BUCCINASCO, 27 GENNAIO 2013, GIORNATA DELLA MEMORIA

2013_01_21_giornata_della_memoria

Giornata della memoria, e quindi di memoria e di storia proviamo a farne un po’. Fare memoria perché è di questo che c’è un gran bisogno, in un mondo che è incapace di costruire nel presente perché non interpreta il passato e non progetta il futuro.

Le vittime

Il sistema dei Konzentrationslager (KZ) è nato in Germania nel… 1915. Creato dalla grande industria militare della famiglia Krupp, ospitava i lavoratori polacchi che erano impiegati nelle fabbriche. Durante la guerra ospitò anche i prigionieri e i dissidenti politici (comunisti) costretti al lavoro forzato.

I Konzentrationslager furono poi chiusi dai governi socialdemocratici a partire dal 1923. Dopo la presa del potere, già a partire dal 1933, i nazisti riorganizzarono questo sistema di internamento.

Dal 1933 a l 1935 questi campi “ospitarono” i detenuti politici e chiunque si era opposto alla dittatura di Hitler. Scompiono così dalle 20 alle 30 mila persone.

Dal 1936 al 1938 nuove figure sociali fecero la conoscenza con questo sistema di detenzione e di eliminazione. Tocco alla categoria degli asociali, come per esempio i malati di mente,  gli omosessuali, i testimoni di Geova e gli Arbeitsscheue, termine tedesco che significa letteralmente “timidi nel lavoro”, cioè “oziosi”, quelli che con una espressione più attuale potrebbero essere definiti “fannulloni”. Detto questo, temo che qualcuno di voi ci stia già facendo un progettino, e stia pensando: forse potrebbe essere un metodo per risolvere la crisi economica.

Scompaiono così dalle 40 alle 60 mila persone.

Dal 1938 in poi è la volta degli ebrei, poi con la guerra soprattutto dei russi, e poi di tutti gli altri. Tra questi 500 mila zingari, tra Rom e Sinti; è il cosiddetto olocausto degli zingari, il porrajmos. Tra i tanti che hanno subito, gli zingari non sono quelli che hanno sofferto di più ma vale la pena di citarli perché a Buccinasco abbiamo una comunità di Sinti, quelli che vivono al Terradeo, e per strada ogni tanto si sente qualcuno che quasi quasi sembra avanzare la proposta di circondarlo con il filo spinato quel quartiere.

I carnefici

Leggendo i libri scolastici di storia si nota una inesorabile tendenza a germanizzare i crimini del nazifascismo europeo. È vero che la Germania ha una responsabilità incomparabilmente maggiore, ma la volontà distruttiva nazista ha attecchito in tutta Europa. Il nazifascismo non è stato un fenomeno tedesco, né un fenomeno italo-tedesco, è stato un fenomeno politico e sociale europeo.

Quanto su queste ci sarebbe da raccontare e ricordare.

Un solo esempio. Croazia, campo di sterminio di Jasenovac, complessivamente 700.000 morti. Una della guardie, lo studente in legge croato Petar Brzica, organizza le gare dei tagliagole. È lui il campione: giustizia in una notte 1360 prigionieri tagliandogli la gola.

Gli spettatori

Di fronte a questa immane tragedia c’è chi per paura, per comodità personale, ma anche per indifferenza si tiene da parte. Di questi c’è ben poco da dire, né c’è alcunché da ricordare. Ce ne parla però un poeta anonimo.

Quando vennero

Prima vennero a prendere gli zingari

fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere i comunisti,
 e io non dissi niente,

perché non ero comunista.

Poi vennero a prendere i socialdemocratici,
 e io non dissi niente,

perché non ero socialdemocratico.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
 e fui sollevato,

perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto,

perché mi stavano antipatici.

Un giorno vennero a prendere me,

e non c’era rimasto nessuno a protestare.

La Resistenza

Alcuni, invece, hanno avuto il coraggio di dire no. E di fare qualcosa, di mettersi in gioco, di mettersi in un gioco assai rischioso. Una minoranza? Sì, ma numerosa e importante perché ci garantisce che l’umanità c’è. Vediamone uno.

Odoardo Focherini, giornalista cattolico di Carpi, in provincia di Modena.

Scelgo lui tra i tanti perché era un padre di famiglia, aveva cioè moglie e sette figli. Era anche amico di Don Zeno Saltini, il fondatore di Nomadelfia.

A partire dal 1942 organizza una rete di espatrio per salvare ebrei, e ne salva più di 100.

Arrestato l’11 marzo del 1944, detenuto nel campo di Flossemburg, muore nel dicembre del 1944.

Era un padre di famiglia, aveva sul groppone sette figli, ma chi glielo ha fatto fare?

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Pubblicato il 27 gennaio 2013, in EDITORIALI, POLITICA LOCALE con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Chi glielo ha fatto fare? La dignità, la consapevolezza di essere un UOMO

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