CONSIGLIO COMUNALE 31 GENNAIO 2013, ADOZIONE PGT: L’INTERVENTO DEL SINDACO MAIORANO

MaioranoCon il Consiglio di questa sera, giungiamo al primo fondamentale appuntamento con il Piano di Governo del Territorio: l’adozione.

Le premessa del lavoro svolto sono state il programma elettorale prima e poi gli impegni assunti con gli indirizzi generali di governo comunicati all’atto dell’insediamento di questa Amministrazione.

Il presupposto dal quale siamo partiti si condensava in alcuni punti fondamentali. Li ricordo:

• il principio di non consumo di suolo;

• il contenimento delle volumetrie;

• il recupero della vocazione agricola dei borghi rurali;

• la conservazione degli standard di verde;

• il rilancio e valorizzazione delle caratteristiche ambientali di Buccinasco nel più ampio quadro della Città Metropolitana;

• l’inversione della logica di utilizzo degli oneri frequentemente destinati a soddisfare la parte corrente quale fenomeno di compromissione dei bilanci successivi a causa della loro natura di non ripetibilità.

Come ho avuto modo di affermare in diverse circostanze, nelle commissioni che in argomento si sono succedute come in occasione di incontri pubblici, non siamo partiti da zero. I tempi stretti nei quali abbiamo dovuto operare, ci hanno in qualche modo obbligati a far tesoro delle precedenti esperienze a prescindere dal loro esito finale, a tener conto di tutta quella documentazione che corrispondeva come dato di fatto e di diritto a non mutati scenari ed analisi già svolte, ad integrare ed aggiornare gli aspetti rivelatisi superati. In buona parte, quindi, il nostro piano ripercorre osservazioni, desideri, prospettive di sviluppo intervenuti nei contesti riferibili a tutte le edizioni poste in essere.

Comune, infatti, è rimasta la declinazione del principio di non consumo di suolo. Ciò significava e significa operare là dove la condizione urbanizzata si presenta in qualche modo abbandonata e spesso degradata con elementi e funzioni non più compatibili con il tessuto residenziale. Zone quindi normalmente occupate da vecchi opifici, alcuni per altro con presenza di parti di amianto, che esigono necessari interventi di bonifica, di riqualificazione e di trasformazioni.

Sono tre i poli maggiormente interessati su cui è stata posta la maggiore attenzione:

• l’area in prossimità alle funzioni amministrative del Municipio, occupata in precedenza dalla ex Cabel poi Triveneta Cavi;

• l’area posta tra via Resistenza e p.zza S. Biagio;

• l’area, minore per dimensione, di via Friuli in prossimità della via Manzoni.

Tutte queste aree erano già considerate nelle precedenti esperienze e l’unica variante di rilievo, rispetto ad esse, è la più ridotta attribuzione degli indici volumetrici.

La ragione più complessiva di tale riduzione e, di conseguenza della determinazione degli abitanti teorici, è derivata dalla constatazione di una notevole disponibilità di patrimonio abitativo, prodotto in particolare dagli ultimi PII, che, anche per effetto della crisi economica, è rimasto invenduto.

La riduzione delle volumetrie contrasta con la logica della massima ricerca degli oneri. L’esperienza ci insegna però come sia nociva la rincorsa agli oneri. Più oneri significa normalmente maggiore compromissione del territorio e continua espansione urbanistica sottraendo spazi sempre maggiori all’attività agricola, ma soprattutto danneggiando il già complesso equilibrio ambientale.

È d’altro canto evidente come troppe volte gli oneri, anziché essere utilizzati, come sarebbe normale, per opere, hanno costituito e malamente uno strumento a copertura della spesa corrente aprendo poi voragini nei bilanci non più in grado successivamente di soddisfare le esigenze temporaneamente appagate per effetto della non ripetibilità delle entrate. L’azione è quindi rivolta a misurare le proprie capacità di spesa nella programmazione delle proprie priorità senza precarizzare il futuro mettendo a rischio gli equilibri di bilancio.

La difficoltà economica, in qualche modo già presente negli anni precedenti, non poteva che essere maggiormente considerata al momento presente. A Maggior ragione quindi si giustifica la volontà di non abbandonare l’idea di affiancare all’edilizia privata una consistente percentuale di edilizia convenzionata e di iniziative di social hausing.

Restiamo infatti convinti della necessità che sia doveroso creare le condizioni per realizzare abitazioni a prezzi più contenuti rispetto alle quotazioni di mercato al fine di consentire la permanenza e l’inserimento di fasce della popolazione meno fortunate in particolare di giovani coppie ed anziani che diversamente non potrebbero che rinunciare al desiderio di un’abitazione propria. Riteniamo infatti sia fondamentale che si consolidi di una stratificazione sociale in grado di sviluppare reti di rapporti plurali e di garantirne la coesione.

Un aspetto che inevitabilmente si inserisce all’interno del capitolo dello sviluppo è certamente il perseguire l’obiettivo di realizzare un centro cittadino da svilupparsi nell’ambito più prossimo a piazza San Biagio. È una vita che ci sentiamo ripetere che Buccinasco manca di una precisa identità e che c’è il dovere di creare luoghi di riconoscimento stabili per la nostra popolazione. Crediamo indispensabile la realizzazione di un centro che favorisca, attraverso l’inserimento di appropriate funzioni, l’ambito più proprio di sviluppo della socializzazione e del formarsi di rapporti civici. Saranno i piani attuativi che meglio disegneranno queste opportunità dove anche il pubblico dovrà trovare la sua presenza come stimolo di iniziative.

Per quanto attiene il tema del verde, lo scenario che si presenta è quello del consolidamento dei già favorevoli indici disponibili. In realtà non solo si confermano i 45 mq. per abitante, ma l’operazione comporterà un suo ampliamento.

Sempre sul verde vengono confermati i due corridoi ecologici a protezione e valorizzazione delle peculiarità del nostro territorio anche in termini di contrasto e di freno alla corsa al rialzo della rendita territoriale al fine di programmare uno sviluppo che stia dentro ai canoni della sostenibilità dal punto di vista sociale ed ambientale.

Con riferimento ai nostri borghi non possiamo che ripeterci. Essi sono fuori dalla costruzione dell’impianto di questo PGT. Resta tuttora valido il PII di Gudo Gambaredo. L’auspicio che in questo momento tutti possiamo farci è che, ritiratosi l’operatore che in passato aveva manifestato interesse, possa essercene un altro che, accogliendo gli elementi prescrittivi e le norme del Parco Agricolo Sud Milano, garantisca la realizzazione di quel piano di intervento.

Per quanto invece riguarda il piano di recupero di Buccinasco Castello ci si sta muovendo d’intesa con il Parco Agricolo Sud Milano affinché, proprietà e operatori, a fronte dei ricorsi presentati, agiscano e rimuovano le cause che li hanno originati. Nel merito ci sono in atto una serie di contatti che oltre all’Amministrazione ed ovviamente la proprietà, coinvolgono il Parco Agricolo Sud Milano e, per gli aspetti di suo interesse, la Sovraintendenza alle belle arti. Ho colto l’interesse da parte di tutti a trovare la soluzione più equilibrata e soddisfacente in modo da rendere compatibile e, per certi aspetti del tutto garantita, la prosecuzione dell’attività agricola attualmente presente unitamente allo sviluppo zootecnico. Il piano di recupero quindi dovrà rimettersi alla normativa e al rispetto dei tipici elementi architettonici della campagna lombarda perché la memoria non sia esclusivamente un ricordo, ma un dato caratterizzante del recupero del borgo.

Tutto il disegno del nostro PGT, con la previsione della dotazione dei necessari servizi, è mirato a inserirsi in modo armonico nella logica di equilibrio della città metropolitana. Buccinasco, a differenza di alcuni comuni contermini, ha la fortuna di disporre di un patrimonio non urbanizzato per metà del suo territorio dove natura ed ambiente formano un unicum a ridosso della grande città.

Se osserviamo il tasso di urbanizzazione di Corsico, 87%, di Cesano di poco sotto al 70%, di Trezzano sul Naviglio anch’esso di notevoli proporzioni,  si comprende perché a Buccinasco possa e deve essere assegnata una vocazione di riequilibrio complessivo da rendere disponibile alla grande città.

Non si tratta qui di dover attendere l’evento che istituzionalizza la città metropolitana che, in assenza di eventuali nuovi interventi normativi, dovrebbe realizzarsi con il 1° di gennaio del 2014. Si tratta, casomai, di anticipare non un’idea, ma riconoscere ciò che è già un dato di fatto acquisito nella coscienza dei cittadini e metabolizzato nella logica delle cose.

Non è più possibile sprecare ulteriori occasioni, e mai su questo punto bisogna stancarsi dal proporle, perché la realtà di conurbazione che ci caratterizza spinge a realizzare le necessarie e non più rinviabili intese tra i comuni vicini nella gestione dei servizi e della stessa programmazione territoriale. È un atto di responsabilità politica che richiede fantasia e coraggio, obbligati se non dalla consapevolezza, almeno dal riscontro oggettivo della limitatezza delle risorse, di tutte le risorse e non solo di quelle economiche.

Questo non può che spingerci ad auspicare una più attenta presa di coscienza, da parte di tutti gli attori. Una presa di coscienza certamente accelerata dalla vicenda economica, ma che in primo luogo deve poter significare e invitare tutti a una più generale inversione di tendenza culturale e di costume quali presupposti a un diverso stile di vita con il recupero della dovuta sobrietà nel rispetto delle future generazioni.

Al termine di questa forse lunga digressione, ritenendo assolutamente utile il lavoro compiuto e soprattutto della bontà della costruzione di un quadro che ha cercato di tenere insieme quanto di buono espresso nel passato e le esigenze poste nella fase presente, vorrei augurarmi che, pur nelle distinte posizioni dialettiche, il Consiglio Comunale sappia apprezzarne lo sforzo ed esprimere di conseguenza una positiva valutazione.

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Pubblicato il 1 febbraio 2013, in CONSIGLIO COMUNALE, POLITICA LOCALE con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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