FAMIGLIA SANUA: QUANDO L’EREDITÀ DI UN PADRE NON È IL DENARO

Sanua[ di David Arboit ]

Corsico, Oratorio della Chiesa di Sant’Antonio, ore 22 e 15 circa. Parla Lorenzo Sanua, figlio di Pietro Sanua, venditore ambulante e presidente dell’Anva (Associazione nazionale venditori ambulanti) di Milano, assassinato a Corsico dalla mafia, all’età di 47 anni, il 4 febbraio di 18 anni fa.

È un momento di grande commozione per me, e anche per gran parte della sala.

Sono parole piene, rotonde, pesanti, quelle di Lorenzo, che ti si scolpiscono nel cuore e nella mente, parole che hanno come fondamento la dura pietra di una durissima esperienza, parole che ti inchiodano a una precisa responsabilità e ti chiedono di rispondere con chiarezza alla domanda: tu da che parte stai?

Stridono le parole di Lorenzo, accanto alle parole lievi, ripetitive, autocelebrative, rituali, di una politica che non riesce mai a resistere alla tentazione di parlare, sempre e comunque. Non riesce mai, nemmeno per una volta, a fare silenzio. Parole, quelle della politica, fondate sulla sabbia di un bagnasciuga costantemente spazzato dalle onde.

Il padre, Pietro, lo conoscevo di nome, lo conoscevo pochissimo. Dal racconto del figlio emerge la figura di un uomo che non si ferma all’essere onesto lavoratore e padre di famiglia, non si ferma al quieto vivere, e si prende delle responsabilità, si carica di un impegno sociale, che è anche politico, importante. Sono oneri evidentemente pesanti, e per questo paga il prezzo più alto: la vita. Anche in questo caso, come in molti altri, a partire dalla Resistenza al nazifascimo per giungere ad oggi, si pone la domanda: ma chi glie lo ha fatto fare? E dalla risposta a questa domanda dipende la qualità della vita di ciascuno, la qualità della vita della comunità in cui si vive, e dipende forse soprattutto la qualità umana delle generazioni che seguiranno.

Il figlio, Lorenzo, non lo conosco per nulla. L’ho “conosciuto” ieri sera. Dalle parole che ha pronunciato emerge però con evidenza che ha raccolto l’eredità del padre. E questa cosa mi commuove ancora di più del racconto straziante della barbara fine di Pietro, morto tra le braccia del figlio.

Padri e figli uniti nella lotta a partire da un ideale comune. Generazioni diverse, stili diversi, mode diverse, tutto diverso, ma ideali comuni di giustizia.

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Pubblicato il 5 febbraio 2013, in EDITORIALI, POLITICA LOCALE con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Carmela Mazzarelli

    E’ una coincidenza, un caso. Pietro Sanua, vittima del racket dei mercati, ucciso nel 1995 era nato a Lavello. Questa sera ho partecipato alla fiaccolata in sua memoria e mi sono commossa, emozionata. Io me lo ricordo il Sanua, quando facevo il vigile a Corsico, me lo ricordo quando andavamo la mattina a fare “la spunta” e lo ricordo quando partecipava agli incontri presso l’ufficio annonaria. Eccome se lo ricordo! E mi sono emozionata a pensare quanta gente perbene ha partorito la mia terra!

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