Alessandro, a questo proposito, denunciato o presentato esposti agli organi competenti?

In secondo luogo una questione di diritto. Fare indagini non è compito del Consiglio comunale. È compito degli organi di polizia giudiziaria e della magistratura. Per poter fare indagini occorre avere una competenza specifica in termini giuridici che consenta di individuare delle fattispecie di reato. Per poter fare indagini occorre avere strumenti tecnici (intercettazioni, accesso ad atti ecc.) e professionalità specifica. Poter fare indagini occorre avere “il diritto e cioè i poteri” che autorizzano una persona a fare indagini; sono poteri attribuiti dalle leggi dello Stato. Fare indagini significa mantenere il cosiddetto “segreto istruttorio”, cosa che si concilia ben poco con la pubblicità e la visibilità che si addicono a una Commissione comunale.

Allora appare evidente che Alessandro non ha alcuna chiarezza a proposito dei limiti di fatto e di diritto che competono a una Commissione consiliare. E questo è chiaramente dimostrato da una affermazione che segue:

«Sostanzialmente la commissione dovrà indagare gli ultimi 15 anni di storia del Comune.»

Con straordinaria superficialità viene buttata lì questa frase che per certi aspetti si commenta da sola. Provate solo a immaginare la mole di documentazione che sarebbe necessario procurarsi, e poi leggere con attenzione, e poi vagliare con competenza, a proposito della storia amministrativa degli ultimi 15 anni di Buccinasco. E della quantità di testimoni che sarebbe necessario ascoltare per poter interpretare correttamente le carte, tutte cose che normalmente vengono fatte da sostituti procuratori e relativa polizia giudiziaria in una quantità di ore di lavoro a volte mostruosa.

Insomma, in campagna elettorale abbiamo visto scendere in campo gli apprendisti stregoni della politica e oggi, dalla stessa cornucopia, o vaso di Pandora, escono gli apprendisti stregoni delle indagini. Comicità involontaria? Può darsi.

«Alcuni, come me, – continua Alessandro – pensano che Buccinasco abbia una nuova occasione di valorizzare la presenza in Consiglio di Fiorello Cortiana, affidandogli la presidenza della commissione.»

Se l’obiettivo di indagare gli ultimi 15 anni di storia amministrativa di Buccinasco appare un po’ folle, un target assolutamente irrealizzabile, altri obiettivi più modesti e “pratici” sembrano invece essere a portata di mano. La frase che precede ci aiuta a comprendere quale obiettivo piacerebbe ad Alessandro assegnare alla Commissione consiliare. Si tratterebbe infatti della “possibilità di valorizzare Fiorello Cortiana”. Ma valorizzare in che senso: garantire a Fiorello una certa visibilità politica? Buccinasco che in quanto teatro principe della lotta alla ndrangheta, è costantemente sotto i riflettori puntati dai mass-media, si presta a una “visibilità politica” di Fiorello? Oppure si tratta di rendere di pubblica utilità l’esperienza di Cortiana?

Proseguiamo leggendo.

«Cortiana, avendo gestito questioni di alto livello (come senatore e inviato del Parlamento), può gestire i lavori con la necessaria competenza, imparzialità e rapporti istituzionali. Non è coinvolto nei fatti da ricostruire.»

Dice Alessandro “siccome ha fatto il parlamentare, Cortiana è capace di gestire i lavori”. Rispondo: dopo aver letto la relazione sui rifiuti della Commissione parlamentare l’essere, o essere stato, parlamentare, non mi pare proprio possa essere una referenza. Ci sono molte imprecisioni e valutazioni superficiali.

Dice ancora “siccome ha fatto il parlamentare, Cortiana è imparziale”. E qui mi rotolo a terra ridendo a crepapelle e pensando a quelli che nel Parlamento italiano hanno votato a Maggioranza che Ruby era la nipote di Mubarach. Sono certo che Fiorello, persona che stimo, come i deputati del Centrosinistra, non avrebbe mai fatto un’idiozia simile. Certo è che deputato = imparziale è una teoria ardita.

Dice “non è coinvolto nei fatti, è estraneo a Buccinasco, è super partes”. Rispondo: non conosce bene Buccinasco, cosa peraltro già in parte emersa durante la scorsa Campagna elettorale. Per di più, i fatti, e le loro interpretazioni a mezzo stampa, di questi giorni dimostrano come siano molto, ma molto pochi quelli che conoscono bene, e veramente a fondo i fatti di Buccinasco; dimostrano inoltre quanto sia facile farsi turlupinare con narrazioni completamente sbagliate, o astutamente rimaneggiate, artificiosamente costruite da persone interessate, che hanno come unico obiettivo la propaganda politica, oppure consumare vendette personali, oppure la visibilità e il lucro politico che si conseguono ergendosi a portabandiera della legalità.

Ma andiamo avanti a leggere perché è nella chiusa che Alessandro raggiunge il vertice della sua argomentazione, dà il meglio di sé utilizzando l’arma dell’insulto.

«Quando abbiamo fondato la Coalizione, proponendo Cortiana come sindaco, pensavamo che il singolo intervento più efficace a Buccinasco fosse tagliare il canale di conoscenza e/o familiarità che esiste tra persone più o meno specchiate e i politici locali.»

La Coalizione civica, dice qui Alessandro, è stata creata perché la cosa più importante da realizzare subito per far fare a Buccinasco un salto di qualità era tagliare il canale, recidere i legami, tra i politici locali, tutti i politici locali, senza distinzioni ovviamente tra destra e sinistra, classica affermazione del populismo sedicente civico. Io trovo che questa affermazione sia ignorante e personalmente insultate. Invito Alessandro a passare in rassegna tutti gli attuali membri del Consiglio comunale e della Giunta di Buccinasco appartenenti al Centrosinistra e a indicare nomi e legami di familiarità e conoscenza con “persone più o meno specchiate”. Quali legami sarebbe necessario recidere tra “persone più o meno specchiate” e politici locali del Centrosinistra? E per quale ragione?

«Un politico locale, di qualsiasi partito, avrebbe come prima esigenza minimizzare il ruolo dei ‘suoi’ ed enfatizzare quello degli ‘altri’.»

Gli insulti proseguono con questa affermazione in cui si dice che i politici locali, a qualunque partito appartengono, sono necessariamente destinati a “barare al gioco” quando si tratta di accertare la verità sui fatti di Buccinasco, e quindi truccherebbero le carte per coprire le loro responsabilità personali, o di partito, e per enfatizzare le responsabilità personali o di partito dello schieramento opposto.

L’insulto ferisce in particolare me personalmente, che con Alessandro ho dialogato a lungo, da uomo a uomo. E insieme ferisce anche il mio partito che recentemente, riguardo alle candidature nazionali per il Parlamento, ha avuto il coraggio e la determinazione di allontanare dalle liste persone sulle quali gravava solo un’ombra di sospetto.

E siccome i Partiti barano al gioco, quasi per natura si potrebbe dire, allora soluzione è:

«su fatti che riguardano tutta la politica locale, l’unico indagatore credibile è uno che viene da fuori.»

Se questo è vero, ed è vero pure ciò che precede poco sopra, allora ne consegue logicamente (se il principio di non contraddizione ha ancora un valore) e necessariamente che non solo il Presidente, ma tutti i componenti della Commissione dovrebbero venire da fuori. Che tipo di lavoro potrebbe fare un Presidente onesto e competente, circondato da un nugolo di Consiglieri comunali, i famigerati “politici dei partiti”, che hanno come unico obiettivo quello di coprire o sminuire le malefatte del proprio partito? Sarebbe una lotta estenuante. Che razza di relazione finale uscirebbe da uno sfibrante tira e molla su frasi e parole, tra un Presidente onesto e la canea dei manigoldi appartenenti ai partiti votati esclusivamente alla difesa dell’interesse di parte? Verrebbe fuori una di quelle tipiche relazioni parlamentari dove si dice tutto e niente, dove tutto viene diluito e sfumato, quando non capita invece che si prendano della cantonate. Che senso ha una Commissione del genere? Se è così una Commissione consigliare non ha senso.

Soffermiamoci poi sulla espressione “indagatore credibile”. È bene che Alessandro impari che l’unico indagatore credibile nel sistema costituzionale italiano è un magistrato, è un giudice istruttore al quale lo Stato affida il diritto e il potere di indagare perché professionalmente preparato al compito. A questo magistrato lo Stato affida il potere di indagare e di indirizzare il lavoro di accertamento della polizia giudiziaria. L’indagatore Cortiana quali competenze specifiche ha riguardo al mestiere dell’indagare? A chi affiderebbe il lavoro di accertamento? All’agenzia privata Tom Ponzi?

Valutando complessivamente questo testo, devo dire che una così nutrita collezione di sciocchezze collocate in una unica, sola e medesima pagina non mi era mai capitata nella mia lunga carriera di lettore professionale. Faccio l’editor di professione e di pagine ne ho lette centinaia di migliaia, pagine belle, brutte oppure così così, ma una bruttura simile non l’avevo mai incontrata.

Una pagina brutta e meschina anche della storia politica di Buccinasco.

Concludendo. L’articolo 18 del Regolamento del Consiglio Comunale prescrive con chiarezza che il presidente della Commissione di indagine conoscitiva spetta di diritto alla Minoranza. La Maggioranza non può metterci il becco perché viene eletto a maggioranza dei voti della Minoranza.

La Maggioranza ha accettato di buon grado la costituzione della Commissione, e con questo sa benissimo che non ha alcun diritto di influire nella nomina del Presidente.

Il Partito Democratico ha stima umana e politica di Fiorello Cortiana, e non pone alcuna pregiudiziale sulla sua nomina a presidente.

Chi ha scritto «La proposta Fiorello Cortiana presidente della commissione (commisisone si badi, ove la maggioranza sarà comunque della amministrazione oggi insediata) non piace, si vuole evitarla ? Cosa può inventarsi lì per lì, per contrastarla?» non ha capito, cosa che gli capita spesso, un bel niente. È una affermazione completamente fuori luogo, ed è stato scritta a causa di una ignoranza del Regolamento del Consiglio comunale.

Molta meno stima, quindi, il PD ha, per i coriferi di Cortiana, i quali con la loro opera di disinformazione ignorante non fanno un buon servizio al loro campione, e anzi gli procurano una serie infinita di pessime figure da cui lui è sistematicamente costretto a dissociarsi prima in privato e poi in pubblico.

La rozzezza politica di questi “apprendisti stregoni” della politica emerge con evidenza dal fatto che si costringe il PD a prendere posizione sulla figura di Cortiana e quindi a manifestare gradimento per una sua Presidenza. A questo punto che cosa è autorizzato a pensare il cittadino elettore del Centrodestra? Non potrebbe pensare che il Centrosinistra ha già fatto l’inciucio con Cortiana (politico di professione e quindi inciucista per natura)? L’elettore di Centrodestra non potrebbe avanzare l’ipotesi che il Centrosinistra ha detto sì alla Commissione perché sapeva già che sarebbe stato nominato un presidente a lui gradito? Come può il cittadino elettore di Centrodestra sentirsi garantito da una presidenza Cortiana? Come potrà Cortiana (peraltro sotenitore di Ambrosoli!!! alle regionali lombarde) giudicare serenamente essendo costretto a fugare l’idea di un inciucio col Centrosinistra?

I corifei sciocchi di Cortiana hanno “bruciato” scioccamente la proposta presidenza Cortiana? Forse sì.

P.S. Tanto per evitare fraintendimenti veri o pelosi che siano: io ritengo che l’iniziativa La Spada sia assolutamente corretta nel metodo, ma disgraziata nel merito. Calcisticamente: buona l’intenzione, pessima l’esecuzione.

Pubblicato il 7 febbraio 2013, in CONSIGLIO COMUNALE, EDITORIALI, POLITICA LOCALE con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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