BILANCIO DI PREVISIONE 2013: QUALI NOVITA’ PER IL CITTADINO

bil_previsionedi Ottavio Baldassarre

Per i Comuni è un adempimento annuale oltre che obbligatorio. Abbiamo voluto approvarlo celermente e questo ha imposto un notevole impegno, anche a causa delle molte incertezze legislative ancora esistenti. Questa nostra decisione permette al Comune di operare a partire dal gennaio 2013 tenendo conto delle decisioni già prese e quantificate nel bilancio di previsione.

Dopo due anni di gestione commissariale che ha avuto come obiettivo prevalente la gestione puramente tecnica del Comune, in particolare il far quadrare i conti, la coalizione di Centrosinistra ha elaborato il bilancio di previsione 2013 tenendo conto delle istanze di politica amministrativa emerse dal confronto di idee sul tema “Come amministrare” in un contesto economico e finanziario particolarmente negativo.

Abbiamo quindi fatto scelte tecniche alla luce di indirizzi politici. Le linee guida che abbiamo seguito per elaborate il bilancio di previsione sono state le seguenti:

• tener conto delle politiche del Governo centrale come l’indirizzo della riduzione della spesa e il taglio continuo dei trasferimenti dalla Stato ai Comuni; tutti  abbiamo ascoltato nel dibattito pubblico i termini sintetici creati per indicarle “Spending Review” e “Decreto salva Italia”;

• tener conto delle difficoltà che il cittadino incontra, in questo difficile momento dell’economia, se subisce ulteriori incrementi del livello impositivo con i tributi locali (addizionale IRPEF ed IMU);

• tener conto della necessità di ridurre le spese del Comune, ma con l’obiettivo anche di mantenere la stessa quantità di servizi con maggiore efficienza.

Lavorando su entrate/uscite si deve tener conto del seguente principio: ai Comuni si impone nel bilancio di previsione l’uguaglianza tra entrate e spese correnti.

Per quanto riguarda le entrate tributarie abbiamo, senza variazione di gettito:

a) rimodulato l’addizionale comunale IRPEF; per affermare un principio di equa distribuzione dei pesi fiscali, abbiamo modificato le aliquote percentuali rendendo meno gravosa l’imposta per le fasce di reddito più basse, e leggermente più gravosa l’imposta per i redditi superiori; abbiamo esentato dall’imposta i redditi sino a 15.0000 euro; la diminuzione a riguardato la maggioranza dei contribuenti;

b) mantenuto costante l’aliquota IMU sulla prima casa al 4,7 per mille; sulla seconda casa abbiamo differenziato l’attuale aliquota del 7,8 per mille sia riducendola sulle seconde case affittate all’aliquota base del 7,2 per mille sia aumentando l’aliquota sulle seconde case non locate al 9 per mille; è una differenziazione basata sul fatto che chi ha un immobile locato subisce una maggiore tassazione per addizionale comunale IRPEF rispetto a coloro che hanno un immobile sfitto.

Per quanto riguarda le tariffe dei servizi a domanda individuale abbiamo aumentato la refezione scolastica e asili nido con percentuali modeste e solo sulle fasce di reddito più elevate. Rimaniamo comunque il Comune che ha le tariffe più basse rispetto ai Comuni a noi vicini.

Relativamente alla TARES, tassa che sostituirà dal 2013 la TARSU abbiamo applicato un modesto incremento applicando la nuova normativa ancora in fase di chiarimento sull’applicazione.

Il nostro intento è quello di monitorare il nuovo tributo e se possibile intervenire per modificarlo già nel corso dell’anno.

Sul fronte delle spese correnti NON abbiamo operato tagli lineari, abbiamo invece applicato precise e ponderate valutazioni politiche. Nei limiti di quanto consentito a un’amministrazione che si è insediata da poco, abbiamo cercato di fare una selezione dei capitoli di spesa su cui intervenire, riducendo le spese dove si è giudicato opportuno, ma anche aumentando gli stanziamenti per alcuni servizi ritenuti prioritari quali il trasporto pubblico e alcuni servizi sociali.

In conclusione l’Amministrazione di Centrosinistra deve  e vuole voltare pagina. Vuole iniziare un nuovo percorso che vedrà sempre più gli amministratori capaci di governare in modo responsabile e autonomo la gestione delle entrate e delle spese. È un passo necessario, ce lo chiede la realtà di uno Stato che in pochi anni ridurrà a zero i trasferimenti a favore dell’ente locale. È l’inizio di un nuovo modo di governare, che prevede una maggiore autonomia locale, la possibilità per il cittadino di essere più vicino al luogo della gestione (entrate e uscite) dei suoi soldi e quindi la possibilità di valutare meglio l’operato degli amministratori nello svolgimento del loro mandato.

Desidero terminare riconfermando che il bilancio è la sintesi numerica di comportamenti e rapporti che si istaurano tra un soggetto (Comune) e altri soggetti e in primo luogo i cittadini, ed è obbligo di tutti i protagonisti partecipare affinché si possano ottenere i risultati che i numeri descrivono. È un invito a manifestare critiche, critiche costruttive, basate su proposte alternative nuove e differenti da quelle previste dall’Amministrazione.

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Pubblicato il 27 gennaio 2013, in BILANCIO, CONSIGLIO COMUNALE, POLITICA LOCALE con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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